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Frank Miller, più donne in mondo fumetti? Brave, era ora

A Festa Roma, Patttinson/Batman? Spero sia un bellissimo film

Rome International Film Festival © ANSA
  • di Francesca Pierleoni
  • ROMA
  • 22 ottobre 2021
  • 20:35

Innovatore, anche per supereroi simbolo come Batman e Superman, artista puro, storyteller, diretto e attuale, regista e mentore di giovani talenti. E' Frank Miller, diventato un'icona del fumetto mondiale, lavorando su personaggi Marvel e Dc ma anche come creatore, fra le altre, di storie come Sin City e 300 diventate poi film campioni d'incasso. Il suo ritorno nella capitale (sarà poi ospite a Lucca Comics) è sia per il documentario che gli ha dedicato la produttrice di molti suoi progetti, qui all' esordio da regista, Silenn Thomas, 'Frank Miller, American genius', sia per un 'incontro con il pubblico'.
    In conferenza stampa non manca una domanda sul nuovo Batman cinematografico (è da poco uscito il trailer) diretto da Matt Reeves, con Robert Pattinson protagonista: "Da quello che ho visto nel trailer, ha una bella batmobile, sembra un Batman come si deve si deve, e c'è un'attrice convincente per Catwoman.    Aspetto di andare al cinema sperando sia un bellissimo film". Nella sua rilettura per la DC Comics di Batman (a fine anni '80) che ha prodotto capitoli capolavoro, come Il ritorno del cavaliere Oscuro, Miller aveva raccontato un uomo pipistrello ultracinquantenne. "Come eventuale interprete cinematografico di quelle storie allora avevo pensato a Clint Eastwood, oggi mi divertirei a seguire una giornata di provini con attori non conosciuti".
    In 'American genius' realizzato anche on the road, seguendo l'autore nei vari Comic-con e festival dove viene invitato e celebrato in giro per il mondo, Miller si racconta senza riserve, tra processo di creazione, idee, successi, crisi, battaglie personali (come quella con l'alcool) e rinascite.
    Oltre ad amici e colleghi (Stan Lee compreso, in immagini girate pochi mesi prima della sua morte nel 2018) nel documentario appaiono anche tante nuove star del fumetto di oggi. Cosa pensa della presenza sempre maggiore di donne (come autrici e personaggi, ndr) nei comics? "Brave, è bene che sia così - risponde - la mia parte l'ho fatta ed è bello che altri lo facciano. Nei fumetti ora si hanno molti più personaggi femminili in primo piano, e anche nei comic-con, partecipano molte più donne rispetto al passato. C'è voluto tempo, ma le cose stanno cambiando".
    Nel documentario, Miller, classe 1955, sottolinea come i fumetti siano sempre stati salvati dai fans: "E' un mondo che ha rischiato di morire varie volte, come negli anni '50, per colpa della censura, quando addirittura c'era chi li bruciava pubblicamente, o negli anni '60 quando si pensava non rendessero più. Ma sono sempre rinati, grazie agli appassionati,". I comics "hanno una storia molto improbabile e strana, è difficile schiacciarci".
    Nelle tante strade della sua carriera c'è stata anche quella di regista, insieme a Robert Rodriguez per i due capitoli di Sin City (su cui c'è anche il progetto di una serie) e da solo per The Spirit. "Sono ancora molto interessato alla regia - sottolinea -.Il cinema è la Ferrari dei mezzi d'espressione".
    Quando un giornalista greco gli racconta che alcune immagini della sua graphic novel 300 (sulla guerra delle Termopili) sono state trasformate in tatuaggi nel suo Paese da gruppi neonazisti, Miller risponde netto: "Non ho responsabilità su questo, io scrivo le mie storie e se qualche idiota vuole interpretarle male è un problema suo". 

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