Nel pacchetto gas "scorte comuni" per ora è solo un titolo

Nei testi in preparazione consumatori e idrogeno protagonisti

Redazione ANSA

Un articolo ancora da scrivere intitolato "Appalti congiunti per scorte di riserva" e un altro su misure straordinarie per assicurarsi le scorte in caso di rischi di approvvigionamento a livello regionale. Sono le ipotesi su cui sta lavorando la Commissione, stando alle bozze del pacchetto gas che circolano a Bruxelles. I testi legislativi dovrebbero essere presentato il 14 dicembre. Quelli trapelati, uno sulla direttiva sulle regole comuni per il mercato interno del gas naturale, e l’altro sul regolamento sulle condizioni di accesso alle reti di trasporto del gas naturale, dovrebbero essere datati primi di novembre.

L'unica traccia del dibattito sul picco dei prezzi del gas che ha infiammato le capitali europee per settimane a ottobre è la menzione per la richiesta italiana per appalti congiunti sugli stock. Non si parla né di modifiche del meccanismo di mercato per cui il gas "fa il prezzo" delle altre fonti energetiche, idea della Francia, né degli appalti congiunti per l'acquisto che avrebbe voluto la Spagna.

"Il testo è in evoluzione e proposte come queste sarebbero meglio inquadrate in un atto legislativo sulla sicurezza degli approvvigionamenti che nel pacchetto così come è filtrato alla stampa non c’è, ma potrebbe essere all'esame della Commissione". A parlare è Raphael Hanoteaux di E3G, think tank globale sul clima con sedi a Londra, Bruxelles, Berlino e Washington.

"Che non si parli dell’idea francese – prosegue – ha senso perché finirebbe per toccare il mercato dell'elettricità, riformato nel 2017-18, c'è un blocco di dieci paesi che si oppone e l'ACER ha pubblicato un rapporto che esclude che il meccanismo abbia un ruolo centrale nella formazione dei prezzi all'ingrosso". Sugli acquisti comuni, "potrebbero essere volontari, ma sarebbe comunque un ritorno al passato, con meno accordi di mercato e più accordi politici, cosa che la Commissione ha cercato di limitare in tutti i modi negli ultimi dieci anni". "Se proporranno qualcosa di simile – conclude Hanoteaux – credo sarà in un testo legislativo a parte, in cui potrebbe essere inclusi anche gli appalti congiunti per le scorte: vedremo".

Stando ai testi provvisori, la riforma del mercato del gas guarda ai consumatori e alla decarbonizzazione del settore, soprattutto grazie all'idrogeno. Per il primo aspetto, la bozza di direttiva riconosce ai consumatori più diritti, dalla trasparenza delle bollette alla sicurezza dell’approvvigionamento per le fasce sociali più deboli, fino al riconoscimento del ruolo delle comunità di cittadini e alla partecipazione diretta al mercato, con il diritto di consumare, immagazzinare e vendere gas rinnovabile autoprodotto.

Per il secondo aspetto, l'obiettivo dell'Ue è di far emergere di un mercato dell'idrogeno e dei gas rinnovabili. Secondo la bozza, solo l’idrogeno che assicura il 70% di riduzione delle emissioni potrà essere definito "a basse emissioni". Dal 1° ottobre 2025, inoltre, i gestori di rete potrebbero essere obbligati a accettare flussi transfrontalieri di gas con un contenuto di idrogeno fino al 5% in volume. Prevista, infine, la creazione di un nuovo organismo, la "Rete europea degli operatori di rete dell'idrogeno".

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