Economia

Responsabilità editoriale di ADVISOR, testata edita da Open Financial Communication

Misure concrete a sostegno della transizione climatica

Il processo di transizione verso la decarbonizzazione deve subire un’accelerazione. Nel prossimo decennio ogni anno saranno necessari investimenti per circa 5.500 miliardi di dollari, per generare una crescita economica sostenibile e che si allinei a quanto previsto dall’accordo di Parigi e che rispetti gli Obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell’ONU.

 

Rispettare i target dell’Accordo di Parigi significa mantenere l’aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2 gradi centigradi. Soddisfare questi requisiti significherà ridistribuire le risorse esistenti e richiederà anche degli investimenti supplementari. Complessivamente, si stima che nei prossimi quindici anni, sarà necessario destinare oltre 100 trilioni di dollari ad investimenti in tutti i settori per consentire la transizione economica e ambientale. 

 

Eppure, se guardiamo in concreto possiamo notare come il passaggio verso un’economia a basso carbonio e resiliente al cambiamento climatico sia già iniziato, guidato da molteplici dinamiche. Dal punto di vista politico, se è vero che siamo ben lontani dal consentire il raggiungimento dello “zero net” entro il 2050, molte nazioni si sono già dotate di politiche adeguate o hanno quanto meno iniziato un processo preliminare per raggiungere il target.

Dal punto di vista economico gli stessi consumatori stanno cambiando approccio, indirizzando il proprio potere di spesa verso marchi, scelte alimentari e stili di vita più sostenibili, così come gli investitori, che con migliaia di miliardi di dollari in gioco stanno spingendo le aziende ad adottare strategie che siano in linea con un mondo a emissioni limitate.

 

E’ chiaro che tale cambio di passo sia diventato anche una forte opportunità di investimento. A febbraio 2020, Lombard Odier Investment Management ha lanciato Climate Transition Strategy (che compie quindi un anno di vita), strategia che è classificata Art.9 in base alla nuova normativa SFDR., che punta a sfruttare le opportunità offerte dalla transizione verso lo “zero net” in ogni settore dell'economia. Nello specifico il fondo guarda alle opportunità presentate dalla transizione da un'economia WILD a una CLIC™ (Circular, Lean, Inclusive e Clean, ossia circolare, efficiente, inclusivo e pulito), concentrandosi su tre gruppi di opportunità (Solution Provider; Transition Industries e Adaptation Opportunities), ossia investendo sia in società che traggono vantaggio dal processo di decarbonizzazione (SP), ma anche in società che stanno riducendo il loro impatto ambientale operando in settori ad emissioni elevate (TI), ma anche in aziende che si stanno adattando a un contesto climatico già compromesso (AO) .

 

Tale filosofia, ossia sostenere tutti i settori della transizione climatica, anziché concentrarsi solo sulle aziende a basse emissioni, è stato premiante per il gruppo visto che il fondo ha reso il 66,89% contro il 68,40% del benchmark, facendo grandi passi avanti nella riduzione delle emissioni di gas serra e nella creazione di un quadro sostenibile.

 

Con risultati concreti. Difatti l'investimento di 1 milione di dollari nella strategia di transizione climatica nel corso del 2020 si è tradotto in 336 tonnellate di CO2 evitate - equivalenti a un viaggio andata e ritorno per un passeggero da Parigi a New York per oltre 330 volte. Le 11 tonnellate di CO2 catturate come conseguenza delle attività del fondo equivalgono a quelle di più di quattro acri di alberi maturi. Così come le emissioni cumulative catturate o evitate come conseguenza dell'investimento aggregato corrispondono all'impronta di CO2 annuale stimata di 52.000 persone a livello globale.

 

Valutando invece il livello implicito di riscaldamento globale a cui il fondo è allineato, sulla base delle emissioni cumulative previste l'"allineamento della temperatura" stimato è di 2,3°C, contro i 3,1°C dell'indice di riferimento MSCI World. 

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