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Famiglie marocchine chiedono rimpatrio parenti jihadisti

Detenuti in Siria e in Iraq. 'Tra loro ci sono dei minori'

(ANSA) - RABAT, 28 GEN - Le famiglie dei jihadisti marocchini detenuti o bloccati in Siria e Iraq hanno manifestato oggi a Rabat per chiederne il rimpatrio, giorni dopo il sanguinoso attacco mortale dello Stato Islamico contro una prigione nel nord-est della Siria. In piazza sono scese circa cento persone.
    "Vogliamo portare l'attenzione sulla sofferenza dei nostri figli e delle nostre figlie e ci appelliamo alle autorità marocchine affinché li riportino indietro", ha affermato Meriem Zabroun, capo di un'associazione dei familiari dei jihadisti. Il gruppo ha condotto una campagna in particolare per il ritorno delle mogli e dei figli dei combattenti dell'Isis. "Non abbiamo problemi sul fatto che vengano processati qui - ha aggiunto -, ma ciò che conta è che vengano portati a casa".
    Le forze democratiche siriane (Sdf) dominate dai curdi hanno annunciato mercoledì scorso di aver riconquistato la prigione di Ghwayran nel nord-est della Siria dopo l'attacco dell'Isis la scorsa settimana.
    Rabat afferma che più di 1.600 uomini, 290 donne e 630 bambini si trovano nell'area a cavallo tra l'Iraq e la Siria dal 2011. Circa 500 sono agli arresti, tra cui 380 bambini. Circa 270 uomini sono tornati in Marocco e la la metà di loro è stata processata. (ANSA).
   

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