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Grillo: legali indagati scelgono il rito ordinario

Ciro e tre amici accusati di violenza sessuale di gruppo

di Laura Nicastro

Ciro Grillo e i suoi tre amici, in caso di rinvio a giudizio, si faranno processare con rito ordinario. Non ci sarà nessuno sconto di pena ma una sfilata di testimoni e parti offese. E' quanto hanno deciso i legali del figlio di Beppe Grillo, di Vittorio Lauria, Edoardo Capitta e Francesco Corsiglia, al termine di una serie di riunioni fiume, l'ultima delle quali anche con i genitori dei ragazzi. In precedenza i legali di almeno due ragazzi erano orientati a chiedere il rito abbreviato. I quattro sono accusati di violenza sessuale di gruppo: il 17 luglio 2019, secondo la procura di Tempio Pausania, avrebbero violentato un studentessa italo-norvegese, che aveva 19 anni, dopo una serata passata in discoteca nella casa dove gli amici stavano trascorrendo le vacanze in Costa Smeralda. Per il procuratore capo Gregorio Capasso e la sostituta Laura Bassani (nel frattempo trasferita) gli amici l'avrebbero costretta a bere e poi avrebbero abusato di lei più volte. La studentessa (assistita dalla senatrice e avvocata Giulia Bongiorno) era in compagnia di un'amica. In tre, Capitta, Lauria e Grillo, avrebbero fatto anche foto oscene con la seconda ragazza (assistita dall'avvocato Vinicio Nardo) che dormiva sul divano. E anche per questo sono accusati di violenza sessuale. Alla prima udienza preliminare il giudice Caterina Interlandi aveva invitato i legali a indicare entro il 20 ottobre l'eventuale rito alternativo scelto e eventuali elementi probatori rilevanti.

Gli avvocati difensori Enrico Grillo, Sandro Vaccaro, Gennaro Velle, Ernesto Monteverde e Mariano Mameli comunicheranno ufficialmente la scelta del rito ordinario al giudice lunedì, non avendola trovata in questi giorni. Rischiano pene fino a 12 anni, senza lo sconto di un terzo come previsto invece dall'abbreviato. La ragazza aveva raccontato agli inquirenti di essere stata costretta a bere vodka, quindi stuprata prima dal solo Corsiglia e in un secondo momento anche dagli altri tre, conosciuti poche ore prima nella discoteca Billionaire. Durante il presunto stupro era stato girato un breve video. Da alcune interviste televisive era emerso che forse le immagini erano finite ad altre persone e per questo era stata aperta una inchiesta per revenge porn. Il caso, dopo un periodo di silenzio, era deflagrato di nuovo nella primavera scorsa dopo che Beppe Grillo aveva pubblicato un video in difesa del figlio sul suo blog, scatenando numerose polemiche.

Il comico aveva ribadito la linea della difesa, ovvero che i rapporti erano stati consenzienti. Anche i giovani hanno sempre sostenuto che la ragazza fosse consenziente e che non ci sarebbe stato alcun abuso. Delle foto oltraggiose avevano detto che si trattava di "un brutto scherzo, una cosa da non rifare". Le prossime udienza davanti al gup sono fissate per il 5 e 12 novembre nel corso delle quali i legali chiederanno il proscioglimento mentre la procura insisterà nel rinvio a giudizio.

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