Colonnine carica auto elettriche, Gb punta ad unificarle

A COP26 Glasgow proposte perchè siano 'funzionali e iconiche'

Redazione ANSA Roma

Dovrebbero essere presentati nel prossimo novembre a Glasgow in occasione della conferenza sul clima COP26 i risultati del concorso di creatività per il design delle colonnine di ricarica 'unificate' lanciato nella scorsa estate dal Dipartimento dei trasporti britannico.
    L'obiettivo annunciato dal segretario Grant Shapps - e a cui hanno lavorato il Royal College of Art assiema a PA Consulting - è di rendere questi oggetti, che saranno sempre più diffusi nelle strade, delle vere 'icone britanniche' così come lo sono i taxi neri di Londra o le cabine rosse del telefono.
    "I punti di ricarica per veicoli elettrici sono destinati a diventare il prossimo grande emblema britannico - si legge in un comunicato del Dipartimento dei trasporti - e un nuovo iconico punto di ricarica potrebbe comparire nelle strade di tutto il Paese già dal 2022 diventando riconoscibile come le cabine del telefono e le cassette della posta".
    Come sottolinea il magazine Autocar, questa potrebbe essere l'occasione per risolvere, stabilendo anche delle norme, per rendere le colonnine più funzionali, ergonomiche e piacevoli da utilizzare. "Potrei lamentarmi per ore - scrive un redattore di Autocar - parlando dei problemi delle colonnine di ricarica. Se piove, si è esposti alle intemperie e può accadere di dover trascinare il cavo nel fango e nelle pozzanghere, sporcando le mani e il pavimento del bagagliaio".
    Ed è facile bagnare le tessere o lo smartphone quando si utilizzano le App che funzionando con sistema RF o codice QR.
    Difficile poi leggere gli schermi quando sono bagnati e far funzionare i touchscreen che non sono unificati e spesso sono difettosi. C'è poi il problema delle colonnine che non funzionano ma che non lo evidenziano apertamente.
    "Ci sarebbe bisogno - scrive Autocar - di una grande luce colorata nella parte superiore che mostri quando sono offline, oppure in uso, ed anche disponibili". Infine, ed è uno degli aspetti più problematici sottolineati dagli esperti, manca una etichettatura standardizzata, chiara, e leggibile anche dall'auto, che mostri qual'è la potenza del caricabatterie.
    
   

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