Oltretevere

Ordine S. Sepolcro, divorziati risposati rinuncino a cariche

Le indicazioni del card. Filoni, 'ma restino nella istituzione'

(ANSA) - CITTA DEL VATICANO, 02 GIU - Le persone che vivono una crisi matrimoniale sono invitate a restare nell'Ordine del Santo Sepolcro, ma a fare un passo indietro, nel caso dei divorziati risposati, se hanno un incarico di responsabilità.
    Sono le nuove indicazioni diffuse dal Gran Maestro dell'Ordine, il cardinale Fernando Filoni.
    "L'Ordine non è indifferente verso coloro che sono vittime o si trovano in situazioni di divisioni matrimoniali. È necessario discernimento e senso pastorale - sottolinea il cardinale - da parte dei Priori e comprensione da parte dei confratelli, così come un forte aiuto nella preghiera e la vicinanza alle persone che soffrono. Inoltre, la partecipazione alla vita dell'Ordine è certamente di aiuto morale, specialmente quando, in simili casi, può verificarsi un indebolimento della fede e nella testimonianza". Filoni fa però presente che "ciò non toglie che il divorzio è un male e che con un nuovo matrimonio, di fatto, si tenda ad auto-emarginarsi dalla partecipazione piena alla vita sacramentale, ma non dalla fede cristiana. In questi casi, soprattutto chi ricopre responsabilità nell'Ordine, è invitato, lo dico con sofferenza, a rinunciare al proprio ufficio di servizio senza che vengano meno le finalità della propria appartenenza all'Ordine".
    L'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme "non è una istituzione meramente onorifica, ma una via per testimoniare fedeltà a Cristo e alla Chiesa, con attenzione speciale alla Terra di Gesù" e "la scelta di membri di integra e elevata vita morale e generoso impegno è fondamentale - dice il cardinale - e costituisce un passaggio delicato nel processo di adesione, così come nella valutazione di chi è preposto ad uffici di responsabilità. Ma è anche necessario, trattandosi di materia morale, che si evitino pettegolezzi, invidie, gelosie, discrediti e, al tempo stesso, ci sia vera disponibilità al servizio da parte di chi ha una responsabilità (Luogotenenti, Presidi, Delegati, ecc.) nella vita dell'Ordine". (ANSA).
   

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