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Responsabilità editoriale di ADVISOR, testata edita da Open Financial Communication

L’innovazione aiuta nella lotta al cambiamento climatico

Il cambiamento climatico riguarda tutti i settori, tutti i portafogli e tutti gli asset.

Auto elettriche, energia eolica ed energia solare sono solo alcune delle aree in cui si stanno compiendo grandi progressi, perché la battaglia contro il cambiamento climatico sta stimolando l’innovazione.

Gli investitori hanno a disposizione una gamma sempre più ampia di opportunità – sia nelle tecnologie emergenti, sia in quelle consolidate e seppure sia difficile presentare tutte le opportunità di investimento, secondo Oliver Eugene, head of climate research di AXA IM  “possiamo individuare ed esplorare alcune tecnologie chiave”.  

 

“L’energia eolica e quella solare si stanno affermando nel mondo come fonti rinnovabili d'elezione. La capacità installata in campo eolico nel 2021 è balzata a 837 gigawatt (GW), dai 24 GW di vent'anni prima. Nello stesso periodo, il solare è passato da 1,09 GW a 843 GW, e le due fonti combinate oggi rappresentano per la prima volta più del 10% del mix energetico globale. È probabile che le grandi dimensioni raggiunte incoraggino più investimenti nella corsa mondiale verso l’azzeramento delle emissioni entro il 2050, e non solo” sottolinea l’esperto di AXA IM.

 

Entrambe queste fonti presentano tuttavia qualche problema. Vento e luce solare sono intermittenti, e pertanto le tecnologie capaci di immagazzinare in modo efficace l'energia prodotta nei momenti in cui le condizioni sono propizie potrebbero essere decisive per consentirci un'ulteriore riduzione della nostra dipendenza dai combustibili fossili.

 

Tra le tecnologie emergenti si sta facendo strada invece l’idrogeno.  “L’idrogeno è considerato da tempo una scelta importante di contorno nel campo delle energie rinnovabili alternative. Nell'immaginario pubblico è visto come un pericolo – le immagini della distruzione del dirigibile Hindenburg nel 1937 si sono fissate nella nostra memoria collettiva. Oggi però è sempre più accolto come opzione praticabile, o persino preferibile, per alcune applicazioni” ricorda Eugène. “Potenzialmente l'idrogeno può costituire una fonte di energia a zero emissioni, un combustibile, una materia prima o un mezzo di stoccaggio dell'energia, ma può essere difficile per gli investitori prevederne il possibile ritmo di adozione e anticiparne i possibili effetti sulle imprese coinvolte”.

 

Anche le bio-plastiche sono un potenziale mezzo di mitigazione degli effetti dovuti alla grande diffusione degli imballaggi e altri oggetti in plastica nelle economie moderne. Tuttavia le cose non sono così semplici. “Alcune aziende leader hanno iniziato a promuovere il proprio uso di bioplastiche, ma una crescita importante della produzione potrebbe implicare un'accelerazione degli impatti sull'uso del suolo e dell'acqua per avere a disposizione materia prima sufficiente” evidenzia Eugène.

 

E guardando al futuro la stampa 3D si pone come una tecnologia da esplorare. “Secondo la Banca mondiale, nel Malawi la stampa 3D ha dimostrato la capacità di ridurre le emissioni di CO2 di quasi il 70%, riducendo di dieci volte lo spreco di materiali. Cina e Stati Uniti sono i principali investitori sul mercato globale della stampa 3D, ma Dubai sembra in testa riguardo al suo impiego in edilizia. La Dubai Futures Foundation (DFF), gestita dallo Stato, ha dichiarato che il 25% dei nuovi edifici di Dubai potranno essere stampati in 3D entro il 2025” racconta l’esperto di AXA IM.

 

Gli investitori devono comunque procedere con cautela perché seppure potrebbero esserci miglioramenti in termini di performance ambientale, si tratta di una tecnologia energivora, relativamente costosa e non ancora capace di fare a meno dei processi di costruzione tradizionali.

 

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