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La lite sugli scogli a Napoli, fermato un 15enne

Rissa dopo insulti social, escalation violenza per baby gang

E' una Napoli sempre più violenta quella che viene fuori dall'anima della città. Non c'è distinzione tra i quartieri, non c'è distinzione tra notte e giorno. Minorenni accoltellati per un like 'sbagliato' sui social, risse sulla spiaggia a colpi di casco, raid con moto tra i vicoli, e poco importa se nella corsa resta ferita una donna. Il bilancio è quotidiano e la conta dei fatti violenti non sembra fermarsi affatto. Sono i minori, già da tempo e sempre più spesso, i protagonisti. Minori che accoltellano e che vengono accoltellati, in possesso di armi e di alcol come se fossero veri e propri boss. Oggi uno di loro è stato sottoposto a fermo- domani è prevista la convalida - a soli 15 anni. Sarebbe stato lui ad accoltellare, domenica scorsa, sullo scoglio di Marechiaro, due ragazzini di 16 e di 17 anni. E' incensurato ma figlio di un elemento di spicco della criminalità organizzata. Sarebbe intervenuto per difendere un amico che avrebbe scatenato la rissa.

Napoli, rissa a colpi di casco sulla spiaggia delle Monache

   
Tutta 'colpa' di un like messo sui social ad un post di una ragazzina legata sentimentalmente ad uno dei due accoltellati. Uno 'scontro' on line che poi è diventato quanto mai reale: prima un incontro casuale, poi la lite e poi ancora la chiamata in soccorso del 15enne che è passato ai fatti ferendo o due ragazzini in maniera grave. Una giornata, quella di domenica, che ha visto anche altro, proprio a poca distanza da Marechiaro. Ha visto una rissa a colpi di caschi sulla spiaggia di Posillipo, violenza pura, anche con un tentato annegamento, davanti a dei bambini. Terrore tra i piccoli ma non tra i grandi, almeno alcuni, che addirittura avrebbero incitato a colpire più forte. Ed ancora. Centro storico di Napoli, stradine di Forcella. In due, a bordo di una moto, procedono a tutta velocità, forse per una 'stesa'. Travolgono una donna ma non si fermano affatto. Lasciano la moto a terra e procedono a piedi. Poi, però, ci ripensano. Tornano indietro, c'è chi prova a bloccarli per quello che hanno fatto alla donna di 41 anni, compagna di un ristoratore, ma scoppia una rissa. I centauri hanno la meglio, riprendono la moto e vanno via.

Qualcuno, però, ora prova a dire basta. Sabato prossimo in via dei Tribunali l'appuntamento (ore 13) è proprio davanti al ristorante 'Cala la pasta', dove lavorava la donna rimasta ferita, per dire no alla camorra. E a dire di no, venerdì 20 maggio, saranno anche le mamme con un flashmob, "Salvate i nostri figli dalla violenza", che si terrà a piazza Amendola. Un cordone umano circonderà la zona, che è stata scelta come simbolo per accendere i riflettori sull'incremento di casi di risse o aggressioni fra giovani nei loro luoghi di aggregazione, da Chiaia al Centro antico. L'iniziativa è nata spontaneamente dall'idea di un gruppo di genitori e chiedono ai vertici delle forze dell'ordine che siano messe in campo tutte le azioni possibili per arginare il fenomeno delle baby gang, che naturalmente non riguarda solo Napoli. La cronaca ci restituisce episodi quotidiani in ogni parte d'Italia. E così a Gioia Tauro, in Calabria, un ragazzino ha aggredito un coetaneo all'uscita da scuola. Lo ha colpito alle spalle con una mazza di ferro. E lo ha fatto più e più volte.

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