Iss, abbuffate alcoliche per 3,8 mln italiani nel 2019

E nel 2020 le consumatrici d'alcol tra 14-17anni superano maschi

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 13 MAG - Sono stati 3,8 milioni, nel 2019, i binge drinker che hanno avuto almeno un'abbuffata alcolica, tra i quali anche 830.000 giovanissimi 11-25enni. Mentre "nel corso del 2020 si è registrato un incremento al 23,6 % per i maschi e al 9,7% per le femmine di coloro che consumano alcol a rischio".

E' quanto evidenziano i dati diffusi dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss) in vista dell'Alchool Prevention Day che si celebra domani, Relativamente al 2020, secondo un dato dell'analisi preliminare per l'anno del lockdown, "a preoccupare in particolar modo è l'aumento delle giovani consumatrici a rischio, le 14-17enni, che superano per numerosità, per la prima volta, i loro coetanei maschi". E questo in un quadro complessivo d'incremento del consumo sbagliato di alcol tra le donne di tutte le età e di un incremento tra gli uomini nella fascia 35-60 anni. I dati pre-Covid, invece, a cui si riferisce il nuovo Rapporto Istisan e la Relazione annuale del Ministro della Salute trasmessa a maggio 2021 al Parlamento, evidenziano che nel 2019 in Italia sono stati più di 36 milioni coloro che hanno consumato alcolici, pari al 77,8% degli italiani sopra gli 11 anni e al 56,5% delle italiane, per le quali si conferma un trend in crescita dal 2014. Le fasce di popolazione con consumatori più a rischio è, per entrambi i generi, quella dei 750.000 minorenni, prevalentemente 16-17enni, seguita da oltre 2,7 milioni di anziani ultra-65enni. Mentre nel 2019, sono state circa 8,2 milioni le persone che hanno fatto quotidianamente un consumo rischioso, in leggero calo rispetto al 2018. "Alla luce dei dati riportati", conclude Emanuele Scafato, direttore del Centro Oms per la ricerca sull'alcol e dell'Osservatorio Nazionale Alcol dell'Iss, "il day after della pandemia deve potersi connotare per attivazione di risorse e strategie che mirino all'era post Covid-19 con nuovi modelli d'intercettazione dei rischi da alcol, favorendo la formazione del personale sanitario e attivando nuove strategie di prevenzione, anche attraverso un rinnovato Piano Nazionale Alcol". (ANSA).

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