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Grano, la Russia blocca l'export dall'Ucraina

Allarme Coldiretti: 'Prezzo crollato del 9% in tre giorni'

La Russia ha bloccato oltre 20 milioni di tonnellate di raccolti nei porti ucraini. Lo ha annunciato il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky durante un briefing congiunto con il primo ministro portoghese Antonio Costa oggi a Kiev, come riferisce Ukrinform. "La Russia ha bloccato quasi tutti i porti. Tutte, per così dire, le opportunità marittime per esportare cibo - il nostro grano, orzo, girasole e altri... 22 milioni di tonnellate sono bloccate oggi dalla Federazione Russa", ha affermato il presidente ucraino.

 Il prezzo del grano è sceso del 9% negli ultimi tre giorni dopo l'impegno dell'Onu per garantire le spedizioni di quello bloccato in Ucraina, la possibilità che l'India consenta il rispetto dei contratti di vendita già stipulati nonostante il bando all'export e l'aumento dei raccolti in Russia del 2,6% per raggiungere 84,7 milioni di tonnellate delle quali circa la metà destinate all'esportazioni (39 milioni di tonnellate). E' quanto emerge da un' analisi della Coldiretti alla chiusura settimanale della borsa merci future di Chicago "che rappresenta il punto di riferimento mondiale del commercio delle materie prime agricole" dove il grano è sceso a 11,68 dollari per bushel e in calo del 4% nei tre giorni sono anche le quotazioni del mais destinato all'alimentazione animale. Un andamento - sottolinea l'organizzazione agricola - che non significa in realtà il superamento delle difficoltà, ma piuttosto l'accresciuto interesse sul mercato delle materie prime agricole della speculazione che ha approfittato degli alti valori raggiunti per realizzare profitti. Secondo gli analisti infatti - precisa Coldiretti - i grandi fondi speculativi che operano sulla borsa delle materie prime hanno preferito guadagnare dopo i valori record raggiunti dalle quotazioni. Le speculazioni - sostiene l'organizzazione agricola - si spostano dai mercati finanziari in difficoltà ai metalli preziosi come l'oro fino ai prodotti agricoli dove le quotazioni dipendono sempre meno dall'andamento reale della domanda e dell'offerta e sempre più dai movimenti finanziari e dalle strategie di mercato che trovano nei contratti derivati "future", uno strumento su cui chiunque può investire acquistando e vendendo solo virtualmente il prodotto.
    Per l'Unione Europea nel suo insieme - conclude Coldiretti - il livello di autosufficienza della produzione comunitaria varia dall' 82% per il grano duro destinato alla pasta al 93% per i mais destinato all'alimentazione animale fino al 142% per quello tenero destinato alla panificazione secondo l'analisi della Coldiretti sull' ultimo outlook della Commissione europea.
   

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