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Libri: Panzerbar, giornale degli ultimi giorni del nazismo

Il quotidiano uscito a Berlino dal 22 al 29 aprile 1945

(ANSA) - ROMA, 27 NOV - Tra il 22 e il 29 aprile del 1945, con l'Armata Rossa che stringe d'assedio Berlino fino ad annientarla, Adolf Hitler e Joseph Goebbels non rinunciano alla propaganda. Una propaganda di veleno e menzogne, diffusa attraverso l'ultimo giornale del nazismo: il Panzerbär. Quattro pagine per otto uscite, in formato ridotto, quando nessun altro quotidiano circola più nella capitale tedesca, usando una rotativa di fortuna e allestendo la redazione nel bunker sotto la Cancelleria cannoneggiata.
    Il logo è un orso corazzato, con vanga e panzerfaust tra le zampe: incita i berlinesi a combattere fino all'ultimo istante, perché "la vittoria è vicina", "i rinforzi sono in arrivo" e "gli occidentali stanno cambiando alleanza". Lo distribuiscono tra le macerie ragazzini in bicicletta, gratuitamente, con l'invito, stampato sulla testata, a "leggere e passare" ad altri.
    Il Panzerbär riporta ogni giorno il bugiardo bollettino di guerra, ospita feroci editoriali dei gerarchi militari del Terzo Reich, spiega le fantomatiche ricostruzioni politiche e strategiche di Goebbels, diffonde la minaccia di Hitler, che si fa sempre più aggressiva: chi tradisce deve essere ucciso. E racconta anche le storie del fronte, un fronte cittadino, esaltando singole disperate azioni di presunti eroi immediatamente eletti a martiri, elogiando le donne che combattono al fianco degli uomini, innalzando a paladini i poveri ragazzini scagliati contro i carri armati sovietici.
    Giovanni Mari, giornalista de Il Secolo XIX di Genova, già autore del romanzo "Klausener Strasse" sulla distruzione dei resti di Hitler da parte del Kgb nel 1970, ha ricostruito l'intera vicenda del Panzerbär, grazie alla consultazione degli archivi dell'ex Ddr a Berlino e della documentazione dell'Istituto tedesco per il marxismo e il leninismo. (ANSA).
   

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