Capolavori della Johannesburg Art Gallery ad Ancona

Oltre 60 dipinti da Monet a Warhol, compresi artisti africani

Redazione ANSA ANCONA

(ANSA) - ANCONA, 22 LUG - Oltre 60 capolavori provenienti dalla Johannesburg Art Gallery saranno esposti dal 27 agosto 2021 all'8 gennaio alla Pinacoteca civica "Podesti" ad Ancona in una mostra "Cose dall'altro mondo! Da Monet a Warhol" che segnerà il passaggio dalla stagione culturale estiva a quella autunnale della città. Tra gli artisti in mostra ci saranno Monet, Signac, Courbet, Degas, Sisley, Derain, Picasso, Matisse, Modigliani, Bacon, Warhol e una selezione di dipinti di artisti africani. L'esposizione occuperà tre sale della pinacoteca, in un percorso integrato con quello della collezione permanente.
    Per l'assessore alla Cultura del Comune di Ancona Paolo Marasca la mostra rappresenta "la prosecuzione di una serie di scelte fatte dall'amministrazione, che comportano tra l'altro la valorizzazione del museo, con l'acquisizione di nuove opere e l'ampliamento delle collezioni".
    Sulla stessa linea la responsabile dei musei Maria Vittoria Carloni e il curatore della collezione Stefano Zuffi: "La mostra - spiegano - non cala sulla nostra Pinacoteca come un'astronave, anzi: il progetto di allestimento dell'architetto Carla Lucarelli si sposa perfettamente con il lavoro che stiamo facendo sull'allestimento permanente. Ogni operazione del Museo è il tassello di un mosaico che va a posto e ha dietro un grande lavoro di backoffice". La mostra, organizzata in collaborazione con Vidi e curata dallo stesso Zuffi e da Simona Bartolena, riflette il percorso di crescita artistico-culturale della città di Johannesburg e in particolare della Johannesburg Art Gallery (Jag), il più importante museo del continente africano, fondata negli anni '10 del 1900 dalla collezionista Dorothea Sarah Florence Alexandra Ortlepp Phillips, meglio nota come Lady Florence Phillips, con l'intento di trasformare un centro minerario, cresciuto intorno alla ricchezza dei suoi giacimenti, in una città improntata sui modelli delle capitali europee, con un museo che non fosse solo uno spazio nel quale raccogliere opere d'arte ed esporle, ma un luogo per la società civile.
    L'obiettivo, dichiarato, di lungo termine era quello di preparare la strada per la crescita di una Scuola d'Arte Sudafricana. Per questo la mostra comincia con l'arte inglese dell'Ottocento e termina con una selezione di artisti sudafricani. In apertura un omaggio a Lady Phillips, con un ritratto firmato da Antonio Mancini, che la ritrae a 46 anni: alla nobildonna inglese è dedicato anche un video. La prima sezione della mostra è dedicata alla scena inglese dell'Ottocento, che testimonia il legale strettissimo con gli ambienti britannici, con opere vittoriane e preraffaellite donate al museo. La seconda sezione, invece, ripercorre la scena francese del XIX secolo, dall'esperienza dei barbizonniers - ben rappresentata da un poetico paesaggio di Corot - al realismo di Courbet per arrivare all'impressionismo e oltre: Monet, Sisley e Degas, Cézanne, Van Gogh, Signac, Le Sidaner, Vuillard, Bonnard. La terza sezione è occupata dal più recente nucleo novecentesco del museo sudafricano, dove sono rappresentati i protagonisti della scena del primo Novecento: da Derain a Picasso, da Modigliani a Matisse. Il percorso prosegue poi nel secondo dopoguerra, con opere di importanti maestri della scena internazionale, tra cui spicca un doloroso ritratto di Francis Bacon. Un'ulteriore sezione è dedicata alla scena sudafricana, l'arte del mondo di Lady Phillips. Le opere esposte sono firmate da artisti rappresentativi di un contesto che da sempre si dibatte tra culture diverse, diviso tra tradizioni locali e influenze europee. (ANSA).
   

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