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Elezioni: la delusione di Pd, Lega e Terzo polo in Sardegna

Dem solo terzo partito, flop Calenda-Renzi e Carroccio giù

Pd, Lega, Terzo Polo: anche in Sardegna le tre forze politiche sono accomunate da un risultato alle elezioni politiche ben al di sotto delle aspettative. Con il 19,7% al Senato e il 18,5 alla Camera i Dem sono solo il terzo partito nell'Isola, nel 2018 erano secondi. "Il risultato è certamente negativo - ammette parlando con l'ANSA il segretario regionale Emanuele Cani - e la ragione è riconducibile al fatto che al cospetto del centrodestra, il centrosinistra si è presentato diviso. Se ci fossimo presentati col M5s saremmo stati molto più competitivi". Ora, ragiona Cani, "il progetto futuro è la riunificazione di queste forze che si sono presentate divise per costruire un'alternativa a questo governo regionale, senza escludere nessuno".

Nell'Isola il Terzo polo è ben lontano dall'ambita doppia cifra richiamata nei giorni scorsi da Carlo Calenda. Non nasconde la delusione Giuseppe Luigi Cucca, senatore uscente di Italia Viva che si ripresentava alla Camera dietro la ministra Elena Bonetti. "La Sardegna non ha risposto", si è limitato a dichiarare.

Deludente anche il risultato della Lega. Nel 2018 il Carroccio aveva ottenuto l'11,59% dei voti al Senato, alle ultime politiche il 6,9. Secondo l'unico eletto in Sardegna, il coordinatore regionale Dario Giagoni, "tutti i partiti che hanno governato hanno perso qualche punto percentuale rispetto al 2018, vedi Pd ed M5s: stare al governo ha fatto pagare un prezzo rispetto a FdI che ha capitalizzato meglio il malessere dei sardi e degli italiani". In ogni caso, chiarisce, "abbiamo 5 anni davanti che ci permetteranno di recuperare i punti percentuali".
   

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