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Disabilità: Stefani, ripensare il modello di welfare

Passare dalla protezione alla promozione della persona

Redazione ANSA ROMA

"Con gli uffici del Mef stiamo lavorando affinché venga emanato al più presto il decreto attuativo dell'articolo 29-bis del cd "Decreto Semplificazione" (DL n. 76 del 2020), con il quale si prevedono agevolazioni per l'acquisto di sussidi tecnici e informatici volti a favorire l'autonomia e l'autosufficienza delle persone con disabilità". Lo ha detto la ministra alla Disabilità Erika Stefani durante l'audizione in commissione Affari Sociali.
   Stefani ha anche annunciato linee guida per l'inclusione lavorativa: "al fine di contrastare la disoccupazione tra le persone con disabilità - ha sottolineato - intendo dare impulso a due misure già previste dal Jobs Act ma mai finalizzate. Mi riferisco alla definizione delle Linee Guida di revisione del processo di inclusione lavorativa, e la creazione di una banca nazionale del collocamento mirato che possa favorire le attività di controllo, monitoraggio e valutazione del collocamento al lavoro delle persone con disabilità. Da queste misure potrà derivare un rinnovato e più efficace approccio nello sviluppo delle politiche attive per il lavoro". In generale, secondo la ministra, occorre ripensare il modello di welfare, "per spostarne il focus dalla protezione alla promozione della persona, prevenendo pericolosi eccessi di istituzionalizzazione e forme di discriminazione e segregazione". "Allo stesso tempo va favorita - ha aggiunto - una riorganizzazione dei servizi che supporti la persona nel realizzare il proprio progetto di vita, dalla scuola al lavoro, e in tutte le dimensioni del vivere quotidiano, assicurando interventi adeguati e coerenti con il sostegno necessario. ciò favorirà la transizione da un welfare ancora strutturato per target, ad un welfare centrato sulla persona nella sua unicità". Per la ministra "l'istituzione del ministro per le disabilità risponde all'esigenza di garantire il coordinamento delle politiche del Governo in favore delle persone con disabilità, proprio in considerazione dell'elevata trasversalità della materia che coinvolge ambiti di competenze di molti dicasteri. Si pensi ad ambiti fondamentali come la sanità, i trasporti, la scuola, il lavoro e le politiche sociali. La particolare complessità delle politiche in tema di disabilità richiede un'azione di coordinamento per far sì che gli sforzi delle singole amministrazioni siano guidati da una prospettiva comune e condivisa". Disability Card, Cude (contrassegno Unificato dei Disabili Europe) e riforma della legge "Dopo di Noi". Sono i tre obiettivi che intende perseguire nel corso dell'anno la ministra alle Disabilità Erika Stefani, come da lei stessa annunciato durante l'audizione in Commissione Affari Sociali della Camera parlando delle linee programmatiche, anche in relazione ai contenuti della proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza. "Il mio primo atto da ministro - ha poi ricordato - è stato quello di scrivere al ministro Speranza per sollecitare una revisione delle 'Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19' in tema di priorità nella vaccinazione, al fine di garantire la giusta precedenza a tutte le persone con disabilità e ai loro familiari o caregiver e assistenti personali".

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