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Non solo fiori, oggi i profumi raccontano anche la pioggia

Il 'naso' Luca Maffei, la fragranza racconta chi sei

Milano ANSAcom

Dimmi che profumo usi e ti dirò chi sei. O chi ti ispira. E’ la nuova tendenza in fatto di fragranze personali, come racconta all’ANSA Luca Maffei, tra i “nasi” più celebri al mondo, fondatore di Atelier Fragranze Milano e ospite della prima edizione della Milano Beauty Week, la settimana dedicata alla cultura della bellezza e del benessere, nata da Cosmetica Italia in collaborazione con Cosmoprof ed Esxence. “Il profumo ormai fa parte della quotidianità della nostra vita. Non è più un lusso elitario per pochi – racconta Maffei – Non a caso: viviamo immersi nelle fragranze, l’olfatto è in continuo movimento e non possiamo vivere senza respirare e, di conseguenza, senza annusare. L’olfatto è il nostro senso più ancestrale. E da un profumo – prosegue – si può capire anche chi hai davanti, perché è un’estensione della nostra personalità. Possiamo esprimere il nostro carattere e la nostra personalità sicuramente attraverso l’abbigliamento e quindi presentandoci ‘visivamente’, ma anche con un buon odore, attraverso l’olfatto. E anzi, è molto più forte”. E come cambiano i look, cambiano anche le tendenze in fatto di fragranze. “Oggi – spiega - il consumatore è molto più attento a quello che annusa, anzi, sa cosa sta annusando. Sono nati veri perfume lover. E non c’è più il profumo per tutta la vita, ma si ama cambiare in base al momento della giornata o in base alle emozioni che sta provando”. I più desiderati? “Sicuramente il tema floreale rimane il principe della profumeria, anche perché la maggior palette di materie prime alla quale possiamo attingere è chiaramente quella del mondo dei fiori. Oggi però si cercano molto anche fragranze ispirate da un paesaggio, da un ambiente, da un fenomeno atmosferico, ad esempio il profumo della pioggia. La maestria è legata alla capacità di catturare tutto ciò che possiamo sentire”. Alla Milano Beauty Week Maffei ha animato un ricco laboratorio olfattivo, firmato una delle essenze della mostra dell’Accademia del profumo dedicata al “Il profumo del cinema”. Ed esplorato anche il dietro le quinte del settore e i suoi molti, spesso sconosciuti mestieri. “Siamo abituati a parlare del naso che crea il profumo, ma prima di arrivare a quella boccetta da tenere tra le mani sono molte le figure professionali che collaborano alla creazione di una fragranza – racconta -. Con il ‘naso’ lavorano i valutatori, che offrono un parere esterno sulle sue scelte. Ci sono i laborantin, specializzati nel pesare in laboratorio goccia per goccia ogni ingrediente. C’è chi si occupa di regulatory, perché quando un profumo si indossa va a contatto con la pelle e bisogna rispettare altissimi standard qualitativi. E i ‘messaggeri’ che interpretano le richieste del cliente”. Ma “naso” si nasce o si diventa? “Una volta naso si nasceva – sorride Maffei – Fino agli anni ’70 è stata una professione tramandata di padre in figlio, di generazione in generazione. D’altronde nascere in un ambiente dove eri stimolato agli odori sin da piccolo aiutava ad avere una certa propensione. Oggi, però, esistono anche molte scuole. E quindi si può assolutamente diventare naso”.

In collaborazione con:
Cosmetica Italia

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