Amianto: Osservatorio, con Covid-19 2020 "annus horribilis"

In Campania 325 morti. ONA, Recovery found anche per bonifiche

Redazione ANSA NAPOLI

(ANSA) - NAPOLI, 27 APR - Secondo una stima nel 2020 in Campania ammontano a 325 i morti per tumori del polmone provocati dall'amianto e da malattie asbesto correlate: a rendere noti i dati, frutto di uno screening che ha interessato tutte le regioni d'Italia, è l'Osservatorio Nazionale sull'Amianto (ONA) in occasione della Giornata Mondiale delle Vittime di Amianto che si celebra domani, 28 aprile. Il presidente dell'Ona, l'avvocato Ezio Bonanni, lancia un appello al governo Draghi: "utilizzi risorse del Recovery Found per avviare le bonifiche e il bonus fiscale del 110% per la rimozione dell'amianto dagli edifici privati".
    A livello nazionale, il mesotelioma l'anno scorso ha fatto registrare circa duemila i casi, con indice di mortalità del 93% a 5 anni; il tumore del polmone da amianto, invece, 4000 casi, riferiti solo all'asbesto. Indice di mortalità a 5 anni dell'88%; asbestosi: 600 casi: indice di mortalità a 5 anni del 25%; altre malattie asbesto correlate: 2000 casi con indice di mortalità a 5 anni del 50%.
    Nonostante sia stato messo al bando nel 1992 - ricorda la nota dell'ONA - l'amianto continua ad uccidere, perché si trasforma in fibre invisibili che, inalate ed ingerite, causano con assoluta certezza scientifica mesotelioma, tumore del polmone, tumore della laringe, dello stomaco e del colon. Per non parlare dei danni respiratori che causa, anche quando non insorge il cancro (placche pleuriche, ispessimenti pleurici, asbestosi e complicanze cardiocircolatorie). E il 2020 può essere considerato "annus horribilis" per coloro che sono stati esposti ad amianto, per via della pandemia Covid-19, che ha inciso su questi soggetti fragili e rende pubblici i dati di morbilità e di mortalità delle malattie asbesto correlate denunciando il ritardo del censimento pubblico sia dei casi di mesotelioma, che delle altre malattie legate all'esposizione alla fibra killer.
    L'ONA - viene sottolineato - ha anche più volte segnalato la presenza di amianto in 2.400 scuole (stima 2012 per difetto perché tiene conto soltanto di quelle censite dall'associazione e confermata dal CENSIS al 31 maggio 2014). Esposti più di 352.000 alunni e 50.000 del personale docente e non docente. Poi c'è la rete idrica dove la presenza di amianto riguarda ben 300.000 km di tubature (stima ONA), inclusi gli allacciamenti, con presenza di materiale contenenti amianto rispetto ai 500.000 totali (tenendo conto che la maggior parte sono stati realizzati prima del 1992, quando l'amianto veniva utilizzato in tutte le attività edili e costruttive). (ANSA).
   

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