Altro che musica, l'Opera è passione, potere e politica/VIDEO

Di 'scena' al V&A 400 anni di storia d'Europa. Con tanta Italia

  • Victoria and Albert Museum, allestimento Opera: Passion, power and politics
  • Victoria and Albert Museum, allestimento Opera: Passion, power and politics
  • Costume design for ?The Executioner?, Salvador Dal, 1949 In 1949, the stage director Peter Brook collaborated with Salvador Dal to stage Salome at the Royal Opera House in Covent Garden.
  • I: apre il 30 settembre al Victoria and Albert Museum la mostra OPERA: PASSION, POWER AND POLITICS A Scene from the Risorgimento, Gerolamo Induno, 1865
  • al Victoria and Albert Museum la mostra OPERA: PASSION, POWER AND POLITICS he Dancer?s Reward, Aubrey Beardsley, first published 1894, later published 1907, Plate XIV,
  • Unfinished portrait of Mozart, Joseph Lange, 1789, oil on canvas, Salzburg Mozarteum Foundation
  • al Victoria and Albert Museum la mostra OPERA: PASSION, POWER AND POLITICS 	Shostakovich?s First Symphony, Pavel Filonov, 1935, oil on paper, State Tretyakov Gallery Pavel Filonov was a Russian avant-garde painter, art theorist and poet
  • The Ballet Scene from Meyerbeer?s Opera ?Robert le Diable?, Edgar Degas, 1876 Paris
  • ?Va, pensiero, sull?ali dorate? (Go, thoughts, on wings of gold), Giuseppe Verdi, 1841, autograph score, Archivio Storico Ricordi Ricordi & C. S.r.l. Milan
  • Autograph score, sketch score for Lady Macbeth of Mtsensk, end of Act 1, Dmitri Shostakovich, 1930?32

(di Alessandro Logroscino)  Un viaggio lungo 400 anni, in un mondo radicato nel genio italiano e capace poi di ramificarsi nel mondo intero per innestarsi su tutte le maggiori culture musicali, da quella germanica a quella russo-slava. E' il mondo dell'opera (parola italiana ormai universale) raccontato da una mostra-evento al Victoria and Albert Museum di Londra.
Un appuntamento affascinante e sontuoso, intitolato 'Opera: Passion, Power and Politics', a significare l'intreccio di passioni popolari, di messaggi politici e di vicende di potere dipanatosi nel corso del tempo attraverso il filtro della grande melodia e dello sfarzo spettacolare di questo genere d'arte. La narrazione si snoda a partire dalle radici operistiche del Rinascimento, fino alle avanguardie del '900. E a tracciare il cammino del visitatore vi sono come sette fari, rappresentati simbolicamente da altrettante città e da sette prime che fecero storia: L'incoronazione di Poppea di Monteverdi (Venezia, 1642); il Rinaldo di Handel (Londra, 1711); Le nozze di Figaro di Mozart (Vienna, 1786); il Nabucco di Verdi (Milano, 1842); il Tannhauser di Wagner (Parigi, 1861); la Salomè di Richard Strauss (Dresda, 1905); la Lady Macbeth del distretto di Mcensk di Shostakovich (San Pietroburgo, alias Leningrado, 1934).


L'evento é realizzato in collaborazione con la Royal Opera House e col suo attuale nume tutelare, sir Antonio 'Tony' Pappano, protagonista con altre bacchette, cantanti, compagini e studiosi di fama di concerti e iniziative culturali che accompagneranno l'esibizione fino alla chiusura: fissata per il 25 febbraio 2018. Al pubblico si offre una carrellata ricchissima - messa a disposizione da musei e da alcuni dei teatri d'opera più prestigiosi del pianeta, fra cui ovviamente la Scala - di opere d'arte, documenti e memorabilia epocali, strumenti d'impareggiabile rarità, oggetti unici: oltre 300 'pezzi', radunati insieme da mezzo mondo come in una sorta di caleidoscopio e come forse mai era accaduto prima.
Non solo. Con l'aiuto della tecnologia, il V&A promette (e mantiene) l'esperienza di un'esplorazione "multisensoriale" di forme d'arte diverse, per aiutare a comprendere come "fattori sociali, politici, culturali ed economici abbiano interagito con i momenti topici della storia dell'opera". Disegnando di fatto "un racconto di storia d'Europa lungo quattro secoli".
Resa possibile dalla generosità della fondazione creata dall' 'oligarca dei due mondi' Len Blavatnik - mecenate miliardario originario di Odessa che ha fatto fortuna fra Usa e Russia per poi stabilirsi nel Regno -, la mostra regala, a chi abbia l'opportunità di attraversarne le sale, visioni suggestive. Si va dal piano suonato in prima persona da Wolfgang Amadeus Mozart a Praga nel 1787, 'sbarcato' ora a Londra dalla Repubblica Ceca; al libretto originale del celeberrimo coro del Va' Pensiero, realizzato nel 1841 in vista del debutto dell'anno successivo del Nabucco verdiano, prestato dall'Archivio Storico Ricordi. O ancora dalla partitura autografa della fine del primo atto della Lady Macbeth di Shostakovich, ultimato dal compositore russo durante una vacanza in Georgia all'alba dei terribili anni '30 dell'Urss staliniana; fino al costume del carnefice Naaman, disegnato da Salvador Dalì di suo pugno per la Salomè messa in scena nel '48 dalla Royal Opera House a Covent Garden: in una Londra che si ricostruiva dalle distruzioni della guerra.

Speciali ed Eventi vai alla rubrica >>
Press Release vai alla rubrica >>