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>ANSA-INTERVISTA/ 'Marocco attore fondamentale nel Mediterraneo'

Ambasciatore Barucco: 'Interscambio mai così alto dal 2014'

(di Olga Piscitelli) (ANSA) - RABAT, 05 AGO - "Una partnership strategica tra Italia e Marocco è l'esito naturale dell'appartenenza allo spazio mediterraneo, e di una storia di scambi e contatti che risale addirittura ai rapporti tra il nascente Impero romano e le dinastie berbere dell'allora Regno di Mauretania". Armando Barucco, ambasciatore d'Italia a Rabat va dritto al punto: "Il Marocco è un partner privilegiato per l'Italia e l'Unione Europea e un attore fondamentale per la stabilità del Mediterraneo allargato e della fascia del Sahel".
    Dal primo marzo del 2021 in Marocco, l'ambasciatore Barucco guida la missione diplomatica a Rabat sempre più convinto che sia "necessario rafforzare ulteriormente i rapporti con Paesi come il Marocco, che giocano un ruolo fondamentale nella stabilità del Mediterraneo allargato". Così, "nel solco più ampio delle relazioni con l'Unione Europea, primo investitore estero nel Regno", le relazioni tra Roma e Rabat diventano sempre più strette: "Nel 2021 l'interscambio bilaterale è cresciuto del 27% rispetto all'anno precedente, sfiorando i 3,5 miliardi di euro: il risultato più alto dal 2014". Un rapporto solido, "in cui prevalgono le tradizionali voci del commercio italiano: macchinari, tessile e prodotti di manifattura". Del resto, spiega l'ambasciatore, "Il Marocco è ampiamente riconosciuto come il Paese più stabile e affidabile dell'area.
    Capace di avviare processi virtuosi che guardano ai sistemi europei nel rispetto della tradizione e di un'identità complessa: tre donne alla guida di tre città importanti come Rabat, Marrakech e Casablanca e sei alla testa di dicasteri strategici: Economia, Turismo e Transizione energetica. Le due Presidenti delle Commissioni Esteri sono donne". Segnali importanti, che si aggiungono al tessuto di un Islam "caratterizzato da grande apertura. Non a caso sono qui attivi tutti i principali gruppi economici internazionali - insiste Barucco. Le imprese italiane possono fidarsi di uno Stato di diritto con un impianto normativo moderno, attento ai temi della competizione e della protezione degli investimenti internazionali. Anche grazie ai gemellaggi UE e a una rete consolidata di rapporti nei settori di sicurezza e giustizia - come i recenti accordi del Consiglio di Stato e dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato - l'Italia è in prima linea nel sostenere i processi virtuosi avviati da Rabat".
    Il Marocco si propone come porta dell'Africa per gli investimenti internazionali e punta sulla green economy: "L'obiettivo è l'80% di risorse rinnovabili nel mix elettrico nazionale entro il 2050. Secondo l'indice RECAI (Renewable Energy Country Attractiveness Index) di Ernst & Young il Marocco è il 16esimo mercato al mondo per attrattività di settore, il primo in Africa. L'Italia ha saputo cogliere per tempo i processi in atto. EGP - prosegue l'ambasciatore - ne è l'esempio principale: partecipa, tra l'altro, al progetto integrato per la produzione di 850 MW da impianti eolici. Altri grandi attori guardano con interesse a quanto qui si sta realizzando in tema di idrogeno e ammoniaca verde, le nuove frontiere dello sviluppo rinnovabile".
    La sfida italiana si gioca sulla comunicazione. "Il Made in Italy ha il vantaggio di affermarsi autonomamente per qualità delle persone, forza del tessuto economico, bellezza e funzionalità delle produzioni. Il salto deve essere fatto a livello di comunicazione, aprendo anche agli aspetti meno conosciuti del nostro patrimonio produttivo. La cucina e la moda hanno un'attrattività universale, ma sono i nostri macchinari industriali e di precisione a rappresentare una presenza costante in ogni azienda marocchina". Di qui, per esempio, il cambio di passo sulla "comunicazione dell'Ambasciata quale voce del Sistema Italia in Marocco" e l'avvio di una stagione culturale "che, tra l'altro, ha riportato la grande opera italiana in Marocco dopo 20 anni, con il Teatro Massimo di Palermo". Un percorso che tiene conto anche della formazione, "con una crescita impressionante del numero di studenti marocchini iscritti alle nostre Università, che a loro volta sono sempre più interessate a rafforzare i legami istituzionali.
    Ad oggi sono attivi oltre 150 accordi inter-universitari".
    (ANSA).
   

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