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Mondo di mezzo: la Cassazione condanna Carminati e Buzzi

Appello ter per Panzironi. Resta al momento libero Massimo Carminati, verso affidamento ai servizi sociali

Cala il sipario giudiziario della Cassazione su quasi tutto il processo 'Mondo di mezzo', il sistema criminale che ha condizionato gli appalti dei servizi di pubblica utilità dell'amministrazione di Roma Capitale - dall'assistenza ai migranti alle potature del verde -sotto la 'direzione' dell'ex Nar Massimo Carminati e del ras delle cooperative Salvatore Buzzi, anche lui un passato in carcere prima di entrare nel nuovo giro. I supremi giudici della Seconda sezione penale della Suprema Corte - presieduti da Luciano Imperiali - hanno infatti convalidato in via definitiva le condanne a dieci anni per Carminati e a 12 anni e dieci mesi per Buzzi, come deciso dalla Corte di Appello di Roma il 9 marzo del 2021 nel secondo processo di appello. 

Dopo la sentenza, ieri sera, i Carabinieri del Ros hanno arrestato Salvatore Buzzi. Deve espiare la pena residua di 7 anni e 3 mesi. Buzzi era a Lamezia Terme ospite della cooperativa sociale "Malgrado tutto", dove era arrivato nei giorni scorsi. L'ex ras delle cooperative é stato portato nel carcere di Catanzaro.

Resta al momento libero Massimo Carminati: dopo la pronuncia della Cassazione non è scattata alcuna misura perché dovrà essere calcolato il tempo che l'ex Nar ha già trascorso in carcere con la pena residua e la buona condotta. Tutto ciò potrebbe far scendere la condanna da scontare a meno di quattro anni facendo scattare così l'affidamento ai servizi sociali da parte del Tribunale di Sorveglianza di Roma. Carminati ha già scontato cinque anni di detenzione. "La condotta carceraria di Carminati, così come quella successiva, è stata irreprensibile - spiegano i difensori Francesco Tagliaferri e Cesare Placanica -. Anche alla luce dei 2 anni in regime di detenzione al 41bis per un'accusa rivelatasi poi infondata, confidiamo che gli venga concesso l'affidamento in prova".

Nel 2019 la Cassazione aveva infatti cancellato le accuse di associazione mafiosa, derubricando l'intera vicenda ad associazione a delinquere semplice, pur riconoscendo la gravità dei fatti e i tentacoli che avvinghiavano ogni appalto. Così si è celebrato l'appello bis, con riduzione delle pene di primo grado - emesse nel settembre 2018 - che erano state pari a 14 anni e mezzo per l'ex Nar, e a 18 anni e 4 mesi per Buzzi.

Ora per Carminati - che è venuto in Cassazione ad assistere all'udienza - potrebbe aprirsi la possibilità di usufruire delle misure alternative, mentre per Buzzi potrebbero riaprirsi le porte del carcere, per la parte residua di pena da scontare dopo la lunga carcerazione al 41bis. L'unico imputato per il quale sarà celebrato il terzo processo d'appello è Franco Panzironi, il cui ricorso è stato accolto.

Piena condivisione, da parte della Procura della Cassazione rappresentata dalla Pg Lidia Giorgio, delle conclusioni sul sistema criminale del 'Mondo di mezzo' - e sulla pubblica amministrazione vista e utilizzata come "una mucca da mungere" - tracciate dal verdetto dell'appello bis del 2021. Quanto al ruolo di Carminati, la Pg ritiene "congrua" la pena inflittagli considerata la "gravità della vicenda associativa accertata", consistita nell'inquinare "persistentemente e pesantemente, con metodi corruttivi persuasivi, le scelte politiche e l'agire pubblico dell'ente locale", ossia Roma capitale. La pena - secondo la Pg - è adeguata anche considerando il "ruolo apicale" rivestito da Carminati, e il suo "curriculum criminale". Pur a fronte della 'riduzione' ad associazione semplice, i fatti, ha scritto la Pg Giorgio nella sua requisitoria ribadita in udienza, "permangono gravi". E' stato sottolineato anche "il ruolo apicale di Buzzi, e il suo contributo "nel pesante e grave inquinamento della cosa pubblica, il disinteresse per i controlli pubblici, il ribaltamento della logica del mondo delle cooperative".
Oltre a Carminati e Buzzi, hanno fatto reclamo alla Cassazione altri sei imputati, ma solo per motivi 'minori' inerenti le pene accessorie e la libertà vigilata. E' stata eliminata dalla Cassazione la misura cautelare della libertà vigilata nei confronti degli imputati Carlo Pucci, Fabrizio Testa, Claudio Caldarelli e per Alessandra Garrone, moglie di Buzzi.  

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