Settanta anni fa l'impresa d'oro (e non solo) di Agostino Straulino e Nico Rode sulla Star Merope

Omaggio a chi ci ha fatto grandi

Responsabilità editoriale Saily.it

QUEL RECORD TUTTORA IMBATTUTO - Nel 1952 la coppia d’oro della Marina Militare sulla Stella numero velico 2958: nello stesso anno conquistarono i quattro massimi allori della Classe Internazionale Star: Olimpiade, Mondiale, Europeo, Italiano - DALLO SPECIALE DEL CENTRO STUDI E TRADIZIONI NAUTICHE

QUEL RECORD TUTTORA IMBATTUTO - Nel 1952 la coppia d’oro della Marina Militare sulla Stella numero velico 2958: nello stesso anno conquistarono i quattro massimi allori della Classe Internazionale Star: Olimpiade, Mondiale, Europeo, Italiano - DALLO SPECIALE DEL CENTRO STUDI E TRADIZIONI NAUTICHE

Gli amici del Centro Studi e Tradizioni Nautiche sono insostituibili nell'opera di raccolta e ricordo storico intorno alla vela. Si deve a loro lo speciale del notiziario CSTN che ad agosto ha ricordato a tutti i 70 anni dall'oro di Straulino e Rode a Hensinki 1952, aggiungendo alla documentazione storica unica anche una nota significativa: nel 1952 i due velisti italiani compirono una impresa che non è mai riuscita a nessun altro equipaggio al mondo, e per quanto riguarda la Classe Star, ormai esclusa dall’Olimpiade dal 2016, destinata a restare imbattuta: vincere tutto nello stesso anno, Italia, Europa, Mondo, Cerchi olimpici! Qui Saily ringraziando gli amici del CSTN e pubblica alcuni stralci del notiziario.

La versione completa per gli amanti della storia la trovate qui: https://www.cstn.it

Rievocare quel successo è un’impresa che il “Centro Studi Tradizioni Nautiche - CSTN” della Lega Navale Italiana, grazie alla vasta documentazione custodita nei suoi archivi, sente il dovere di compiere in modo che certi valori non vadano dimenticati.

P.S. Per completezza è inoltre doveroso notare che Straulino è: l’unico timoniere olimpionico e mondiale con medaglia d’argento e di bronzo al Valor Militare: l’unico timoniere che ha vinto Olimpiade, campionati mondiali di classe olimpiche e di altura e che ha comandato una nave scuola militare.

BEPPE CROCE RACCONTA - Team manager della Squadra italiana della Vela all’Olimpiade di Helsinki 1952 (dalla prefazione al libro “Arma e vai!”, autori Agostino Straulino e Renato Orsini, Edizioni Mediterranee, 1970) - “La prima regata contro Straulino, nella classe Stelle, la corsi a Livorno nel 1935: qualcosa come trentacinque anni fa (riferito al 1970 ndr).

Se escludiamo la parentesi della guerra, nella quale Straulino scrisse pagine non dimenticate di silenzioso eroismo (tra l'altro, violò Gibilterra), la nostra amicizia è durata ormai il tempo d'una vita: fino al 1939 avversari nella classe Stelle, dopo il 1946 avversari nei 6 m.; ne! 1948 nella stessa squadra olimpica di Torquay, di nuovo nella stessa squadra ad Helsinki nel 1952, lui timoniere, io capo-équipe: lui sempre più bravo, io sempre meno.

Collaboratori a contatto quotidiano nella organizzazione dell’Olimpiade di Napoli (1960), uniti in molti campionati mondiali ed europei, lui alla barra ed io a tirar cannonate (per la Giuria, naturalmente): l’ho seguito da vicino, dai: lontani inizi a tutte quelle vittorie per le quali, senza dubbio, Straulino è stato - e rimane - il numero uno della vela italiana, dalle origini ai giorni nostri, ed uno dei quattro o cinque timonieri che rimarranno insuperati nella storia dello yachting mondiale.

Da questa lunga vita in comune avrebbe anche potuto nascere un’accesa rivalità (ma Straulino ha mai avuto rivali?): è sorta invece una reciproca e profonda amicizia, una consuetudine di vita che rende sempre lieti e piacevoli i nostri incontri.

Straulino non ricorda certamente quante volte mi ha battuto: io ricordo perfettamente le volte che arrivai prima di lui, perché furono così poche che le dita di una mano basterebbero a contarle.

Mi fa una certa impressione scrivere una prefazione per un libro che parla di lui: perché Straulino è ancora il Maestro, e la vela italiana attende ancora molto dalla sua abilità.

. . . Se, nella mia vita velica, ho molto gioito e molto sofferto, a volte anche in misura notevole, lo debbo, per un verso o per l'altro, in gran parte a Straulino: quale Presidente o membro di Giuria, o quale dirigente responsabile della squadra italiana, l'ho seguito in quattro Olimpiadi (Londra, Helsinki, Napoli e Tokyo), in quattro Campionati Mondiali da lui vinti (1952 Stelle a Cascais, 1953 Stelle a Napoli, 1956 Stelle a Napoli, 1965 “5.5” a Napoli), e in molti altri Mondiali che lo videro protagonista fino all'ultima prova, sfortunato, spesso, ma sempre in lizza per il titolo!

Non ho mai sofferto per le mie sconfitte (forse perché mi ci sono abituato!) ma mi sono trovato con il cuore fra i denti quando Straulino, soprattutto agli inizi della sua insuperata carriera, perdeva - e accadde abbastanza di frequente - un titolo o un Campionato per una squalifica o per una avaria.

Londra 1948, Chicago 1950, e via dicendo . . . amari ricordi che furono tutti dimenticati quando, in una luminosa giornata di luglio, Straulino, con l’inseparabile Rode, vinse la medaglia d'oro per l'Italia ai Giochi di Helsinki, nel 1952.

. . . La vela italiana è diventata popolare - o se preferite, meno sconosciuta in Italia, proprio per merito delle imprese di Straulino: quanti italiani ignari di sport e di vela hanno unito, per anni, il suo nome a quelli, popolari, dei campioni più cari alle folle?

Forse anche per questo, Agostino Straulino e divenuto un atleta leggendario, in un’epoca pur così avara di miti: e certamente perché affascinati dalle imprese e dal prestigio del suo nome molti giovani hanno scelto la vela, superando i richiami di altri sport, più facili, forse, per un successo immediato, ma così differenti sul piano della preparazione fisica e morale, del carattere, della coscienza.

È difficile entrare nella leggenda vincendo regate veliche, sia pure a livello mondiale od olimpico: Straulino ci è riuscito e, nel pieno della sua attività agonistica, è diventato un simbolo, uno dei pochi simboli veri e clamorosi dello sport italiano. Anche di ciò gli yachtmen del nostro Paese debbono essergli grati”.

L’Affermazione di Straulino - Rode attraverso la completa cronaca della XV Olimpiade di Helsinki. (da Vela e Motore agosto 1952 a firma di Beppe Croce)

1° Giornata (Domenica 20 luglio 1952) - Alla partenza vento abbastanza teso da Sud-Ovest forza vento 5 Beaufort, mare mosso e “vivo”, cielo nuvoloso con frequenti piogge. Percorso numero 6-4. Regata regolare, senza salti di vento, ma resa difficile dalle condizioni mare, normali per la zona, e dal vento che andrà rinfrescando notevolmente alla fine della regata.

Buona, ma non ottima partenza di Merope, la lotta si ingaggia subito tra i favoriti Comanche (U.S.A.), Kurush (Cuba), Espadarte (Portogallo), Gen (Bahamas) e la nostra Merope.

Il Comanche, che al lasco vola, prende la testa e Straulino, superando il portoghese all’ultima bolina, arriva secondo. Straulino ha corso con una vela piatta da vento e così si è dimostrato un errore; l’americano con una vela più grossa, ha camminato molto di più al lasco.

Protesta inglese di Bruce Banke (Fortunata) contro Straulino che avrebbe danneggiato l’inglese appoggiandosi addosso. La protesta, saggiamente, non viene accolta.

2° Giornata (Lunedì 21 luglio 1952) - Monologo di Merope oggi in regata per la prima volta con una nuovissima vela di Ulmer, molto grossa. Merope arrivato con oltre sette minuti di vantaggio sul secondo Star, lo svizzero Ali Babà IV, ha superato anche tutti i Dragoni e quasi la metà dei 5.5.

3° Giornata (Martedì 22 luglio 1952) - Solito percorso 6-4, vento fresco, forza 5 Beaufort, mare agitato, cielo nuvoloso. Pioggia intermittente e freddo. Espartade (Portogallo) parte in testa e conduce tutto il primo lato al lasco, l’americano supera e lotta accanitamente con Straulino. Merope, sull’ultima bolina, è già in testa, quando spacca un maniglione del fiocco e perde una trentina di secondi, dovendosi così contentare del secondo posto: ottima la regata dell’americano che dimostra di essere un avversario molto duro per Straulino.

4° Giornata (Mercoldì23 luglio 1952) - Percorso 2-4, vento leggero da Nord-Est, mare calmo, forza vento 3 Beaufort. Giornata di “pegola” come dicono a Trieste, per le nostre barche.

Straulino, oggi compie la prima, ma anche l’ultima “straulinata” di questa XV Olimpiade: si vede che oggi è scritto che, per noi azzurri, dev’essere “pegola” dalla bolina del secondo giro Merope abbandona l’americano, che aveva già bene raggiunto, e bordeggia a ponente. L’americano, bordeggia a levante e, sia pur fortunatamente, prende la testa con grande vantaggio, seguito da Cuba e Portogallo, che hanno a loro volta superato Straulino.

Nella bolina del terzo giro Merope riesce a superare Cuba e Portogallo, ma termina lontano dal Comanche, netto vincitore.

5° Giornata (Sabato 26 luglio 1952) - Vento leggero da Sud-Ovest, intensità Beaufort 3, mare calmo, cielo parzialmente sereno, percorso 6-4. Splendida regata di Straulino, oggi in grandissima forma. Danneggiato in partenza da una collisione Grecia-Germania, rimonta rapidamente lo svantaggio ed alla prima boa è già secondo, dietro a Bahamas e davanti all’americano.

Battaglia serrata tra Merope e Comanche di cui approfitta il Gem. Sul finire della regata, con una condotta tattica veramente stupenda, Straulino riesce a superare anche Gem mentre l’americano termina terzo.

6° Giornata (Domenica 27 luglio 1952) - Vento leggero da Sud-Ovest, variabile da 2 a 4 metri al secondo, percorso 6-4 calmo. Straulino che parte con l’americano sotto le sue vele, non riesce a continuare in tale tattica perché, incrociando il portoghese con mure a dritta deve dargli il passo, virandogli sotto e lasciando così libero il Comanche.

Questo riesce a liberarsi così di Straulino e, sul finire della prima bolina prende la testa, e non verrà più ripreso, nonostante il disperato tentativo di Straulino che, all’ultimo giro, con un bordeggio a levante, avvicina molto il Comamche, riuscendo a superare il cubano proprio all’arrivo e terminando secondo.

7° Giornata (Lunedì 28 luglio 1952) - Vento leggerissimo da Sud-Ovest, mare calmissimo, percorso 6-4. Regata al cardiopalma, perché Straulino è in ballo per la medaglia d’oro olimpica. Per vincerla, occorre che Merope arrivi primo e l’americano terzo, oppure che l’americano termini oltre il sesto posto; in tal caso Straulino non avrebbe neppure bisogno di terminare la regata, avendogià a tutt’oggi due primi e quattro secondi posti.

Partenza-cannonata di Straulino, mentre l’americano, palesemente nervoso, parte nelle ultimissime posizioni. Alla prima boa di bolina, Straulino è terzo dietro il canadese ed il portoghese, mentre l’americano è nono. Al lasco l’americano riesce a superare tre o quattro avversari, ma Straulino nel frattempo, con una condotta di gara che è un capolavoro ha già preso il comando.

L’americano, decisamente inferiore a Straulino, non riesce a farsi luce in bolina e resterà inchiodato all’ottavo posto, mentre Straulino aumenta ancora il suo vantaggio, arrivando con circa sette minuti sul secondo e vincendo così l’Olimpiade!

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