Tempo Libero

Serie tv e mito, aspettando la quarta stagione di Stranger Things

Da The Witcher a Teen Wolf un viaggio tra cultura e folklore

 © Ansa
  • Redazione ANSA
  • 13 maggio 2022
  • 17:35

Per comprendere appieno la cultura è importante considerare anche gli aspetti più folkloristici. Spesso sono proprio le tradizioni e le credenze popolari a raccontare l’identità e la storia di una nazione, tanto che in più di un’occasione le leggende della mitologia sono state fonte di ispirazione per gli autori delle serie TV. Conoscere l’etimologia dei nomi attribuiti a tali creature può aiutare a scoprirne l’origine, nonché il ruolo simbolico che ricoprono nelle diverse società. Per questo, in occasione della quarta stagione di Stranger Things in uscita il prossimo 27 maggio, gli esperti di Babbel, conducono in un viaggio culturale alla scoperta del significato dei nomi delle creature mitologiche protagoniste di alcune delle serie TV più popolari.  
Demogorgone: i primi terrificanti abitanti del Sottosopra incontrati dai protagonisti di Stranger Things non nascono dalle brillanti menti dei fratelli Duffer, né tantomeno dal gioco di ruolo Dungeons & Dragons, come sembra suggerire la serie. Se la nascita del nome “demogorgone” è da attribuire alla svista di uno scriba bizantino che trascrisse erroneamente la parola “demiurgo”, l’origine del mito legato a tali figure va attribuito a uno dei capisaldi della letteratura italiana. Forse suggestionato da un’improbabile etimologia che fa risalire il termine “demogorgone” all’unione della parola greca per popolo “δῆμος” con il nome delle tre creature Gorgoni “Γοργών”, Boccaccio lo identificò in un suo trattato di mitologia come il progenitore di tutte le divinità del firmamento greco, un vero e proprio principe delle tenebre. Nonostante sia del tutto assente nei pantheon greco e romano, questa figura ha mantenuto saldo il proprio posto nel mondo della mitologia come mostro infernale per eccellenza.
Batibat: si tratta di un demone autoctono delle Filippine, il cui nome significa “incubo”. Compare nella prima stagione del remake horror Le Terrificanti Avventure di Sabrina, seppur con una forma edulcorata rispetto alla tradizione, dove tipicamente assume le sembianze di una donna-gigante capace di indurre malattie mortali notturne chiamate “bangungot”. Secondo la leggenda, a causare l’apparentemente inspiegabile comparsa di questa creatura, una sorta di equivalente filippino dell’“Incubus” europeo, è l’abbattimento degli alberi in cui risiedono per usarne il legno a scopi umani (ad esempio per costruire case), un gesto che determina la condanna a morte degli ignari colpevoli
Banshee: rappresentate in Teen Wolf come ragazze con poteri soprannaturali, le banshee appartengono alla mitologia celtica, dove ricoprono il ruolo di fate maligne dalle mutevoli sembianze femminili. Il loro nome deriva dall’unione delle parole gaeliche “bean” (che significa “donna”) e “sidhe” (traducibile in “fata”) oppure “sid” (ovvero “tumulo di fate”). Tradizionalmente ritenute presagio di morte, queste creature, abitanti delle campagne irlandesi, urlano e si disperano nei momenti antecedenti alla morte di un componente della famiglia a cui hanno scelto di legarsi o, viceversa, gridano di gioia quando la morte colpisce i loro nemici.
Kikimora: nel primo episodio della serie The Witcher, il cacciatore di mostri Geralt di Rivia, uccide una kikimora, un ragno dalle dimensioni gigantesche che infesta la Palude. Il nome del mostro deriva da una delle creature principali della mitologia slava, annoverata, più specificatamente, tra gli spiriti della casa. Se il domovoj è il protettore del focolare domestico, la kikimora è infatti la sua controparte femminile malvagia, come conferma anche l’etimologia più diffusa (il suffisso -mora deriverebbe dal protoslavo “*morà” che significa “incubo, spirito notturno”). Ricoprono il ruolo dell’antagonista in numerose fiabe e aneddoti, le kikimory sono note per disturbare il sonno delle proprie vittime in vari modi, dai più innocui (lanci di oggetti, giochi, fischi e canti) ai più terribili (urla, pianti, uccisioni).
Shinigami: come suggerisce il nome, che in giapponese significa “divinità della morte”, nella mitologia nipponica gli Shinigami rappresentano la personificazione della morte. Si tratta di figure scheletriche che fanno la loro comparsa anche nel manga e nell’anime Death Note. Seppur non accumunate da un’unica origine, ciò che le contraddistingue è la loro ossessione verso la morte, che li porta a impossessarsi del corpo di esseri umani spingendoli al suicidio.
Kelpie: il termine, che presumibilmente deriva dal gaelico “calpa” o “cailpeach” (ovvero “puledra” o “puledro”), si riferisce a creature acquatiche mutaforme in grado di trasformarsi in cavalli dal manto bianco o nero. Vivono principalmente nei laghi e nei fiumi di Scozia e Irlanda e trascinano con l’inganno sott’acqua chiunque salga loro in groppa. Nella serie The Outlander viene evocata la leggenda legata al kelpie più conosciuto al mondo, il mostro di Loch Ness.
Kraken: secondo l’etimologia più accreditata la parola kraken deriverebbe dal germanico “krabben”, che significa “camminare” o “strisciare”. É una delle creature più spaventose dei culti norreni, un colossale mostro marino dai tentacoli giganti, ritenuto responsabile di moltissimi naufragi. Il kraken ha occupato un posto di rilievo non solo nella cultura popolare e nella letteratura, ma anche nel cinema e, più recentemente, nelle serie TV Good Omens, dove il famoso leviatano ascende dalle profondità dell’oceano a seguito dello scoppio dell’Apocalisse.
Trow: spiritelli dall’aspetto particolarmente sgradevole ma dotati di una forza incredibile, i trow fanno parte del mondo di creature mitologiche e fantastiche di Carnival Row. Nella tradizione celtica si tratta di piccoli troll notturni (questa è una delle etimologie possibili per la parola “trow”), i cui rifugi sono riconoscibili in superfice da tumuli di terra. Amanti della musica, in molte leggende rapiscono o adescano gli sfortunati menestrelli in viaggio.
Jörmungandr: nei miti nordici è il nemico per antonomasia di Thor, il dio del tuono. Il significato del nome è “demone cosmicamente potente”, si tratta di un serpente marino dalla lunghezza pari alla circonferenza del mondo intero, destinato ad emergere con l’arrivo del Ragnarǫk, ovvero con l’avvicinarsi della fine del mondo. Ragnarǫk è anche il titolo della serie danese-norvegese che propone una rivisitazione in chiave contemporanea della mitologia scandinava, proponendo anche la figura dello Jörmungandr.

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