Von der Leyen, non finanzieremo muri alle frontiere

'Per condizionalità in Polonia attesa Corte Ue'

Redazione ANSA

BRUXELLES - Tra i punti centrali della discussione sul dossier migrazione oggi al vertice dei leader Ue, il finanziamento e l'attuazione dei piani d'azione con i Paesi terzi, in particolare "col finanziamento di azioni su tutte le rotte", "un controllo efficace delle frontiere esterne", oltre al tema dei "movimenti secondari".

Ma la discussione sul dossier tra i leader Ue si è fatta tesa su vari punti della bozza, che è stata riscritta, facendo slittare la fine dei lavori del vertice dei leader Ue. Tre i nodi principali: le azioni della Bielorussia contro le frontiere Ue, i movimenti secondari e i finanziamenti per i piani di azione con i Paesi terzi. In particolare, dove prima si faceva solo un riferimento generico agli attacchi ibridi, ora viene citata la Bielorussia, con possibili "misure restrittive aggiuntive". Sui movimenti secondari - tema caro all'Italia - si fa riferimento "all'equilibrio tra solidarietà e responsabilità".

La questione dei muri alle frontiere ha tenuto banco alla riunione dei leader Ue, secondo quanto hanno fonti diplomatiche europee. La discussione si è protratta su particolari del tipo se il filo spinato possa essere considerato una barriera e se possa essere finanziato con i fondi comunitari.

"Sono molto soddisfatto di come si è conclusa la discussione" sui migranti. "Il testo originario parlava solo di movimento secondari senza il punto dell'equilibrio tra responsabilità e solidarietà". Lo dice il premier Mario Draghi dopo il Consiglio Ue. "Il più importante quadro legale sul quale dobbiamo fare progressi è il Patto sulla migrazione e l'asilo", aggiunge Draghi che spiega: "per una strana eterogenesi dei fini quello che doveva essere un paragrafo sul finanziamento dei muri non contiene questa possibilità ma ha aperto uno spiraglio sulla discussione sul Patto di asilo e di migrazione, ferma da un anno".

"Non è vero" che c'è un'apertura dell'Ue al finanziamento dei muri sulle frontiere esterne. "La commissione non è d'accordo e al Consiglio europeo in tanti non sono d'accordo, compresi noi", ha detto il premier sottolineando la necessità di "riflettere" sul tema migrazioni, "la discussione ha chiarito qual è il motivo per cui alcuni Paesi vogliono cambiare Schengen. Quanto più debole è la protezione delle nostre frontiere esterne, tanto più forte è la tentazione di limitare i movimenti interni all'Ue", ha aggiunto. Quello delle migrazioni "ormai è un problema di tutti, non ha senso privilegiare un Paese o una rotta - ha concluso il Draghi -. Sui rimpatri e le riammissioni occorre che l'Ue agisca tutta insieme". 

"Sono stata molto chiara: non ci sarà alcun finanziamento di filo spinato e di muri". Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, alla conferenza stampa al termine del vertice Ue, rispondendo ad una domanda dell'ANSA sulla discussione di oggi tra i leader Ue. 

Per quanto riguarda l'attivazione della condizionalità sullo stato di diritto in Polonia "non saranno adottate misure prima della decisione della Corte di giustizia Ue, ma certamente potranno essere inviate lettere per chiedere informazioni". Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, rispondendo ad una domanda dell'ANSA, alla conferenza stampa al termine dei lavori dei leader Ue.

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