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Peste suina:Assemblea respinge la mozione di Bianconi(Misto)

"Regole chiare nei territori che diventano zona rossa"

(ANSA) - PERUGIA, 21 GIU - L'Assemblea legislativa dell'Umbria ha respinto con dieci voti contrari (Lega-Fdi) e sette favorevoli (Pd-M5s-Patto civico-Misto) la mozione del consigliere regionale Vincenzo Bianconi (Misto) che chiedeva alla Giunta regionale di impegnarsi per il "contenimento dei danni all'economia turistica, naturalistica e alimentare generati dalla diffusione dell'epidemia di peste suina africana in centro Italia, attraverso la predisposizione di una normativa finalizzata a definire regole e modalità di comportamento chiare nei territori che diventano zona rossa, al fine di limitare i contagi senza interrompere la fruibilità dei territori, la programmazione turistica, e la produzione, vendita e somministrazione di carne suina debitamente controllata".
    Illustrando l'atto prima del voto, Bianconi - rifeerisce una nota della Regione - ha spiegato che "una eventuale diffusione dei contagi di peste suina avrebbe un impatto potenzialmente devastante per l'ecosistema e l'intera economia regionale, in particolare in un territorio come l'Umbria in cui il turismo, le attività outdoor e l'enogastronomia rivestono una importanza notevole. Sarebbe pertanto fondamentale predisporre immediatamente una normativa e un apparato di iniziative finalizzate alla prevenzione della diffusione dell'epidemia di peste suina e, nella malaugurata ipotesi della comparsa di casi anche in Umbria, ad uno stretto monitoraggio e interventi finalizzati alla massima riduzione dell'impatto, stanziando adeguate risorse allo scopo. Andrebbe poi predisposta, sin da ora, una normativa di deroghe specifiche in grado di tutelare la salute pubblica senza eccessive limitazioni e danni per le attività umane, che rappresenterebbero un ulteriore colpo durissimo ad una economia già provata dal sisma 2016 e la pandemia Covid-19. Tali deroghe per i settori dell'agricoltura, allevamenti, turismo, attività outdoor, trasformazione e commercializzazione di prodotti agroalimentari, predisposte sull'esempio di quanto già fatto da altre regioni italiane, sarebbero di vitale importanza al fine di minimizzare i danni per l'occupazione, il turismo, le attività imprenditoriali e anche la vita sociale dei cittadini nel territorio".
    "Ciò sarebbe di fondamentale importanza - ha sottolineato il consigliere - non soltanto per poter agire tempestivamente nel frenare la diffusione dell'epidemia di Psa qualora dovessero apparire casi, e con ogni probabilità sarà solo una questione di tempo, ma anche per consentire una consapevolezza all'intera cittadinanza e tessuto economico delle misure che sarebbero eventualmente adottate e poter predisporre una programmazione più attenta e consapevole della stagione estiva e della prossima stagione autunnale-invernale. La previsione di una 'zona rossa' andrebbe ad interrompere numerosissime attività riconducibili al cosiddetto turismo slow, oltre ovviamente alla caccia e alla pesca. La situazione provocherebbe danni enormi che andrebbero ad interessare l'intera economia di alcuni territori. È dunque importante guardare con attenzione alle soluzioni trovate da alcune Regioni, quali Piemonte e Liguria, già interessate dalla Psa che hanno introdotto, nello scorso mese di aprile, alcune modalità che rispetto a quanto previsto dal Decreto ministeriale consentono, a certe condizioni, la ripresa di alcune importanti attività. Lo hanno fatto quando si sono resi conto che l'economia di alcuni territori andava disintegrandosi. Noi, oggi, dobbiamo fare tesoro di questo perché la peste suina è arrivata a pochissimi chilometri dai nostri confini regionali. È fondamentale agire in maniera preventiva". (ANSA).
   

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