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Covid: la Cina allenta la morsa, 'sì all'isolamento a casa'

Aperture di Pechino, mentre si prepara l'addio a Jiang

La Cina allenta la stretta anti-Covid in grandi città come Guangzhou, Chongqing, Zhengzhou e Pechino dove, timidamente, si è affacciato l'isolamento domiciliare solo "in alcuni casi" per i pazienti contagiati a basso rischio, a partire dal distretto centrale più popoloso di Chaoyang. Mentre tra temperature crollate sotto lo zero la capitale si prepara a dare l'addio all'ex presidente Jiang Zemin, un "immortale" del Partito comunista, come ha ricordato oggi il Quotidiano del Popolo, in vista dei funerali in programma il 6 dicembre.
    Il Dragone ha avuto quasi tre anni di tempo per prepararsi a un'ondata di Covid dopo l'emersione del virus a gennaio 2020 nella città di Wuhan, ma piuttosto che investire nella prevenzione ha concentrato le risorse sul controllo, basato su 'tolleranza zero', lockdown, test di massa e quarantene spartane. Allo stato, i contagiati sono inviati obbligatoriamente ai siti di quarantena governativi, a prescindere dalla gravità dell'infezione per fermare le catene di trasmissione.
    I nuovi piani su Pechino sono stati riportati dalla Bloomberg, che ha citato fonti vicine al dossier. Ma i media statali non si sono espressi sull'allentamento delle draconiane norme anti-pandemia alla base delle proteste dello scorso fine settimana, le più grandi dai fatti sanguinosi di Piazza Tienanmen del 1989. Mentre ha avuto grande risalto sui media cinesi l'incontro di mercoledì della vicepremier Sun Chunlan, responsabile della lotta al virus, con la Commissione sanitaria nazionale e diversi esperti. "Man mano che la variante Omicron diventa meno patogena, più persone sono vaccinate e la nostra esperienza nella prevenzione del Covid-19 si accumula: la nostra lotta alla pandemia è in una nuova fase e comporta nuovi compiti", ha osservato la vicepremier senza mai citare lo 'zero-Covid', nel resoconto che ne ha fatto la Xinhua.
    Le parole di Sun, nota come la 'Vecchia signora dei lockdown', sono maturate dopo le proteste, e potrebbero segnalare un allontanamento dalla postura rigida finora seguita per alleviare rabbia e frustrazione della popolazione, invertire l'isolamento internazionale e cercare di mettere al riparo un'economia in forte difficoltà. Resta da vedere se al tono più morbido usato da Sun, destinata a lasciare il governo a marzo 2023, faranno seguito i fatti.
    Nel frattempo, l'autorità sulla cybersicurezza ha chiesto alle compagnie tecnologiche di espandere la censura delle proteste e ha adottato misure per limitare l'accesso alle Vpn, ha riportato il Wsj. La leadership, ha notato il giornale, non è tranquilla per l'ondata di proteste dei 'fogli bianchi' che rappresenta la più grande crisi vissuta dal presidente Xi Jinping dalla salita al potere nel 2012, a poche settimane dal terzo e inedito mandato di fila ricevuto alla guida del Pcc. A Pechino e Shanghai i manifestanti hanno scandito slogan chiedendo le dimissioni di Xi. Mentre il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, parlando dell'incontro avuto a Pechino con il presidente cinese, ha detto che "per l'Ue il diritto di manifestare è un diritto fondamentale garantito da strumenti internazionali".
    Il feretro dell'ex leader Jiang Zemin intanto è arrivato a Pechino con un volo speciale da Shanghai, dove l'ex presidente è morto mercoledì di leucemia: ad accoglierlo in aeroporto c'era lo stesso Xi. La cerimonia funebre di Jiang si terrà martedì mattina nella Grande sala del popolo, su Piazza Tienanmen, e sarà trasmessa in diretta. Su Twitter sono apparsi post che ricordavano come la morte del leader riformista Hu Yaobang (15 aprile 1989) diede il via alle proteste di Piazza Tienanmen. La data del 6 dicembre si presenta come un primo passaggio delicato: sui social in mandarino sono stati censurati gli accostamenti e i paragoni tra l'era di Jiang e quella di Xi.
    Mentre il 10 dicembre ci sarà la Giornata internazionale dei diritti umani, un giorno che è sempre stato difficile per il Pcc.
   

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