Mercato Gb, da 100 anni non calava per due volte di seguito

Smmt: trend preoccupante. Aumenta anche età media del circolante

Redazione ANSA ROMA

Mentre la Gran Bretagna festeggia i 70 anni dalla ascesa al trono della regina Elisabetta II (quello che viene chiamato il Platinum Jubilee) in altri 'palazzi' di Londra si invece guarda con condivisibile preoccupazione alle statistiche centenarie delle immatricolazioni di autoveicoli in quel Paese.
    Un rapporto della Society of Motor Manufacturers and Traders (Smmt) che rappresenta tutto il settore della produzione e della vendita in Gran Bretagna segnala infatti che per la prima volta da 100 anni si sono registrati due anni di calo consecutivo delle immatricolazioni.
    Nel 2021 i veicoli sulle strade del Regno Unito sono aumentati dello 0,4% a 40.506.971 unità ma la proprietà di auto è scesa dello -0,2% arrivando a 35.023.652 unità, la prima diminuzione annuale consecutiva della proprietà di auto in oltre un secolo di rilevamenti.
    Nonostante l'aumento del parco, la grave carenza di componenti chiave e le interruzioni della catena di approvvigionamento in tutto il mondo hanno fatto in modo - segnala SMMT - che le immatricolazioni di nuove auto lo scorso anno siano rimaste sostanzialmente stazionarie a 1,65 milioni, appunto con un calo dello -0,2%.
    Va inoltre considerato che la tecnologia più avanzata e la maggiore affidabilità dei nuovi veicoli - aggiunti alla carenza globale di componenti chiave, in particolare semiconduttori, e al blocco degli ultimi due anni delle concessionarie, ha fatto rallentare gli acquisti da parte dei consumatori che in molti casi si sono 'aggrappati' alle loro vecchie automobili.
    Ciò ha contribuito a far raggiungere all'età media delle auto il valore record di 8,7 anni, un anno in più rispetto al 2011.
    Ciò significa - segnala SMMT - che circa 8,4 milioni di auto, poco meno di un quarto di quelle in circolazione, hanno un'anzianità superiore a 13 anni.
    Il rapporto evidenzia che le immatricolazioni di veicoli elettrici continuano a crescere rapidamente, con i modelli Bev che rappresentano circa una nuova immatricolazione su cinque, mentre i plug-in rappresentano ancora solo un'auto su 50. Nel frattempo, ci sono sulle strade circa 20,5 milioni di auto a benzina e 13 milioni di diesel che rappresentano rispettivamente il 58,6% e il 37,1% del parco auto, per un totale complessivo del 95,7%.
    Anche l'adozione di auto elettriche ed elettrificate varia notevolmente nel Regno Unito a seconda delle zone. Un terzo (33,1%) di tutte i Phev è immatricolato a Londra e nel sud-est, rappresentando il 3,0% e il 2,6% di tutte le auto in ciascuna area. Al contrario, l'1,5% delle auto vendute nelle Midlands occidentali sono elettriche plug-in, l'1,9% nello Yorkshire e nell'Humberside e lo 0,9% nel nord-est.
    Si possono riscontrare differenze nell'assorbimento anche nelle quattro nazioni britanniche, con i plug-in che costituiscono il 2,2% delle auto in Inghilterra, l'1,6% in Scozia e lo 0,8% in Galles e Irlanda del Nord.
    La maggior parte delle auto plug-in è registrata a nome di aziende piuttosto che a privati, cosa che avviene anche per circa il 58,8% di tutti i Bev, a conferma del fatto che le aziende ricevono incentivi più ampi e generosi per effettuare il passaggio all'elettrico rispetto a quelli offerti consumatori privati.

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