L'Italia sono anche io, il 13 ottobre società civile in piazza per lo Ius Soli

Insegnanti lanciano protesta digiuno, aderiscono ministri e artisti

  • Ius soli:sciopero fame e coccarde,protesta insegnanti
  • Alcuni cartelli esposti all'esterno della scuola elementare Carlo Pisacane per la protesta delle maestre contro lo stop allo Ius Soli,
  • Ius soli:sciopero fame e coccarde,protesta insegnanti
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Ius soli dal latino : diritto del suolo. E' un'espressione giuridica che indica l'acquisizione della cittadinanza di un Paese come conseguenza del fatto giuridico di essere nati sul suo territorio indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori. Esso contrappone allo ius sanguinis (o «diritto del sangue»), che indica invece la trasmissione alla prole della cittadinanza del genitore.

In Italia lo ius soli trova applicazione in circostanze eccezionali:

per nascita sul territorio italiano da genitori ignoti;

per nascita sul territorio italiano da genitori apolidi;

per nascita sul territorio italiano da genitori stranieri impossibilitati a trasmettere al soggetto la propria cittadinanza secondo la legge dello Stato di provenienza.

Un'interpretazione indiretta dello ius soli è quella che permette al cittadino straniero nato in Italia e che vi abbia mantenuto costantemente la residenza dalla nascita la facoltà, al raggiungimento della maggiore età, di chiedere e ottenere, anche senza le condizioni normalmente richieste (reddito sufficiente, incensuratezza, circostanze di merito, ecc.), la cittadinanza italiana; tale facoltà però può essere utilizzata solo entro un anno dal raggiungimento dei 18 anni, termine dopo il quale la cittadinanza è ottenibile solo tramite le norme ordinarie.

Tra i paesi con lo ius soli illimitato ci sono gli Stati Uniti d'America, il Canada, il Messico, il Brasile. In Europa no: Francia, Germania, Irlanda e Regno Unito concedono la cittadinanza per ius soli condizionata.

In Italia alla fine del 2015 la legge sulla cittadinanza è stata approvata alla Camera ed è ad oggi in attesa di essere esaminata dal Senato e diventare finalmente legge dello stato italiano. Il nuovo stop politico - dall'Ap di Alfano - ha di nuovo messo in stand by una legge che attendono migliaia di nuovi italiani. Dagli Insegnanti per la Cittadinanza - maestri e prof della scuola Pisacane di Torpignattara a Roma e non solo - è nata l'idea di uno sciopero della fame che sta interessando altre centinaia di docenti in tutta Italia. E ora anche molti parlamentari, almeno settanta, oltre al ministro delle infrastrutture Graziano Del Rio. Anche artisti stanno partecipando al digiuno - tra le adesioni Celestini , Andrea Segre, Alessandro Bergonzoni, don Colmegna.

Il 13 ottobre una manifestazione a Roma a Montecitorio per dire L'Italia sono anche io e tentare di esaminare la legge arenata al Senato riunirà la società civile.

Di seguito, da Comune-Info, il testo dei docenti per la mobilitazione:

"Come docenti universitari/e vogliamo prendere una chiara posizione sulla legge in discussione al Senato della Repubblica che introduce alcune tutele minime per l’acquisizione della cittadinanza italiana da parte dei minori.
Si tratta di una proposta di legge che riconosce il valore fondante della scuola per costruire il pieno sviluppo di ciascuna persona e l’effettiva partecipazione di tutte e tutti all’organizzazione sociale, culturale, politica ed economica dell’Italia. Non approvare questa legge significherebbe alimentare il razzismo che attraversa la nostra società.
Noi che lavoriamo nelle università, l’ultimo livello del percorso di studi, pensiamo che le nostre studentesse e i nostri studenti – che sono nati in Italia da genitori stranieri o sono arrivati in Italia da minori e qui hanno frequentato le scuole – debbano aver il diritto di ottenere la cittadinanza.
È inaccettabile costringere dei giovani a diventare “stranieri per legge” al compimento dei diciotto anni, facendoli cadere nella morsa burocratica dei permessi di soggiorno e nella minaccia di non poter più vivere nel paese in cui hanno vissuto da sempre o da tanto e importante tempo.
Nelle aule universitarie nessuno deve sentirsi straniero/a, tutte e tutti devono poter studiare con la stessa speranza di futuro.
Sosteniamo quindi l’appello delle/gli insegnanti della scuola e nello stesso periodo, dal 3 ottobre al 3 novembre, organizzeremo negli atenei italiani iniziative per promuovere l’approvazione della legge".

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