Le città europee chiedono più voce sulla legge per l'intelligenza artificiale

Barcellona, Londra e Amsterdam lanciano l''Urban AI Observatory'

Redazione ANSA

Alcune grandi città europee si uniscono per chiedere a Bruxelles più voce in capitolo nell'Artificial Intelligence (IA) Act dell'Ue che sta passando al vaglio del Parlamento e del Consiglio Ue. Barcellona, Londra e Amsterdam sono tra le promotrici dell'iniziativa 'Urban AI Observatory' che, col supporto di attivisti e regolatori della privacy, mira a trovare una posizione comune sull'impiego dei sistemi di intelligenza artificiale che da un lato possono offrire applicazioni molto utili nel campo dei trasporti, della sanità e per altri servizi per i cittadini. Ma dall'altro preoccupano per questioni di privacy, in primo luogo l'utilizzo del riconoscimento facciale. In particolare, le grandi città vogliono "un divieto assoluto" dei sistemi di sorveglianza biometrica di massa, "fino a quando non ci saranno garanzie che questi sistemi rispettino i diritti fondamentali", ha detto in un'intervista a 'Politico' il vicesindaco di Barcellona Laia Bonet.

Tra le preoccupazioni principali c'è l'abuso del riconoscimento facciale anche da parte di aziende private. I promotori dell'iniziativa stanno quindi spingendo i responsabili politici a chiedere alle autorità indipendenti di verificare se le aziende che utilizzano questi sistemi soddisfano gli standard etici europei. Le città chiedono di poter sedere nell' European Artificial Intelligence Board proposto da Bruxelles per supervisionare l'attuazione della legge perché "hanno un'esperienza di prima mano sugli usi dell'IA nelle aree urbane" che può essere di grande aiuto "per essere sicuri di prendere le decisioni migliori", ha detto Bonet.

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