Tempo Libero

Viaggiare, le 5 nuove parole per sognare

Dall'adattogeno Workation a Fernweh, il termine tedesco per la 'nostalgia di paesi lontani'

Tourism at Canary Islands © EPA
  • Redazione ANSA
  • 10 aprile 2021
  • 17:09

Viaggiare...sognare di viaggiare... in attesa che si riparta e non sembri più un sogno pensare alle vacanze, sono tanti i neologismi e i termini che raccontano questo periodo critico, sospeso, precario, un contesto storico cui non eravamo abituati e che sta generando parole nuove. “La lingua è in costante evoluzione, adattandosi sempre al momento e alla società. A seguito della situazione pandemica attuale, che ha portato i governi di (quasi) tutti i Paesi a imporre restrizioni ai movimenti, le lingue di tutto il mondo stanno assistendo alla creazione di neologismi e nuovi trend linguistici legati proprio alla tematica del viaggio” afferma Gianluca Pedrotti, esperto di comunicazione interculturale ed editor del team linguistico di Babbel, la app che con la piattaforma PiratinViaggio, ha stilato un glossario di termini e hashtag da sapere.
Staycation (inglese)
Uno degli hashtag più usati per descrivere le proprie vacanze nel 2020 sui social media è #staycation, dall’unione di stay (rimanere a casa) e vacation (vacanza). Staycation significa trascorrere le vacanze facendo i turisti nella propria città e i dintorni, riscoprendone la bellezza.
Questo ha dato la possibilità al 35% degli italiani intervistati di visitare luoghi mai visti prima, pur abitandoci vicino. La staycation però non fa per tutti: il 29% degli intervistati ha dichiarato che una vacanza è tale solo quando si può viaggiare fuori regione o all’estero alla scoperta di posti e Paesi nuovi.
Urlaub auf Balkonien (tedesco)
L’espressione Urlaub (vacanza) auf Balkonien (in balcone) è l’equivalente tedesco di staycation. Viene utilizzata per indicare in senso ironico il balcone di casa come meta di vacanza immaginaria. In tedesco “balcone” si traduce Balkon, ma in questa espressione si usa Balkonien per richiamare alla mente una destinazione turistica: in tedesco infatti i nomi di molti stati terminano in -ien, come Italien e Spanien.
Travel shaming (inglese)
L’espressione fa riferimento a quando chi pubblica foto e video sui social media delle proprie vacanze riceve commenti negativi.
In verità solo un 2% ha ricevuto commenti negativi dopo aver pubblicato post di viaggio e addirittura il 94% dice di non avere nessun problema a vederne. Anzi: il 67% afferma di distrarsi dalla situazione corrente. Eppure, nella percezione personale, i viaggi in periodo di pandemia vengono considerati un “argomento tabù”. Se infatti più del 70% è solito pubblicare normalmente foto di viaggi, quasi la metà si dice restia a farlo in questo periodo. Un comportamento normale nel mondo dei Social Media, afferma Serena Romeo, Global Strategist del dipartimento Social Media del gruppo HolidayPirates: “Spesso, sui Social Media, si ha paura di essere giudicati, specie da persone che non conosciamo e a cui siamo esposte involontariamente. Questo risultato mostra invece come un tema come il viaggio sia una risorsa importantissima specialmente di questi tempi, dove la mente ha bisogno di immagini positive”.
Workation (inglese)
Lo smart working rende possibile unire vacanza e lavoro (come evidenzia la parola workation, abbreviazione di work on vacation). Workation significa lavorare da remoto in luoghi di villeggiatura, al mare o in montagna, all’estero o nella campagna circostante la propria città e aspettare fino a dopo l'orario di lavoro o il fine settimana per le attività turistiche o semplicemente per godersi una passeggiata in luoghi da sogno. Quasi la metà degli intervistati vuole in futuro abbinare vacanza e lavoro. È contrario invece il 55% degli intervistati: tenere lavoro e vacanze separate aiuterebbe a godersi di più quest’ ultime.
South working e sea working (inglese, ma usate solo in Italia)
Nel 2020 molti meridionali che per lavoro vivono nel Nord Italia, sono tornati temporaneamente al Sud per lavorare da là: fenomeno ben descritto dalla nuova espressione tutta italiana South working. Sea working, invece, si riferisce a un concorso grazie al quale i vincitori hanno avuto la possibilità di lavorare 10 giorni su una barca nel mare della Puglia. Se il lavoro da remoto diventasse la norma, molti italiani – ma non solo – potrebbero considerare l’idea di vivere con un clima più mite e vicino al mare, così magari da potersi fare un rinfrescante bagno in mare in pausa pranzo.
Il desiderio di viaggiare
Dopo un anno segnato dalle tante limitazioni che hanno reso difficile viaggiare, la voglia di vedere il mondo e di conoscere nuove culture è ancora più forte. Interrogati su quanto soffrano la nostalgia dei viaggi all’estero, su una scala da 1 a 100, gli italiani hanno espresso il valore medio di 91. Questo sentimento è ben descritto da un termine di origine tedesca:
Fernweh (tedesco)
Termine reso in lingua italiana come “nostalgia di paesi lontani” – una nostalgia di fondo per il viaggio, la scoperta, l’altrove. Fernweh è l’esatto opposto di Heimweh, che significa “nostalgia di casa”. Infatti mentre Heim significa “casa” (nel senso di luogo degli affetti), Fern significa “lontano”. Weh invece si traduce in italiano con “dolore” o “sofferenza”. Fernweh quindi, come wanderlust, è il desiderio di viaggiare, di lasciare la vita di tutti i giorni e di vedere il mondo.

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