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Biagio Antonacci torna dopo due anni, "ho ripreso il mio tempo"

Esce Seria, album in autunno. "Blanco? Oggi sensibilità diversa"

ROMA - "Ho fatto un figlio, ho imparato a fare l'orto, sono diventato contadino. Mi sono ripreso un po' del tempo che mi è scappato via in questi ultimi 30 anni". Biagio Antonacci, dopo due anni di silenzio, torna dal 27 maggio con un nuovo singolo, dal titolo "Seria", che anticipa un album di inediti ("sto scrivendo e registrando") in uscita in autunno. "Me la sono presa comoda. Anche perché il Covid ha creato un buco indelebile nel tempo, che non si potrà più riempire. Dovevamo uscirne migliori, dovevamo far festa... e invece per la stupidità dell'uomo dopo la pandemia, ci inventiamo la guerra. Ma dobbiamo tornare a essere belli, sereni e liberi". E Biagio la libertà l'ha cercata attraverso la consapevolezza. "Ho capito i miei limiti. Primo tra tutti la presenza, ovvero ho capito che non bisogna essere necessariamente presenti fisicamente per non perdere figli, amici, ma il filo conduttore è la propria coscienza". Con "Seria" (prodotta da d.whale e Placido Salamone, su etichetta Iris/Epic Records/Sony Music Italia), il 58enne cantautore milanese apre un nuovo capitolo, andando a ripescare atmosfera dance anni Settanta e Ottanta. "Seria non è una parola, è un suono. Come amore. Non significa niente. E' un'invenzione dei cantanti. Ho scritto spesso degli umori e degli amori delle donne fino ad arrivare a Seria, che è il desiderio di un uomo che attende la decisione di una donna. Seria è una donna in continua ricerca, senza compromettere mai la sua libertà, libera di portarsi anche solo un cuscino. L'amore, in fondo, è il rispetto della libertà altrui", aggiunge ancora. "Seria" troverà sicuramente spazio nella scaletta di brani che Antonacci porterà dal vivo durante il suo prossimo tour nei palazzetti al via il 5 novembre da Jesolo (VE). Poi 8 novembre Roma, 11 novembre Eboli (SA), 17 novembre Bari, 14 dicembre Torino, 17 dicembre Firenze, 19 e 20 dicembre Assago (MI). "Si riparte con uno spirito doppio, triplo, quadruplo: come una diga piena dopo mesi di accumulo. C'è tanta offerta perché tutti vogliono tornare a cantare". E a proposito di concerti, si parla anche di Blanco e dei palpeggiamenti subiti dal giovane artista durante un concerto mei giorni scorsi. "Anche a me è successo tanti anni fa: mi sentivo un po' una rockstar. Mi piaceva e mi faceva sentire amato. Tornavo a casa e dicevo: 'mi hanno toccato il sedere'. 'Beato te', rispondeva mio padre. Oggi è diverso, c'è una sensibilità diversa e ciascuno ha la sua. Però io non ci vedo nulla di strano e non mi sembra una molestia: sei sul palco, succede anche quello".

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