Industria insalate pronte chiede moderne norme IV Gamma

A 10 anni da legge su catena del freddo e "pronto al consumo"

Redazione ANSA ROMA

- In occasione della Assemblea annuale di Confindustria Unione Italiana Food, il Gruppo IV Gamma ha fatto il punto sullo stato dell'arte del settore a 10 anni dall'introduzione della normativa che ha contribuito al successo di questi prodotti (+14% prima del Covid).

"In questi 10 anni il settore, trainato dal suo valore aggiunto in termini di servizio fornito al cliente (un prodotto pronto all'uso e senza scarto), è cresciuto costantemente passando da un fatturato di 770 milioni di euro a un picco di 877 milioni nel 2019 (+14%), per poi registrare una flessione solo temporanea a causa della pandemia nel 2020, mentre i primi dati del 2021 ci dicono che il trend positivo sembra ripreso" - sottolinea Guido Conforti di Unione Italiana Food IV Gamma - "Anche la penetrazione nel mercato è cresciuta considerevolmente passando dai 15,8 milioni di famiglie acquirenti nel 2011 alle 20 milioni del 2019, con una crescita del +21%". Tuttavia, per restare al passo con le innovazioni e le richieste di mercato e consumatori, per gli industriali del comparto è però necessario aggiornare la normativa soprattutto per quanto riguarda la catena del freddo - così da garantire maggiore sicurezza e una shelf -life più lunga - e la trasparenza in etichettatura

"E' giunto il momento di "fare il tagliando" alla normativa" afferma Mario Piccialuti, direttore generale di UIF. "Noi riteniamo che sia ora necessario lavorare ad un aggiornamento di tale normativa che vada nella direzione di un ulteriore miglioramento in termini di sicurezza e di chiarezza nei confronti del consumatore, ottimizzando la gestione della catena del freddo lungo tutta la filiera, con lo scopo di allungare la shelf-life del prodotto garantendone la piena sicurezza alimentare in termini microbiologici.

È, inoltre, necessario intervenire sull'etichettatura. Per tutti questi motivi - conclude Piccialuti - ci siamo fatti portavoce della richiesta presso il Mipaaf di aprire un tavolo di confronto tra le istituzioni e il mondo produttivo". (ANSA).

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