Manfred Weber eletto nuovo presidente del Ppe

Antonio Tajani confermato alla vicepresidenza

Redazione ANSA

BRUXELLES – Manfred Weber, eurodeputato tedesco della Csu attualmente alla guida del Gruppo del Ppe all'Eurocamera, ottiene la guida del Partito popolare europeo con 447 voti su 502 voti validi espressi dai delegati. L'annuncio è arrivato al termine della prima giornata del congresso del Ppe in corso a Rotterdam. Grazie agli accordi raggiunti prima del congresso Weber era l'unico candidato in corsa per sostituire Donald Tusk come presidente del partito. 

"Siamo onesti, non siamo nel momento migliore della nostra storia. Come possiamo vincere il voto dei giovani? Come possiamo scrollarci di dosso la stretta tra i populisti di destra e il centro liberale? La rimonta deve iniziare qui, oggi a Rotterdam". Cosi Manfred Weber nel suo discorso dopo la sua elezione a presidente del Partito popolare europeo "Le sfide di oggi, la pandemia, la guerra, la recessione, l'inflazione viviamo in tempi di prova. L'Europa è di nuovo a un punto di svolta. Ma i tempi politici seri, sono tempi per noi. I tempi politici critici non sono un momento per mettersi in mostra, ma un momento per la responsabilità, la credibilità, tempi per il Ppe", ha spiegato Weber.

Originario della Baviera, Weber è stato eletto eurodeputato nel 2004 nelle liste della Csu e dal 2014 è alla guida del gruppo del Ppe all’Eurocamera. Nel 2019 Weber era il candidato ufficiale del Ppe per la presidenza della Commissione europea, ma venne bloccato dall’opposizione del presidente francese Emmanuel Macron che preferì dare il suo appoggio a Ursola von der Leyen. 

Il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, è stato invece confermato vicepresidente del Ppe. L'annuncio è arrivato durante il congresso dei popolari in corso a Rotterdam. Tra i dieci vicepresidente nominati a Rotterdam presenti anche Esteban Gonzales Pons del Partito popolare spagnolo, il tedesco David McAllister della Cdu, il rumeno Siegfried Mureșan, e i commissari europei Dubravka Suica e Mariya Gabriel.
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