Hollywood ancora maschilista, i dati lo confermano

studio USC, meno donne e nei copioni dominano stereotipi

  • Meryl Streep
  • Diane Keaton,Meryl Streep

(di Alessandra Baldini) Quello di Hollywood e' un mondo ancora dominato dagli uomini sia davanti che dietro la macchina da presa: parola di "Big Data". Analizzando con un software specializzato la sofisticazione del linguaggio e le interazioni dei personaggi in quasi mille sceneggiature e 53mila dialoghi tra settemila protagonisti, ricercatori della University of Southern California hanno scoperto una preponderanza maschile schiacciante sia nei numeri che nei ruoli. Nulla e' dunque cambiato dopo le polemiche degli Oscar 2016.

"Wonder Woman e' ancora un amazzone solitaria in un universo tutto maschile", ha commentato il Los Angeles Times dopo che i computer della Viterbi School of Engeneering Signal Analysis and Interpretation Lab (SAIL) hanno contato nelle produzioni in esame 4,900 personaggi uomini contro soltanto 2.000 donne. L'analisi ha scoperto che i personaggi femminili tendevano, nelle sceneggiature esaminate, ad essere di cinque anni piu' giovani delle loro controparti. E se le protagoniste femminili erano rappresentate in una luce più positiva dei corrispettivi maschi, questo spesso avveniva nel contesto di valori familiari.

Mogli, madri, figlie, sorelle, dunque, mentre il linguaggio usato nei ruoli maschili aveva caratteristiche più violente, coi personaggi che parlano più' spesso di morte e usano più parole volgari rispetto alle donne. Secondo i ricercatori, questi trend creano e rafforzano scelte a livello conscio e inconscio da parte degli scrittori di cinema e come conseguenza i ruoli femminili non risultano essere centrali nello sviluppo dei copioni. Gli stereotipi abbondano anche sul fronte della razza: i dialoghi di personaggi ispanici o di sangue misto aveva più spesso a che fare con temi sessuali rispetto ai bianchi.

Gli uomini, nelle sceneggiature esaminate, parlano più; delle donne. Sul totale dei dialoghi, partecipano in 37mila interazioni, contro appena 15 mila delle donne. La disparita' sul set si conferma dietro la macchina da presa. Se tra i registi la proporzione uomo-donna e' di 12 a uno che scende a sette a uno tra gli sceneggiatori, le donne sono risultate meno sottorappresentate tra i producer (tre uomini per una donna) e direttori del casting (due a una), e tuttavia la loro presenza non ha avuto influenza su una maggior presenza femminile sul set. Più significativo l'impatto quando e' una donna presente in fase di scrittura: i ruoli femminili ne guadagnano diventando in media un 50 per cento di più.

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