Auto elettriche meno care di benzina e diesel entro il 2027

Studio Bloomberg, importanti il calo del prezzo delle batterie e svolta green della politica

Francesco Fabbri ROMA

Entro il 2027 in Europa i veicoli elettrici avranno un prezzo inferiore rispetto a quelli con il tradizionale motore benzina o diesel.
    Il risultato, decisamente inatteso in tempi così rapidi, è contenuto in un approfondito rapporto stilato da Bloomberg, secondo cui entro il 2035 nell'Unione si venderanno in via pressoché esclusiva auto e furgoni elettrici, anche in assenza di tassazioni agevolate o di eventuali incentivi economici all'acquisto. La diminuzione del costo delle batterie e una più stringente normativa comunitaria sulle emissioni di CO2, secondo lo studio, assieme a un robusto aumento degli impianti di ricarica, saranno i due fattori determinanti perché questa tendenza si concretizzi.

    Il rapporto di Bloomberg, commissionato dalla Federazione europea Transport & Environment, evidenzia come già nel 2025 quello dei veicoli commerciali leggeri sarà il primo segmento a diventare più conveniente all'acquisto nella versione a batteria che in quella con motore a combustione. Seguiranno, l'anno successivo, le berline elettriche (segmenti C e D) e i SUV di tutte le dimensioni. Le ultime a raggiungere la parità, fra sei anni, saranno le auto più piccole (segmento B).
    Per gli analisti l'aumento dei volumi di produzione di veicoli elettrici, e contestualmente quello delle vendite, dovranno portare alla diminuzione dei prezzi d'acquisto con conseguente crescita di attrattività per i consumatori.

    "Lo studio - commenta Veronica Aneris, direttrice per l'Italia di T&E - dimostra come i veicoli elettrici rappresenteranno presto una realtà alla portata delle tasche di tutti i nuovi acquirenti. Entro massimo 6 anni, saranno più economici dei motori a combustione interna. Una buona notizia per il clima, per i consumatori e per la leadership industriale europea".

    L'esempio più significativo è quello dei furgoni leggeri: attualmente gli elettrici rappresentano appena il 2% delle vendite totali, a causa di standard di emissioni molto deboli che non stimolano i produttori a investire nella transizione. Ma la diminuzione del costo delle batterie dovrebbe 'tirare la volata'. Secondo lo studio, molto inciderà il prezzo delle nuove batterie, che dovrebbe subire una flessione del 58% entro il 2030. Questa voce, infatti, pesa in maniera particolarmente evidente sul costo finale dei veicoli commerciali leggeri, ed è per questo che è previsto che diventino per primi i più economicamente convenienti.

    Senza forti politiche di indirizzo, sottolinea la ricerca, le auto elettriche a batteria raggiungeranno invece una quota di mercato dell'85% e i furgoni solo l'83% entro il 2035. I veicoli a motore termico continuerebbero a essere ancora venduti, pregiudicando l'obiettivo di decarbonizzazione che la Ue si è posta per il 2050.
    "Con le giuste politiche - prosegue Aneris - le auto e i furgoni elettrici possono raggiungere il 100% del mercato entro il 2035 in Europa. Il governo italiano deve favorire questa transizione storica, da un lato sostenendo in Europa obiettivi di riduzione di CO2 più stringenti per i costruttori e introducendo il 2035 come data di fine vendita dei motori a combustione interna, dall'altro accelerando la diffusione dei veicoli elettrici nella flotta italiana. È ora - conclude - di rimboccarsi le maniche, di dispiegare una rete di ricarica nazionale adeguata e di introdurre politiche fiscali mirate e coerenti".

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