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Capossela, il mondo filtrato dalla scrittura

Eclissica, "non una biografia, ma lampi di memoria in tempi bui"

 (ANSA) - ROMA, 14 OTT - "Non una biografia in senso stretto, ma lampi sugli ultimi 15 anni, tra pubblico e privato". Vinicio Capossela spiega così Eclissica, sua ultima fatica letteraria, pubblicata da Feltrinelli. Seicento pagine dense ("un lavoro 'ciclopedico' - si diverte a inventare - ancora non so se frutto di coraggio o incoscienza"), ricche di riferimenti, citazioni, indicazioni storiche e gastronomiche con lo stile inconfondibile di Capossela che trascina il lettore (o l'ascoltatore, a seconda dei casi) in mondi immaginifici, più mentali che geografici.
    Anche quando quel mondo tanto immaginifico non è, ed è un mondo che anzi fa i conti con il buio di una pestilenza globale che ha sprofondato tutti in un'oscurità da eclissi e che ha dato il via a questo viaggio letterario.
    "In copertina ci sono io, con un filtro nero (che è anche un obiettivo e allo stesso tempo pure un buco nero in cui siamo precipitati da marzo 2020), lo stesso che serve a guardare il sole senza farsi male. In questo caso il filtro è la scrittura che mi serve per mettere a fuoco la vita senza bruciarsi", racconta il poliedrico artista (11 album, 6 libri, oltre all'EP Bestiario d'amore) dallo studio di registrazione a Milano dove è al lavoro su nuove canzoni. "Quando si maneggia la vita, il rischio c'è sempre. Del resto il destino, come la balena di cui riusciamo a scorgere la coda quando si inabissa, si rivela solo quando è passato, un attimo prima di reimmergersi nel buio".
    In Eclissica - un neologismo 'caposseliano' per una scienza immaginaria che studi gli stati d'eccezione e dunque anche le interdizioni, tra eclissi e ellissi, passaggi di tempo che vanno avanti e indietro - Capossela si racconta, seguendo i lampi della memoria, bagliori che illuminano: vita e opere, canzoni, concerti, la scrittura degli ultimi quindici anni, dal 2005 al 2020. "A lampi ci coglie la vita dopo che l'oscurità ci ha inghiottiti e protetti, mettendoli insieme si compone la tramna". Un viaggio nell'opera di un autore, e un viaggio dell'autore nelle opere della vita. Nel buio dei tempi che corrono, Capossela attraverso le crepe, il prodigio, i fallimenti che permettono la creazione finisce per essere acuto osservatore della realtà, pur ponendo da artista la sua opera fuori dalla dittatura dell'attualità. "Si parla per metafore, per non contaminarsi nel linguaggio".
    Ad aprire e chiudere il cerchio, due eventi che hanno catalizzato l'attenzione mondiale: nel 2005 i funerali di papa Giovanni Paolo II con le migliaia di persone affluite per giorni a Roma a rendergli omaggio, nel 2020 sempre un papa, sempre San Pietro, ma in un'atmosfera apocalittica che fu l'indulgenza urbi et orbi di Francesco in una piazza desolatamente vuota e sferzata dal vento e dalla pioggia. "Subisco la fascinazione della religione come rito collettivo e questi due momenti così in contrasto tra loro incastonavano bene il racconto che avevo in mente", spiega ancora lo scrittore e musicista che il 15 ottobre, alle 20, sarà a Torino per presentare Eclissica al Salone del Libro a Torino con Fabio Genovesi. (ANSA).
   

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