Weinstein: sui social è #MeToo, moda rompe silenzio

Alyssa Milano lancia hashtag; ora i nomi dei molestatori

  • Harvey Weinstein con Georgina Chapman
  • Harvey Weinstein

Anch'io. E' capitato anche a me. Con l'hashtag #MeToo, centinaia di migliaia di donne stanno scuotendo la rete sulla scia dello scandalo Winstein. Mentre aumentano le denunce delle dive contro l'ex boss della Miramax Harvey Weinstein, le rivelazioni delle molestie sessuali imposte a star di prima grandezza come Ashley Judd, Angelina Jolie e Gwineth Paltrow hanno aperto una diga che ha accumunato celebrità' e gente comune: "Penso che siamo di fronte a uno spartiacque", ha detto al New York Times la producer Gail Berman che ha lavorato in posizioni di vertice alla Paramount e alla Fox. L'idea di alzare il velo sulle violenze sessuali, spesso taciute per mancanza di sostegno morale, per il bisogno di dimenticare o per sfuggire al "victim shaming", la vergogna che si abbatte sulla vittima e non sull'accusato, e' venuta ad Alyssa Milano. La diva di Melrose Place ha usato il suo profilo Twitter per lanciato una campagna online: "Se siete mai state molestaste sessualmente o aggredite scrivete 'me too' in risposta a questo tweet: in questo modo potremo dare alla gente il senso della grandezza del problema". La rete ha abbracciato l'idea: nelle prime 24 ore l'hashtag e' stato usato su Twitter, Facebook e Instagram mezzo milione di volte da donne qualsiasi e celebrità come Lady Gaga, le attrici Rosario Dawson, America Ferrera e Anna Paquin, la poetessa Najwa Zebian. Si e' unita alla campagna UN Women: "E' ora di ascoltare le voci delle donne in tutto il mondo e dire basta alla violenza contro le donne", ha scritto su Twitter l'agenzia dell'ONU.

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