Scala, la cena di gala è ispirata alla Rivoluzione francese

Dal cibo al caffè il meglio del made in Italy dopo la prima dell'Andrea Chenier

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Anche la consueta cena di gala che il teatro alla Scala offrirà dopo la prima dell'Andrea Chénier del 7 dicembre sarà ispirata all'ambientazione dell'opera, che si svolge durante la Rivoluzione francese.
    Per assicurare la stessa atmosfera, la scenografa Margherita Palli (che firmerà anche le vetrine natalizie della Rinascente) ha ideato alcuni complementi d'arredo, a partire dall'albero della libertà sormontato con berretto frigio e coccarde che accoglierà gli ospiti al loro arrivo. Anche sui tavoli ci saranno candelabri di tubi di gas con berretto e coccarde. In tutto per le decorazioni, per cui Palli ha lavorato a stretto contatto con The Flower Lab, serviranno 6000 anemoni nei colori blu, bianco e in prevalenza rosso. "Ho immaginato un'irruzione di rivoluzionari alla Società del Giardino" ha spiegato. Anche il menu, firmato dal cuoco siciliano Filippo La Mantia, sarà ispirato ai piatti della Rivoluzione, o meglio ai piatti nati dalla fuga in Sicilia di tanti cuochi dei nobili. Il menu include risotto Gran Riserva Gallo al brodo di cappone, con marroni e cacio fresco; Bellavista; Ferrarelle; caffé fatto con LaCimbali e come dessert il fondente inimitabile 9 di Amedei e le sue praline da meditazione. La sala sarà allestita dal CafféScala che curerà anche il buffet nel retropalco dopo lo spettacolo per artisti e maestranze.
   

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