"Preti verdi", 10 storie di impegno nell'Italia dei veleni

Le battaglie di sacerdoti e cittadini per l''ecologia integrale'

    Esce per le Edizioni Terra Santa, anche in formato e-book, "Preti verdi. L'Italia dei veleni e i sacerdoti-simbolo della battaglia ambientalista" del giornalista Mario Lancisi (pp. 188, euro 15,90): un'inchiesta che esplora l'Italia dei veleni e delle morti per inquinamento ambientale, attraverso le denunce di preti e cittadini coraggiosi.

    L'itinerario - da Sud verso Nord - prende le mosse dalla Sicilia e risale in Campania, Puglia, Toscana, Veneto e Piemonte: dall'inquinamento del petrolchimico nel golfo di Augusta a quello dei rifiuti nella Terra dei fuochi, da quello dell'acciaio a quello dell'amianto e dei pesticidi.

    I sacerdoti incontrati da Mario Lancisi sono uomini semplici, ma di grande statura: caparbi nella denuncia e miti nello stile, attenti alle persone e tuttavia capaci di tenere testa ai potenti di turno; soprattutto ispirati dalla Laudato si', la grande enciclica di papa Francesco, che nel 2015 ha aperto la nuova stagione della «ecologia integrale». In nome della natura da salvare e del Creato da custodire come istanza civile, prima ancora che religiosa, culturale e politica.

    Osserva nell'introduzione l'autore: "Due le date che spiegano il viaggio. La prima, 15 giugno 2015. Mi arriva in redazione un plico. Contiene l'enciclica Laudato si' sulla 'cura della casa comune', che papa Francesco avrebbe reso nota tre giorni dopo. Ne anticipo qualche passaggio sul mio giornale, Il Tirreno, il resto viene rinviato alla presentazione ufficiale. Per papa Francesco la 'casa comune' è nostra madre Terra: il Creato, l'ambiente, la natura. Tra i temi della lettera papale spiccano: l'acqua, come diritto universale, il rispetto delle creature viventi, fra cui anche animali e piante, la lotta al degrado e all'inquinamento".

    La seconda data, marzo 2020: "In Italia e nel mondo si abbatte la pandemia. Le cui origini sono incerte, oggetto di discussione fra diversi pareri e tesi differenti. A noi interessa un'ipotesi di lavoro, che affiora anche in questo viaggio: forse c'è un nesso causa-effetto tra inquinamento della terra e coronavirus. Forse. Non è questa la sede per discuterne. Preme sottolineare che la dicotomia salute e lavoro che caratterizza queste pagine ha attraversato anche l'anno del Covid-19".

    Sullo sfondo di questo viaggio contemporaneo, quindi, si staglia il flagello della pandemia. Ai "preti verdi" sta a cuore soprattutto richiamare l'attenzione sulla dicotomia irrisolta tra salute e lavoro, che in molti casi - dall'Italsider all'Eternit, dai rifiuti industriali alla cementificazione selvaggia - pone la domanda cruciale: viene prima la borsa o la vita? "Nell'anno della Laudato si' - osserva Lancisi -, voluto da papa Francesco a cinque anni dall'uscita dell'enciclica, la grande sfida è quella di conciliare la difesa della vita con lo sviluppo economico".

    Ecco allora nel libro le storie di don Albino Bizzotto e il Veneto cementificato; padre Guidalberto Bormolini e il villaggio "ecologico cristiano"; don Michele Olivieri e i fuochi di Battipaglia; padre Maurizio Patriciello e la Terra dei fuochi; padre Nicola Preziuso e l'ex Ilva di Taranto; don Palmiro Prisutto e il polo petrolchimico di Augusta; don Marco Ricci e le discariche abusive del Vesuvio; don Gabriele Scalmana e l'inceneritore di Brescia; don Giuseppe Trifirò e l'inquinamento tra Messina e Milazzo; padre Bernardino Zanella e l'Eternit di Casale Monferrato.

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