Leader Ue non trovano la quadra sull’Esr, parola alla Commissione

Comincia il lobbying dei paesi sul pacchetto clima di luglio

Redazione ANSA

Nelle conclusioni del vertice del 24 e 25 maggio i leader dell’Ue hanno preferito non dare indicazioni alla Commissione europea sul futuro del regolamento sulla condivisione dello sforzo (Effort Sharing Regulation). Nel documento finale è sparito ogni riferimento all’Esr, che era menzionato nelle bozze, nonché esplicitamente indicato come punto da discutere nelle conclusioni del dicembre 2020.

L’Esr non c’è non per mancanza di idee, ma di unità di visione. La frattura tra paesi fondatori e nuovi membri è sempre sui costi della transizione. Secondo le bozze, i target nazionali dell'Esr dovevano restare così come sono oggi, legati al Pil del 2013. Nonostante sia un criterio vantaggioso per i nuovi paesi membri, per Varsavia tutto era "troppo generico". Italia e Germania hanno chiesto almeno un aggiornamento del criterio del Pil. Almeno al 2018, era la posizione di Roma. Quindi Polonia e gli altri hanno parlato di almeno 4 miliardi da compensare. Qui si sono innervositi i "frugali" (Olanda e Stati del nord Europa, anche perché i nuovi Stati membri già beneficiano del fondo di modernizzazione dell’Ets, fino a 14 miliardi in 10 anni, e hanno già ottenuto una correzione nel Consiglio di dicembre. Danimarca e Germania avrebbero voluto riferimenti nel testo al trasporto su gomma nell’Ets.

Molte idee, quindi. Pure troppe. Per non riaprire con una discussione infinita (ancora vivo è il ricordo delle due ore di discussione notturna di dicembre sui danni del coleottero della corteccia sui boschi della Repubblica ceca) i leader hanno preferito cancellare ogni riferimento minimamente concreto all'Esr e al pacchetto clima del 14 luglio, noto anche come Fit for 55. "Il Consiglio europeo – si legge nelle conclusioni – tornerà sulla questione al momento opportuno dopo la presentazione delle proposte della Commissione".

Più che lasciare mano libera all’Esecutivo, vuol dire scegliere la strada del lobbying diretto nei confronti di Bruxelles. Saranno settimane intense per i piani alti del Berlaymont. Che, comunque, alcune scelte le ha già fatte. Nella conferenza stampa finale del Vertice, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha confermato che "I trasporti su gomma avranno un loro mercato della CO2 su piccola scala, accoppiato con un meccanismo di compensazione sociale", come accennato a questa newsletter anche dal direttore generale clima della Commissione Mauro Petriccione.

Sempre secondo von der Leyen il nuovo Esr – ridotto nei trasporti – manterrà il criterio del Pil nella distribuzione dei target nazionali, ma "tutti dovranno dare di più". A bilanciare i costi dell'Ets trasporti su gomma ci sarà anche una proposta di standard più stringenti di CO2 per i produttori auto.

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