Civitella del Tronto

Abruzzo

Civitella del Tronto, in provincia di Teramo, si erge su una rupe rocciosa nella Val Vibrata e fa parte dei “Borghi più belli d’Italia”.

Il borgo è stato abitato fin dall’epoca romana perché la sua posizione strategica, lungo uno sperone roccioso, era vantaggiosa in caso di eventuali incursioni nemiche. 

L’entrata nel borgo avviene attraverso Porta Napoli, rimasta intatta nel corso del tempo, e ci si trova subito davanti la piazza principale con un meraviglioso Belvedere panoramico. 

L’architettura urbana del borgo è un vero e proprio capolavoro che porta stili, caratteristiche ed elementi comuni e facilmente notabili negli edifici di culto. Tra questi spicca la Collegiata di San Lorenzo, in stile rinascimentale a croce latina; al suo interno è decorata con stucchi e affreschi ma è anche ricca di opere ed oggetti rari e preziosi come un organo risalente al Settecento. Si affianca ad essa la Chiesa di San Francesco, di stampo gotico-romano, con la sua torre campanaria e da cui spicca il rosone in pietra nella facciata principale. Posizionata invece su un colle è l’Abbazia di Montesanto, uno dei complessi benedettini più antico d’Abruzzo risalente al VI secolo. 

Nel Cinquecento qui venne eretta la Fortezza Borbone, che con i suoi 25.000 mq è una delle opere di ingegneria militare più grande e più importante d’Europa. La Fortezza è interamente visitabile; al suo interno oggi ospita il Museo Storico delle Armi e delle Mappe Antiche in cui sono conservati oggetti e documenti legati alla storia del borgo. All’esterno delle mura della Fortezza troviamo anche lo splendido Palazzo del Governatore, voluto dalla famiglia Angiò il cui stemma si trova sulla facciata principale. Un altro museo presente a Civitella del Tronto racconta la storia e l’evoluzione dell’industria tessile nel XX secolo: il Museo delle Arti Creative Tessili.  

Un importante evento folkloristico che nel borgo viene messo in scena a metà agosto è A la Corte de lo Governatore, rievocazione storica a ricordo della resistenza della cittadina contro l’assedio francese nel Cinquecento; durante la festa, c’è l’opportunità di assaggiare le ceppe, tipici maccheroni di farina, acqua e uova.

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