La cattura e lo stoccaggio CO2 per le industrie ad alte emissioni

Parla Jannicke Bjerkås di Fortum Oslo Varme, con un progetto nella short-list del fondo per l’innovazione

Redazione ANSA

"Siamo ancora all'inizio dello sviluppo della cattura e dello stoccaggio del carbonio e questo si riflette anche nei costi, nel senso che c'è un divario tra il costo di emissione di CO2 e il costo di cattura, trattamento e gestione. Ma si spera che, nel tempo, i prezzi delle emissioni aumentino e il costo della tecnologia scenderà, perché ne avremo bisogno per controllare il cambiamento climatico". A parlare è Jannicke Bjerkås, direttrice del progetto di Fortum Oslo Varme per dotare di tecnologie per la cattura e stoccaggio del carbonio (Ccs) un impianto di termovalorizzazione di Oslo.

Il progetto è stato selezionato nella short-list dei progetti finanziabili dal Fondo per l'Innovazione dell’Ets. “L’obiettivo è di catturare 400mila tonnellate all'anno, che è circa il 90% delle emissioni totali di CO2 da quell'impianto”, spiega. Fortum Oslo Varme lo definisce Bio-Ccs. “Il 50% della CO2 emessa dall’impianto proviene da rifiuti biologici o biomasse di rifiuti biologici non riciclabili – spiega Bjerkås – il che significa che la CO2 è biologica e fa parte del ciclo naturale della CO2. Quindi, quando catturiamo questa CO2, stiamo anche rimuovendo la CO2 dall'atmosfera”.

Il progetto rientra nella strategia dello Stato norvegese. Da un lato scommettere sulla Ccs per abbattere le emissioni di attività economiche particolarmente difficili da decarbonizzare. Dall’altro creare un hub per lo stoccaggio della CO2 nel Mar del Nord. "Non credo che la Ccs sulla produzione di energia fossile – dice Bjerkås – sia una soluzione praticabile nel futuro, noi cerchiamo di raccogliere o catturare CO2 da emissioni industriali che non hanno altre soluzioni per decarbonizzare”.

La Ccs per l’impianto di incenerimento rifiuti di Oslo è uno dei due progetti sostenuti dallo Stato norvegese che vanno in questa direzione. L’altro è per una fabbrica di cemento. Il governo norvegese coprirà i costi di trasporto della CO2 liquefatta verso i campi di stoccaggio nel Mare del Nord per iniettarla in formazioni rocciose vergini e stoccarla in modo permanente. “L’obiettivo a lungo termine – dice la dirigente di Fortum Oslo Varme – è stabilire un luogo di stoccaggio anche per i paesi che non hanno le proprie possibilità per lo stoccaggio di CO2”.

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