In 8 milioni per Doc, Argentero 'serie innovativa'

Protagonista: "grazie a tutti, seconda puntata era banco prova"

(ANSA) - ROMA, 03 APR - "Non posso negare che questi risultati non me li aspettavo, con una serie non consolidata che si affaccia per la prima volta su Rai1 che ha un pubblico con uno zoccolo duro, ma a fare la differenza a mio avviso è stato proprio il fatto che si tratta di un medical del tutto innovativo, moderno, con una regia come quella di Jan Michelini che ha fatto la differenza, inaugurando un capitolo di un genere di alta qualità che il pubblico ha recepito". Luca Argentero, raggiunto al telefono dall'ANSA, commenta così lo straordinario successo della seconda puntata della fiction targata Lux Vide, in onda su Rai1, Doc - Nelle Tue Mani, che ha raggiunto 8 milioni 44 mila telespettatori con il 29% di share a fronte dei quasi 7.3 milioni con il 26.1% del debutto.
    Nel cast di Doc - Nelle tue mani, in cui l'attore torinese interpreta un primario, Andrea Fanti, che perde la memoria dopo essere stato raggiunto da un colpo di pistola sparato dal padre di un paziente deceduto, figurano anche Matilde Gioli, Sara Lazzaro, Giovanni Scifoni e Simona Tabasco.
    Il pubblico è cresciuto rispetto al primo episodio, che spiegazione si è dato? "La prima puntata - ipotizza Argentero - è quella introduttiva, in cui accadono tantissime cose, è stato diciamo il banco di prova per Doc. Nella seconda entriamo nella vita non solo di Andrea Fanti, ma anche degli altri personaggi.
    Molti anche coloro che non avevano fatto in tempo a vedere giovedì scorso la prima puntata sono riusciti, ce ne siamo accorti dai commenti sui social, a recuperarla su Raiplay e ieri sera hanno seguito il secondo episodio".
    La serie 'Doc - Nelle tue mani' è basata sulla vera storia del professore Pierdante Piccioni autore del libro 'Meno dodici' scritto con Pierangelo Sapegno. Come nel medical drama, il dottore a causa di un trauma cerebrale si è svegliato con una perdita di memoria degli ultimi dodici anni della sua vita ed è stato costretto a ricominciare sia come medico sia come essere umano. (ANSA).
   

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