Terra Madre, dialoghi sulla rigenerazione che parte dal cibo

Al via avvicinamento a incontro mondiale di fine settembre

Redazione ANSA TORINO
(ANSA) - TORINO, 15 GIU - Comincia oggi l'avvicinamento a 'Terra Madre Salone del Gusto', l'incontro mondiale delle comunità del cibo e sulle tematiche ambientali, agricole e alimentari che Slow Food, con la Regione Piemonte e la Città di Torino, organizza dal 22 al 26 settembre nell'inedita cornice di Parco Dora, spazio della periferia di Torino che è simbolo di trasformazione.

Da oggi è online il sito web di Terra Madre con i primi eventi in programma - Laboratori del Gusto, Appuntamenti a Tavola e Conferenze - a cui partecipano contadini e allevatori, popoli indigeni e cuochi, migranti e pescatori uniti dal claim #RegenerAction. E' la rigenerazione, infatti, il fil rouge della 14/a edizione della rassegna alla quale sono attesi centinaia di espositori da tutte le regioni italiane e dall'estero, oltre 3 mila delegati da 150 Paesi e migliaia di visitatori, buyer ed esperti, giovani e attivisti Slow Food.

"Se vogliamo realizzare una vera rigenerazione di città, campagne e borghi a partire dalla produzione e distribuzione del cibo, dobbiamo superare la visione che vede innovazione e tradizione come elementi contrapposti - sottolinea Carlo Petrini, fondatore di Slow Food -. Questa dicotomia è controproducente: credo che esista vera innovazione quando una tradizione ha successo. Sono convinto che oggi solo le comunità possano realizzare l'innovazione perché si fondano sulla sicurezza affettiva, sulla socialità, sulle relazioni personali: tutti fattori che hanno a che vedere con la gioia e la felicità, e dai quali può scaturire un vero cambio di paradigma. Le comunità - prosegue Petrini - possono produrre innovazione perché conservano salde radici territoriali e possiedono la consapevolezza che il patrimonio esistente può generare ricadute positive in maniera diffusa. E proprio grazie alle comunità, ai produttori, ai cuochi e ai giovani che incontreremo a Parco Dora a Torino, finalmente in presenza, che potremo affrontare con successo il lungo periodo di transizione agroecologica che ci attende". (ANSA).

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