Superare le mode e sfatare i miti sul cibo, nasce manifesto Ciboveritas

Combattere i danni del cibo 'spettacolarizzato'

  • mercato contadino foto upheaval iStock.

(di Francesca Pierleoni)  - Sfatare miti di alimenti miracolosi o diabolici e ritornare a un discorso equilibrato, sulla base di verità scientifiche e esperienze vissute, su ciò che mettiamo in tavola. Sono fra gli obiettivi di Ciboveritas, il manifesto di Italia Sostenibile epromosso con Università degli studi di Salerno, Fondazione Ebris, Copagri (Confederazione produttori agricoli), fondazione Adi (Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica) e Io Net (Italian Obesity network).
    ''Si diffondono in Italia sempre più le malattie legate all'alimentazione, anche tra i giovani, e questo è un effetto del cattivo rapporto che molti hanno con il cibo - spiega Sergio Marini presidente di Italia Sostenibile -. Il manifesto vuole essere uno strumento di confronto e dibattito, teso a moderare il dilagante fenomeno di spettacolarizzazione di ciò che mangiamo e beviamo''. Per Marini, 'spesso anche professionisti del settore, per avere un po' di visibilità nei media non approfondiscono abbastanza i temi e contribuiscono a fare confusione, pur partendo da una base di verità. Bisogna superare le mode passeggere. Un esempio è la frutta secca, di cui si è triplicato il consumo. E' vero fa molto bene ma non si ricorda abbastanza che è uno degli alimenti più calorici che esistano e in gran parte viene importata, con tutti i rischi che ne conseguono''. Quindi lei non crede ai cosiddetti superfood? ''Assolutamente no, innanzitutto perché se si ha un'alimentazione equilibrata non ce n'è bisogno. E nei supermercati, accanto ai pregi andrebbero elencati anche eventuali elementi negativi in modo che il consumatore possa scegliere consapevolmente''. Cosa pensa dell'onnipresenza di cuochi e delle trasmissioni sul cibo? ''I cuochi vanno anche bene, ma non facciano gli scienziati, bisogna parlare dei cibi e delle loro proprietà senza superficialità''. Ciboveritas è aperto ''all'adesione di tutti, i singoli cittadini le istituzioni, la politica. Organizzeremo incontri sugli alimenti e i comportamenti alimentari, il primo penso lo faremo a Fico Eataly World''.
    Per Franco Verrascina, presidente di Copagri ''vanno separate le bufale dalle verità nel nostro piatto. Oggi il cibo ha perso ogni valore che non sia edonistico, dietetico e salutistico. Le società che ci hanno preceduto sacralizzavano pane, olio, grano, carne. Noi corriamo il rischio di sostituire etica con dietetica e dio con il bio''.

Inoltre ''la dieta mediterranea non c'è più o sta scomparendo - aggiunge Pietro Campiglia, professore ordinario Unisa, esperto in Nutraceutica, basata sui principi nutrienti contenuti negli alimenti che hanno effetti benefici sulla salute -. I bambini, ad esempio, non mangiano più verdure e questo dà grossi problemi di calcificazione alle ossa, da adulti saranno i primi ad avere fratture. Noi stiamo cercando di rimediare mettendo le verdure nei succhi di frutta''.
    E ''stando agli studi, il 60% delle persone sceglie il cibo in base al prezzo, si prendono gli alimenti che costano di meno - dice Giuseppe Fatati presidente di Italian obesity Network e Fondazione Adi -. Cosa vuole dire, che solo chi ha più soldi ha diritto alla qualità? Non lo si può accettare''. Ci sono però anche buone notizie, come la sempre maggiore attenzione, anche nel nostro Paese per orti urbani, orti sociali (già 3,3 milioni di metri quadri di terreno comunale in Italia sono adibiti a questo), serre a ciclo chiuso (roof farms) e ''vertical farms, le fattorie verticali - spiega Gabriella Funaro di Enea, esperta in questo tipo di progettazione - che permettono di coltivare a km zero, in piani sovrapposti, ogni varietà di frutta e verdura senza bisogno di terra, e con un grandissimo risparmio d'acqua.     Un futuro che è sempre più presente''.
   

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