Audi in Usa regala a clienti emozioni con altri suoi modelli

Da Silvercar noleggio gratis A4, A5 Cabrio, Q5 o Q7 in 26 città

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Interessante iniziativa di Audi negli Stati Uniti per mantenere un forte legame con i propri clienti e offrire la possibilità, a titolo gratuito, di vivere esperienze di guida emozionali a bordo di altri modelli come A4, A5 Cabriolet, Q5 o Q7. Gli acquirenti di nuove auto dei Quattro Anelli hanno oggi la possibilità - attraverso la rete di noleggio Silvercar, di proprietà Audi - di usufruire per sette giorni a scelta dell'offerta Always Audi, che in 26 città degli Stati Uniti mette a disposizione le 'alternative' preferite nei diversi ambiti di mercato. "Questa nuova offerta non solo rafforza i nostri legami con Silvercar - ha dichiarato Cian O 'Brrien, presidente ad interim e direttore operativo di Audi of America - ma offre ai clienti ancora più modi di vivere le Audi. Con questo programma, ad esempio, i nostri clienti possono guidare il modello dei Quattro Anelli che amano anche quando sono lontani da casa". Silvercar ha registrato una rapida crescita nell'ultimo anno, espandendosi in tutta la nazione e contribuendo ad eliminare i problemi nei viaggi con la disponibilità di accessori specifici, tra cui seggiolini per bambini Peg Perego e i trasportini per animali domestici.

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Per Porsche Type 64 offerti a Monterey 70milioni ma erano 17

Asta annullata. Nemmeno RM Sotheby's è sicura dell'offerta

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In coda alle molte aste e vendite di auto milionarie durante la Monterey Car Week, che si è conclusa domenica 18 agosto, si è avuta notizia solo da poche ore (percjé evidentemente i protagonisti non volevano farsi questa pubblicità negativa) della brutta figura fatta dalla case d'aste specializzata RM Sotheby's e, soprattutto, dal suo personale impegnato al Portola Hotel and Spa di Monterey, dove era in programma una vendita di importanti pezzi da collezione.

Per una banale (ma gravissima) svista durante i rilanci relativi alla Porsche Type 64 del 1939, la vettura personale del Dr. Ferdinand Porsche è arrivata all'offerta record di 70 milioni di dollari (seventy milions) ma la cifra che in realtà era stata proposta era di 17 milioni di dollari (seventeen milions). Questo errore - attribuito al battitore olandese Maarten ten Holder - ha fatto azzerare l'asta e la vettura è finita invenduta. "Siamo orgogliosi di condurre le nostre aste di livello mondiale con integrità - ha comunicato con una nota ufficiale RM Sotheby's - e prendiamo molto seriamente la nostra responsabilità verso i nostri clienti. Quanto accaduto a Monterey non era in alcun modo intenzionale, piuttosto è stato uno sfortunato malinteso amplificato dall'eccitazione nella stanza".

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Volkswagen avrà un nuovo logo, sarà presentato a Francoforte

Più semplice e moderno, guarda al futuro ecologico ed elettrico

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Volkswagen si doterà di un "nuovo logo" in sostituzione di quello blu-bianco-grigio introdotto nel 2007. Lo riferiscono media tedeschi tra cui il sito del quotidiano economico Handelsblatt (Hb) che non fornisce immagini ma parla di "una nuova variante" destinata a simboleggiare il gruppo che vuole distanziarsi dagli scandali del diesel e profilarsi come ecologico attraverso le vetture elettriche. La presentazione del logo è prevista al Salone dell'automobile di Francoforte che quest'anno inizia il 12 settembre, precisa l'agenzia Dpa citando fonti ufficiali del gruppo.

Il nuovo simbolo sarà "più semplice", "snello, giovane e moderno" dell'attuale in 3D ed è stato concepito come "bidimesionale", scrive l'Hb. L'agenzia lo descrive come "bianco su nero" e il primo canale pubblico Ard ha previsto una modifica solo leggera in linea con le moderne strategie di marketing. Volkswagen non ha fornito dati del costo dell'operazione che appare gigantesca dato che il gruppo vende in 171 paesi attraverso circa 10 mila concessionari che hanno in totale 70 mila logo. La sostituzione comincerà a settembre in Europa e il mese dopo in Cina mentre in nord e Sudamerica avverrà solo l'anno prossimo per concludersi a metà 2020, prevede lo Hb.

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Fernando Alonso, dopo F1 e FIA Endurance, prova i rally raid

Iniziati test con pick-up Toyota Gazoo Racing primo a Dakar 2019

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Dopo aver gareggiato con successo nel FIA World Endurance Championship al volante delle auto Toyota Gazoo Racing nelle stagioni 2018 e 2019, Fernando Alonso ha avviato una serie di test con il pick-up Toyota Hilux, l'auto che dovrebbe competere alla Dakar 2020. Alonso - che cerca di ampliare la sua già straordinaria carriera nel motorsport in più discipline - lavorerà nei prossimi 5 mesi a stretto contatto con Toyota Gazoo Racing e il suo team Dakar Rally, sottoponendosi a un intenso programma di prove alla guida dell'Hilux in Europa, Africa e Medio Oriente per familiarizzare con le difficili sfide della specialità rally raid.

Un contributo determinante quello di Alonso - due volte vincitore della 24 Ore di Le Mans, titolare in carica del titolo FIA World Endurance Championship, due volte Campione del Mondo di Formula 1 e vincitore della 24 Ore di Daytona - che poterà la sua esperienza interdisciplinare nello sviluppo non solo del veicolo ma anche delle sue personali abilità di guida fuoristrada necessarie per affrontare questo tipo di gare.

''Sono davvero entusiasta di continuare la mia avventura con Toyota Gazoo Racing - ha detto Alonso - Insieme abbiamo ottenuto così tanto da quando ho guidato per la prima volta una Toyota a novembre 2017, con le nostre due vittorie consecutive a Le Mans, la vittoria del team nel Campionato mondiale di endurance ed il titolo piloti con i miei compagni di squadra Sébastien e Kazuki.

Ho avuto un assaggio del rally off-road all'inizio di quest'anno che mi ha lasciato la motivazione giusta a voler proseguire e migliorare. Sapevo che sarebbe stata un'esperienza completamente diversa, ma l'Hilux è stato semplicemente fantastico: abbiamo preso velocità costantemente, imparando giro dopo giro. Non vedo davvero l'ora di iniziare i test, conoscere l'Hilux e lavorare con il team. Ho sempre sostenuto che voglio perseguire nuove sfide in diverse discipline e sono in una grande squadra per farlo''.

Fernando Alonso, 38 anni, sta effettuando in questi giornitest nei deserti del Sudafrica (terminano il 23 agosto) a cui farà seguito una prima uscita non competitiva all'Harrismith 400 in Sudafrica, quinta prova della South African Cross Country Series il 13 e 14 settembre. All'inizio di quest'anno ilToyota Hilux, conNasser Al-Attiyah, ex atleta olimpico del Qatar e leggenda del raid, ha regalato a Toyota Gazoo Racing la suaprima vittoria assoluta al Rally Dakar. L'edizione 2020segna anche un nuovo capitolo per la Dakar con la gara che si trasferisce per la prima volta, dall'inizio dell'evento nel 1978 e dopo un decennio di successo in America Latina, inArabia Saudita.

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Area servizio autostradale ricrea antiche città cinesi

Architettura richiama giardini Suzhou e pitture di Wu Guanzhong

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Chiudi Area servizio autostradale ricrea antiche città cinesi (Xinhua/Ji Chunpeng) (ANSA) Area servizio autostradale ricrea antiche città cinesi (Xinhua/Ji Chunpeng)

NANCHINO - Se non fosse per le file di automobili parcheggiate fuori dall'ingresso principale, i viaggiatori potrebbero pensare di trovarsi nei bellissimi giardini antichi di Suzhou, piuttosto che in un'area di sosta in autostrada.

Situato vicino all'arteria principale che collega Shanghai e Nanchino, capoluogo della provincia di Jiangsu in Cina orientale, l'area di servizio della superstrada Yangchenghu, di 50.000 metri quadrati aperta il mese scorso, è una delle più grandi aree di servizio autostradale del Paese. Traendo ispirazione dagli inchiostri acquerellati del grande pittore contemporaneo cinese Wu Guanzhong, l'area di servizio ha ricostruito l'atmosfera storica e il fascino delle cittadine del delta dello Yangtze, con le casette fluviali dalle pareti bianche, le tegole nere sui tetti e le arcate tonde.

"Abbiamo costruito tre giardini proprio dietro i nostri blocchi commerciali, attingendo a quelli spettacolari di Suzhou, come il Giardino dell'Umile Amministratore", spiega Tao Yuwei della società operativa dell'area di servizio. La tratta che percorre lo Jiangsu, lunga 248 chilometri, dell'autostrada Shanghai-Nanchino, è stata un'arteria economica sin dalla sua apertura nel 1996. Con quattro corsie in ogni direzione, l'autostrada ha registrato un volume di traffico giornaliero in crescita da circa 1.000 veicoli agli attuali 110.000 veicoli.

Con l'aumento dei viaggi in autostrada, le persone hanno aspettative più elevate su cosa possono desiderare nelle aree di servizio, oltre a cibo e carburante, bagni o forse alcuni minimarket. L'area di servizio di Yangchenghu è stata progettata per soddisfare le diverse esigenze dei viaggiatori, con servizi di alta qualità e un'esperienza personalizzata che va oltre il semplice pieno del serbatoio.

Jin Manpei, una giovane madre di Wenzhou, nella vicina provincia di Zhejiang, ha portato suo figlio in viaggio speciale per visitare la popolare area di servizio ed è rimasta stupita da quanto possa essere sontuosa una sosta in autostrada. Jin racconta: "Il mio bambino era affascinato dalle immagini in 3D del cielo e delle nuvole sul soffitto e di quei camerieri robot nel ristorante".

Con un'altezza di 14 metri, una grande tenda da sole che copre 7.000 metri quadrati con impianti per rinfrescare l'aria. I visitatori possono anche godere di un'esperienza coinvolgente di realtà virtuale e di interazioni uomo-robot nella sala della scienza e della tecnologia mentre gustano ogni tipo di specialità locali.

Jiangsu ha iniziato ad ampliare le sue aree di servizio autostradali nel 2016 e ha costruito diverse aree iconiche con paesaggi pittoreschi e ampie strutture interne, creando più di 15.000 posti di lavoro e attirando oltre 1 miliardo di yuan, circa 141 milioni di dollari, da settori non pubblici. Le autostrade si estendono in tutta la Cina, con rete di oltre 140.000 chilometri totali alla fine del 2018. 

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A Taormina dolci "mafiosi e Cosa Nostra"

Pasticceria vende paste con pistacchio e mandorla vanno a ruba

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(ANSA) - TAORMINA (MESSINA), 22 AGO - A Taormina, regina delle mete turistiche siciliane con milioni di presenze da ogni parte del mondo, nella pasticceria di Roberto "il re dei cannoli" in vetrina sono esposti i "mafiosi al pistacchio" e "cosa nostra alle mandorle", dolci recensiti anche su TripAdvisor dove c'è anche una sezione dedicata ai "fan dei mafiosi", visto che questi prodotti sono molto gettonati. Nomi che sono però solo un espediente per attirare l'attenzione di turisti e clienti.
    I "mafiosi al pistacchio", sono ricoperti da mandorle intere all'esterno e all'interno con un cuore di pura pasta di pistacchio. "Cosa nostra alle mandorle" è invece l'appellativo riservato ad alcuni dolcetti tipici della tradizione siciliana.
    Questi prodotti di pasticceria sono recensiti anche nei siti e nelle guide specializzate.
   

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Terme Caracalla, al via le visite serali

Fulcro saranno i sotterranei, dove c'è anche la mostra di Plessi

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ROMA - Dopo il record di presenze registrato alle Terme di Caracalla il giorno di Ferragosto (5.000 ingressi), da venerdì 23 agosto, prendono il via le visite serali: il fulcro di quest'anno saranno i sotterranei, con le gallerie aperte per la prima volta al pubblico, la mostra Il segreto del Tempo, e il grande mitreo. Realizzato dalla Soprintendenza Speciale di Roma, con Electa, Terme di Caracalla: notturno sotterraneo, andrà avanti fino al 29 settembre, con visite guidate ogni venerdì e domenica sera. Su www.coopculture.it tutte le informazioni.

    Gruppi di massimo 30 partecipanti, oltre ad ammirare nella notte le monumentali vestigia illuminate, potranno scendere nei sotterranei, che quest'anno sono stati ampliati con l'apertura di nuovi settori dove è possibile vedere i forni, le caldaie, i tunnel adibiti al trasporto della legna e dei materiali per il funzionamento degli impianti. Una vera e propria sala macchine delle Terme dove è stata allestita la mostra Il segreto del Tempo: Fabrizio Plessi a Caracalla.

    I ruderi delle Terme di Caracalla, anche per la notevole altezza che supera i 37 metri, restituiscono ancora oggi un'idea della grandiosità del complesso termale. Le dimensioni dell'edificio e la monumentalità degli ambienti, conservati per due piani in alzato e per tre livelli in sotterraneo, ci permettono di immaginarne la fastosità che l'illuminazione esalta. Le visite, della durata di 75 minuti, inizieranno alle 20.00, con l'ultima partenza alle 21.15.

    Prenotazioni e informazioni: www.coopculture.it e al numero telefonico 0639967700 (lunedì-venerdì 9-18 / sabato 9-14).
   

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Compie 80 anni il brevetto della bomboletta spray

Usata in mille modi, ma ha contribuito al buco dell'ozono

Scienza & Tecnica Tecnologie
Chiudi Compie 80 anni il brevetto della bomboletta spray (fonte: Andrew Magill, Wikipedia) (ANSA) Compie 80 anni il brevetto della bomboletta spray (fonte: Andrew Magill, Wikipedia)

Dalla schiuma da barba agli insetticidi ha conosciuto mille usi la bomboletta spray, il cui prevetto compie 80 anni. Era infatti il 22 agosto del 1939 quando Julian Khan presentava la sua richiesta all'ufficio brevetti di New York.

Anche se l'idea risale al 1790, il primo brevetto di aerosol è stato presentato ad Oslo nel 1927 dall'ingegnere Erik Rotheim e nel 1931 negli Stati Uniti. Nel 1939 l'americano Kahn ha invece ottenuto il brevetto per la bomboletta spray monouso, che per molto tempo non è stato però sviluppato. L'idea era di mescolare panna e propellente per fare la panna montata a casa, non di ottenere un vero e proprio aerosol.

Bisogna aspettare il 1941 perchè la bomboletta spay venga utilizzata per l'aerosol dagli americani Lyle Goodhue e William Sullivan, dello United States Bureau of Entomology and Plant Quarantine, ai quali è attribuita l'invenzione degli spray moderni. Il loro progetto di uno spray ricaricabile è l'antenato di molti popolari spray commerciali.

Fatta d'acciaio e grande quando una mano, la bomboletta poteva essere caricata con gas liquefatto alla pressione di 34 chilogrammi, fatto uscire fuori come pioggerellina o schiuma. Su quella particolare applicazione veniva quindi approvato un brevetto di servizio pubblico, assegnato al ministro dell'Agricoltura per il libero uso delle persone negli Stati Uniti e che ha aiutato i soldati a difendersi dalla malaria nel Pacifico durante la Seconda guerra mondiale.

Tuttavia nel 1974 Frank Sherwood Rowland e Mario J. Molina sono stati i primi a pensare che i clorofluorocarburi (Cfc), usati come propellenti per gli spray, contribuiscano all'assottigliamento dello strato di ozono. Nel 1977 il Congresso Usa autorizzava l'Agenzia di protezione ambientale a regolamentarne la quantità e bel 1981 veniva siglato l'accordo di protezione dello strato di ozono, mentre nel 1985 Joe Farman, Brian G. Gardiner e Jon Shanklin pubblicavano il primo studio scientifico sul buco dell'ozono. Nel 1987 il Protocollo di Montreal, in vigore nel 1989, regolava la produzione di Cfc.

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'La strada è di tutti...', via a campagna per la sicurezza

Motto Fondazione Scarponi, tutela partendo da pedoni e ciclisti

Motori Sicurezza
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Il Comune di Bolsena (Viterbo) e l'Asd La Carrareccia hanno deciso di sistemare sotto i tre cartelli stradali indicanti il nome della città posti ai tre ingressi, un altro cartello con scritto il motto che la Fondazione Michele Scarponi di Filottrano (Ancona) sta portando in giro dalla sua nascita e cioè: "La strada è di tutti a partire dal più fragile". A questo evento che si terrà domenica 25 agosto, parteciperà la Fondazione presieduta da Marco Scarponi fratello del campione di ciclismo morto dopo essere stato investito da un furgone mentre si allentava sulle strade di casa a Filottrano il 22 aprile 2017. Nell'occasione si svolgerà anche un convegno sulla sicurezza stradale coordinato dal giornalista sportivo Marco Pastonesi. La Fondazione Scarponi "lotta contro la violenza stradale a 360 gradi cercando in ogni modo di tutelare la vita di tutti sulla strada, partendo da chi si muove a piedi e in bicicletta, e sta ottenendo i primi consensi". "Ovunque - fa notare la Fondazione Scarponi - c'è molta attenzione intorno al tema della sicurezza stradale e di una nuova mobilità, dove le alternative all'uso dell'auto vengano in qualche modo promosse e tutelate. Ma questo cambiamento che è inevitabile deve avvenire senza il massacro quotidiano a cui assistiamo inermi". La speranza della Fondazione è "che l'esempio di Bolsena non resti isolato e che diventi a tutti gli effetti un nuovo modo di pensare e di vivere la strada".

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Un 'fratello' della Terra senza atmosfera

Distante 49 anni luce, è inadatto a ospitare la vita

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Chiudi Rappresentazione artistica del pianeta LHS 3844b, privo di atmosfera (fonte: NASA/JPL-Caltech/R. Hurt, IPAC) (ANSA) Rappresentazione artistica del pianeta LHS 3844b, privo di atmosfera (fonte: NASA/JPL-Caltech/R. Hurt, IPAC)

Individuare un pianeta roccioso non vuol dire trovare un sosia della Terra. Ne è la prova il pianeta LHS 3844b, distante circa 49 anni luce e dalla struttura simile a quella terrestre, ma completamente privo di atmosfera. Lo descrive la ricerca pubblicata sulla rivista Nature e coordinata dalla planetologa Laura Kreidberg, dell’Università americana di Harvard e del centro Smithsonian per l’astrofisica.




I ricercatori hanno studiato il pianeta LHS 3844b analizzando oltre cento ore di osservazioni fatte dal telescopio spaziale a infrarossi Spitzer della Nasa, lanciato nel 2003 e che la Nasa potrebbe privatizzare. Il pianeta, uno degli oltre 4.000 esterni al Sistema Solare finora scoperti, soprattutto grazie al telescopio spaziale Kepler , è poco più grande della Terra, con un raggio pari a circa 1,3 volte quello del nostro pianeta.

LHS 3844b orbita intorno alla sua stella, chiamata LHS 3844, a una distanza così ravvicinata da riuscire a completare un’orbita in appena 11 ore. Di conseguenza la sua temperatura superficiale è decisamente superiore a quella presente sulla Terra e più simile a quella di Mercurio, sebbe ne non sia possibile stabilirne il valore preciso.

L’elevata temperatura, unita all’assenza di atmosfera, “spazzata via dal vento della stella madre vicina”, spiegano i planetologi, fa supporre che il pianeta sia “probabilmente inadatto a ospitare la vita”.

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Shock in Usa, boom di bimbi nati non dal donatore scelto, spesso dal medico

Scoperta grazie all'uso dei test del Dna fai-da-te

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Chiudi Inchiesta del New York Times (ANSA) Inchiesta del New York Times

Con l'avvento dei test del Dna fai-da-te negli Usa stanno emergendo decine di casi di persone nate da fecondazione assistita il cui padre biologico non è il donatore di spermatozoi individuato inizialmente, ma spesso è il medico che ha eseguito la procedura. Lo afferma il New York Times, in un'inchiesta relativa a diversi casi di persone nate tra gli anni '70 e '80.

Jody Madeira, racconta il quotidiano, una docente di legge dell'università dell'Indiana, sta seguendo oltre 20 casi in tutti gli Usa e all'estero, compresa l'Olanda, dove uno specialista, Jan Karbaat, ha fatto nascere con i propri spermatozoi almeno 56 bambini. Nell'Ontario lo scorso giugno un medico è stato radiato dall'ordine dopo la scoperta che era diventato padre di 11 bambini all'insaputa delle mamme, che invece avevano scelto il donatore da un catalogo. Il medico si è difeso affermando di aver usato il proprio liquido seminale per calibrare gli strumenti. "Le sue azioni - ha affermato il comitato che ha deciso la radiazione - avranno ripercussioni sui pazienti e le loro famiglie per molte generazioni".

I casi emergono a causa dell'uso sempre più esteso di test genetici 'fai da te', per determinare il rischio di malattie o anche solo per conoscere l'etnia dei propri antenati. In Indiana ad esempio si è scoperto che uno specialista, Donald Cline, è diventato padre di 61 bambini. Dopo la sua condanna lo Stato ha varato una legge specifica, che punisce la pratica. Lo stesso hanno fatto anche la California e il Texas, dove la pratica è ora paragonabile all'aggressione sessuale.    

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Le mostre del week end, de Chirico, Depero e Segantini

A Matera l'invasione di Trash People del tedesco HA Schult

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MATERA - Dalla monumentale installazione ecologista di Ha Schult a Matera all'estro futurista di Depero a Lucca, fino alla metafisica di de Chirico a Torino: ecco alcuni degli appuntamenti con l'arte in programma il prossimo weekend.
    MATERA - Arriva il 25 agosto nelle strade di Matera l'artista tedesco HA Schult con 'Trash People', la sua comunità di 'uomini di spazzatura'. Le sculture antropomorfe, realizzate con vecchie lattine, rifiuti, plastiche e bottiglie, contenitori di detersivi, latte arruginite, pezzi di automobile, di carrozzeria o meccanici, di computer e di qualsiasi altro oggetto prodotto in larga scala dall'industria mondiale, invaderanno fino a ottobre la Capitale della Cultura in una sorprendente installazione, allegra e inquietante al tempo stesso, dal forte messaggio ecologista.
    LUGANO - Partendo dal Trittico della Natura di Giovanni Segantini, esempio eminente di espressione del Sublime che da oltre cent'anni non è più stato esposto al Sud delle Alpi, il Museo d'arte della Svizzera italiana presenta "Sublime. Luce e paesaggio intorno a Giovanni Segantini". La mostra, allestita dal 25 agosto al 10 novembre, è un percorso visivo della pittura di paesaggio, che ha al centro il mondo alpino, da quello romantico di William Turner fino a quello contemporaneo dello svizzero This Brunner.
    MODENA - Ultimo weekend per visitare "Sintesi", l'omaggio che Fondazione Modena Arti Visive rende a Franco Fontana, in programma fino al 25 agosto nelle tre sedi della Palazzina dei Giardini, del MATA - Ex Manifattura Tabacchi e della Sala Grande di Palazzo Santa Margherita. Il percorso racconta oltre 60 anni di carriera dell'artista modenese e il suoi legami con alcuni importanti fotografi del '900.
    LUCCA - Dal Futurismo (dal 1914 fino alla prima metà degli anni Venti) fino all'approdo alla pubblicità: è un grande tributo quello che il Lucca Center of Contemporary Art dedica a Fortunato Depero con una mostra in programma fino al 25 agosto.
    Nel percorso, dal titolo "Fortunato Depero. Dal sogno futurista al segno pubblicitario", viene documentata tutta la carriera di un artista eclettico e visionario, attraverso capolavori futuristi, disegni, collage e grafiche realizzati per campagne pubblicitarie (tra cui quelle per Acqua San Pellegrino, liquore Strega, Campari) oltre ad alcune sue collaborazioni nell'editoria e per la stampa periodica americana.
    TORINO - Chiude il 25 agosto alla GAM di Torino "Giorgio de Chirico. Ritorno al Futuro, Neometafisica e Arte Contemporanea", grande mostra che racconta il dialogo del maestro con le generazioni di artisti italiani e stranieri che, in particolare dagli anni Sessanta in poi, si sono ispirati alla sua opera, da Andy Warhol a Tano Festa, Giosetta Fioroni, Gino Marotta, e poi Guttuso, Paolini, Pistoletto. Il percorso presenta circa 100 opere provenienti da importanti musei, enti, fondazioni e collezioni private.
    GENOVA - La danza affascinante dei pieni e dei vuoti e la maestria nel plasmare la materia caratterizzano "Alla conquista della luce", mostra di Pablo Atchugarry che termina il 25 agosto a Palazzo Ducale. Le opere esposte, in marmo o in bronzo, documentano il percorso stilistico dell'artista che ha conquistato l'astrazione rielaborando l'antica cultura greco-romana e l'estetica barocca. CATANIA - Prosegue fino al 10 novembre nella sala espositiva della Fondazione La Verde La Malfa - Parco dell'Arte la mostra "Paludi" di Giuseppe Agnello. Lo scultore siciliano, da sempre ispirato dalla natura, presenta 15 opere della produzione recente, accomunate dalla materia calcareo-cementizia, che richiama il lungo processo di fossilizzazione.
   

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Trovato morto a New York Andrea Zamperoni, capo chef di Cipriani Dolci

Aveva 33 anni, non si avevano sue notizie da sabato scorso

Terra & Gusto In breve
Chiudi Scomparso a New York Andrea Zamperoni capo chef di Cipriani Dolci (ANSA) Scomparso a New York Andrea Zamperoni capo chef di Cipriani Dolci

Andrea Zamperoni, lo chef italiano di Cipriani Dolci, è stato trovato morto. Lo riporta la Nbc citando un comunicato della stessa azienda di ristorazione. 

Zamperoni
 era  scomparso da sabato scorso. Aveva 33 anni e viveva nel Queens. Era stato visto per l'ultima volta dai suoi compagni di appartamento sabato notte, ha detto al New York Post il manager del ristorante, Fernando Dallorso. I suoi amici avevano avvertito la polizia lunedì, quando Zamperoni non si era presentato al lavoro. 

"Siamo addolorati di essere venuti a sapere che Andrea Zamperoni, amato membro del team Cipriani per molti anni, è stato trovato morto" afferma Cipriani Dolci in una nota. "Abbiamo fiducia nel fatto che la polizia di New York farà tutto il possibile per indagare e fare chiarezza su questa tragica situazione".

Sul corpo di Andrea Zamperoni sarà eseguita un'autopsia per determinare la cause della morte, che appare sospetta. Lo affermano alcune fonti della polizia di New York ai media americani.

"Non avrei mai pensato che una cosa del genere potesse capitare proprio alla nostra famiglia": è questo che continua a ripetere la mamma di Andrea Zamperoni. Tutti nella cittadina lodigiana parlano di una famiglia molto unita, in cui i due fratelli gemelli, Andrea e Stefano, hanno deciso di intraprendere la stessa professione andando all'estero ma tornando spessissimo a far compagnia per qualche giorno al padre, alla madre e all' anziana nonna.

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Al via le vendite in Gb della sesta generazione di Mitsubishi L200

Per il pick-up giapponese lo scudo Dynamic shield, 4WD e Diesel 2.2

Motori Prove e Novità
Chiudi Al via vendite in UK sesta generazione di Mitsubishi L200 (ANSA) Al via vendite in UK sesta generazione di Mitsubishi L200

Mitsubishi Motors ha iniziato dalla Gran Bretagna le vendite europee del nuovo pick-up L200.

Caratterizzato da un frontale in cui spicca lo scudo 'Dynamic shield', comune alle ultime proposte della gamma del Costruttore jap, la sesta generazione del cassonato della Casa dei Tre diamanti spicca l'abitacolo e la dotazione di sistemi di sicurezza e di ausilio alla guida da Suv.

Al lancio, viene proposto con trazione integrale 4WD, cambio manuale o automatico a 6 rapporti e motore turbodiesel di 2,2 litri da 150 Cv. Si tratta di un'unità a gasolio di 2.268 cc, in regola con le normative Euro 6d sull'inquinamento, grazie anche all'uso di una gabbia anti particolato DPF e di un filtro SCR per gli ossidi di azoto, funzionante con additivo AdBlue. Dotato di quattro valvole per cilindro, turbocompressore a geometria variabile, eroga il picco di potenza a 3.500 giri ed è accreditato di una coppia massima di 400 Nm, disponibile già a 2.000 giri.

Rispetto al modello che sostituisce, il nuovo L200 promette una migliore guidabilità su strada, per uno chassis più rigido e sospensioni con nuovi ammortizzatori e molle. Questo, senza rinunce in fatto di capacità di carico che arriva a 1.080 kg.

Con oltre 4,7 milioni di esemplari venduti dal 1978 a oggi, il Mitsubishi L200 è uno dei punti di riferimento nel sempre più affollato segmento dei pick-up di taglia europea. L'ultima evoluzione viene proposta in UK in due configurazioni di carrozzeria (cabina allungata e doppia) e una scelta tra quattro allestimenti (4Life, Challenger, Barbarian e Barbarian X). A livello estetico si riconosce oltre che per il frontale completamente ridisegnato, con il cofano più alto di 40 mm, anche per i proiettori a LED, per gli archi passaruota squadrati e i cerchi da 18". Più convenzionale è ora il look posteriore, con fanaleria dal taglio regolare. L'abitacolo, curato nei dettagli, propone poltrone 'automobilistiche', volante riscaldabile, strumentazione con pannello a cristalli liquidi a colori e più spazi portaoggetti.

La trasmissione 4WD è stata evoluta con l'adozione della nuova modalità di gestione 'Off Road' per la marcia in fuoristrada. Disponibile di serie c'è il sistema Hill Descent Control che permette la marcia in discesa a velocità automaticamente controllata. La frenata promette di essere più efficace, grazie a un impianto potenziato e la sicurezza di guida si avvale dell'offerta di numerosi dispositivi elettronici, tra cui si segnalano gli avvisi di presenza di veicoli nell'angolo cieco al guidatore (Blind Spot Warning) e di superamento della corsia (Lane Departure Warning), la frenata automatica (Forward Collision Mitigation) e il controllo di stabilità del carrello (Trailer Stability Assist).

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Svelato come comunicano in gravidanza cellule mamma e feto

Meccanismo utile per testare nuovi farmaci

Salute & Benessere Medicina
Chiudi Studio pubblicato sull'American Journal of Obstetrics and Gynecology (ANSA) Studio pubblicato sull'American Journal of Obstetrics and Gynecology

 È misterioso e affascinante il modo in cui, durante la gravidanza, le cellule della mamma e quelle del feto comunicano. A svelare alcuni dei segreti di questa forma di 'scambio' continuo è un nuovo studio guidato dalla University of Texas Medical Branch a Galveston, pubblicato sull'American Journal of Obstetrics and Gynecology. "Durante la gravidanza - spiega Ramkumar Menon, autore senior dello studio - vi è una comunicazione costante tra cellule materne e fetali utilizzando 'sacche' piene di sostanze chimiche chiamate esosomi. Le nostre ricerche precedenti hanno dimostrato che gli esosomi fetali segnalano al corpo della madre che gli organi sono completamente maturati, il che innesca il travaglio e il processo che porta al parto. Abbiamo cercato di saperne di più sulla portata e le capacità di questo sistema di comunicazione al fine di sviluppare nuovi modi per monitorare e supportare il feto durante la gravidanza". Per testare la funzione dell'esosoma, sono stati utilizzati topi geneticamente modificati per far sì che determinate proteine esosomiche si illuminassero di un rosso e verde fluorescente quando i campioni di sangue e tessuto venivano visualizzati al microscopio per distinguere tra quelli del feto e della mamma. Dall'analisi è emerso che isolare e rintracciare gli esosomi fetali che viaggiano verso la parte materna è un utile indicatore della salute e dello sviluppo del feto che può essere misurato in campioni di sangue materno. Allo stesso modo, il 'viaggio' di esosomi dal lato materno al feto produce cambiamenti funzionali.
    "Abbiamo appena ricevuto un contratto triennale da 1,5 milioni di dollari- evidenzia Menon - per testare un nuovo approccio nel trattamento delle nascita pretermine. Verificheremo l'utilità di farmaci racchiusi in esosomi che possono potenzialmente attraversare la barriera della placenta, raggiungere il feto e prevenire l'infiammazione fetale, una delle principali cause della nascita pretermine per la quale non esiste attualmente alcun trattamento farmacologico". (ANSA).
   

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FCA lancia negli States Dodge Charger SRT limited da 717 Cv

Serie speciale Daytona 50th Anniversary di 501 esemplari

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Chiudi FCA lancia negli States Dodge Charger SRT limited da 717 Cv (ANSA) FCA lancia negli States Dodge Charger SRT limited da 717 Cv

Motore V8 di 6,2 litri da 717 Cv, carreggiate allargate, freni ad alte prestazioni firmati Brembo, colorazione speciale, badge numerato, personalizzazioni specifiche esterne e interne fanno della Dodge Charger SRT Hellcat Widebody Daytona 50th Anniversary Edition una instant classic di forte appeal per i collezionisti. Presentata da FCA a Pontiac, nel Michigan, in occasione dell'annuale Woodward Dream Cruise, questa serie limitata di 501 esemplari della 'muscle car' yankee è la Charger più potente di sempre: monta un motore Hemi con 10 Cv in più rispetto alla versione più sportiva della nuova gamma 2020, ed è in grado erogare una poderosa coppia di 880 Nm.

L'ultima nata nasce come serie celebrativa della Charger Daytona del 1969, vettura poco nota al grande pubblico, realizzata in 501 pezzi per permettere l'omologazione della macchina per correre nella Nascar. L'attuale propone cerchi da 20 pollici con sette doppie razze che calzano dei Pirelli 305/35 ZR20, una grafica posteriore che ricorda l'alettone dello storico modello, badge Daytona con richiami ripresi internamente. L'abitacolo è caratterizzato anche da soluzioni particolarmente sportive, dettagli in fibra di carbonio e da una selleria in Alcantara e nappa, con cuciture a contrasto nella stessa tinta utilizzata per la carrozzeria. Ordinabile dal prossimo autunno, la Daytona 50th Anniversary Edition sarà in consegna a partire dall'inizio del 2020, in concomitanza con la disponibilità nei saloni nordamericani del nuovo model year della Charger.

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Skoda Kamiq, pronto lancio inedito suv su misura per città

Lungo 4 metri e 24, maneggevole, spaziosa e sempre connessa

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Chiudi Skoda Kamiq, pronto lancio inedito suv su misura per città (ANSA) Skoda Kamiq, pronto lancio inedito suv su misura per città

Arriva Kamiq, il modello compatto che completa in basso la famiglia dei suv Skoda portando sul mercato, in una fascia commercialmente molto 'vivace' - un design emozionale, uno spazio interno generoso (a fronte di una lunghezza di 4,241 metri) e soluzioni, comprese quelle proprie della filosofia Simply Clever, che vanno a soddisfare le esigenze di una utenza composta da persone attive e orientate allo stile di vita Il terzo suv di Skoda presenta i tipici i vantaggi di questa tipologia - come la maggiore altezza da terra e la posizione rialzata del sedile - assieme all'agilità di un'auto dalle dimensioni contenute e quindi adatta anche alla guida (e al parcheggio) in città.

''Con il lancio di Skoda Kamiq - ha detto Bernhard Maier, CEO di Skoda - stiamo costantemente spingendo avanti con la nostra strategia suv e stiamo completando perfettamente la nostra offerta sul mercato europeo''.

La somiglianza con la famiglia dei suv Skoda è ben visibile, ma alcune altre caratteristiche distinguono Kamiq: è il caso del cofano scolpito con precisione e soprattutto dei fari a Led divisi con luci di marcia diurna sopra (nella versione full Led ci sono anche gli indicatori dinamici anteriori e posteriori).

Come tutti i nuovi modelli del produttore, il portellone posteriore reca con il lettering Skoda in stampatello anziché il tradizionale logo della Freccia Alata. Fedele alla tradizione Skoda che vuole, per i nomi dei suv, una K all'inizio e una Q alla fine, Kamiq è un termine che deriva dalla lingua degli Inuit (la popolazione che vive nel nord del Canada e in Groenlandia) e che significa qualcosa che si adatta perfettamente ad ogni situazione, come una seconda pelle. Per competere nel dinamico e crescente segmento dei suv urbani, adattandosi perfettamente ad ogni situazione, Kamiq propone sistemi di assistenza all'avanguardia e grande spazio per persone e bagagli, tutto ciò che serve - ha detto Maider - ''per conquistare un gran numero di nuovi clienti''.

All'interno Kamiq stupisce per la spaziosità nella parte posteriore, che solitamente è trascurata in questa categoria di suv. La testa del passeggeri ha 1.003 mm a disposizione in verticale, la larghezza in corrispondenza dei gomiti è pari a 1.425 mm e lo spazio libero davanti alle ginocchia tocca i 73 mm, tutti valori record nel segmento. Il bagagliaio ha una capacità di 400 litri, che può essere aumentata a 1.395 ripiegando il sedile posteriore diviso asimmetricamente (60:40). Come opzione è previsto il sedile passeggero anteriore con schienale pieghevole così da consentire il trasporto di oggetti particolarmente lunghi, fino a 2.447 mm Disponibile esclusivamente con trazione anteriore, Kamiq è caratterizzato da un'elevata altezza da terra, da dettagli robusti e dalle grandi ruote che arrivano fino a 18 pollici di diametro. Internamente spiccano i moderni elementi del sistema di infotainment, che provengono dalla terza generazione della matrice modulare del Gruppo Volkswagen. I display da 6,5 a 9,2 pollici possono essere dotati del sistema audio Skoda con dieci altoparlanti come optional. Kamiq è sempre online grazie a una eSIM LTE integrata e ciò consente di ottimizzare la navigazione in modo preciso e costante. Il Digital Assistant Skoda è a disposizione per rispondere ai comandi vocali. L'eSIM abilita non solo la funzione eCall, ma fornisce anche l'accesso ai servizi online mobili Skoda Connect, che includono Care Connect, accesso remoto al veicolo e servizio proattivo, nonché l'Infotainment online.

La tecnologia SmartLink consente il collegamento di dispositivi tramite Apple CarPlay, Android Auto o MirrorLink.

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Il robot cosmonauta in viaggio verso la Stazione Spaziale

Si chiama Fyodor e aiuterà gli astronauti negli esperimenti

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Chiudi Il cosmonauta robot Fyodor al posto di comando all’interno della navetta russa Soyuz. (fonte: NASA TV/Roscosmos) (ANSA) Il cosmonauta robot Fyodor al posto di comando all’interno della navetta russa Soyuz. (fonte: NASA TV/Roscosmos)

Dopo il sistema di intelligenza artificiale Cimon, un altro robot è in viaggio verso la Stazione Spaziale (Iss). Seduto al posto di comando a bordo della navetta russa Soyuz MS-14 priva di equipaggio, lanciata all’alba da Baikonur (Kazakhstan), c’è il robot cosmonauta Fyodor, nome in codice Skybot F-850. Aiuterà l’equipaggio, di cui fa parte anche l’astronauta italiano dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), Luca Parmitano, nella vita di bordo.


L’astronauta robot in futuro potrà aiutare i colleghi anche nelle passeggiate spaziali. (fonte: Roscosmos)



Alto poco meno di due metri e pesante 160 chilogrammi, il robot cosmonauta Fyodor è, infatti, in grado di compiere 46 movimenti diversi, come stringere bulloni, e di dialogare con l’equipaggio. L’agenzia spaziale russa Roscosmos ha creato anche un apposito account Twitter, per raccontare l’avventura spaziale dell’astronauta umanoide. “Fyodor svolgerà alcuni esperimenti preparati da ingegneri russi e diversi test”, spiega la Roscosmos. Il robot umanoide resterà sulla Iss solo 13 giorni, per poi fare ritorno sulla Terra a bordo della stessa capsula Soyuz.

Se i test daranno risultati positivi, in futuro la Roscosmos potrebbe “lanciare nuovi robot per aiutare gli astronauti anche nelle passeggiate spaziali”, conclude l’agenzia spaziale russa. Oltre al robot umanoide, la navetta Soyuz ha a bordo anche un telescopio italiano costruito per studiare sulla Terra i raggi ultravioletti di origine cosmica, grazie alla sua capacità di catturare 400.000 immagini al secondo. Nato da una cooperazione tra l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e quella russa Roscosmos, si chiama Mini-EUSO ed è stato sviluppato nell’ambito di una collaborazione internazionale guidata dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e dall’Istituto di ricerca giapponese Riken.

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Tornerà alla luce il porto di Selinunte

Base strategica del Mediterraneo. Al via nuova campagna di scavi

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PALERMO - Al via una nuova campagna di scavi a Selinunte, all'interno del più grande Parco archeologico d'Europa, per portare alla luce i resti dell'antico porto orientale della città greca che nel suo momento di massimo splendore arrivò ad avere fino a 100 mila abitanti. Una polis così grande da essere autonoma, organizzata e in una posizione strategica nel Mediterraneo. La missione, curata dall'Istituto Archeologico Germanico di Roma, dall'Università di Bonn e da quella di di Bochum in stretta collaborazione con il Parco Archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, è diretta dal professor Jon Albers ed ha lo scopo di indagare l'estensione dell'antico bacino portuale nella valle del Gorgo Cotone, tra la collina di Manuzza e la collina orientale. L'obiettivo principale è quello di individuare i limiti perimetrali dell'antico porto, datarne le strutture e definire la relazione tra lo scalo e l'impianto urbanistico.
    L'iniziativa sarà presentata domani, venerdì 23 agosto, alle ore 18, e segna una nuova tappa del progetto "I Cantieri della conoscenza" voluto dal neo direttore del Parco Archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, l'architetto Bernardo Agrò. Una formula, quella dei "cantieri aperti" che ha l'obiettivo di coinvolgere i visitatori nelle campagne in corso favorendo così una "archeologia partecipata". "Le attività di ricerca del Parco - sottolinea Agrò - sono portate alla conoscenza attraverso la realizzazione di allestimenti museali a cantiere aperto, che costituiscono un valore aggiunto nella offerta culturale per i visitatori con rinnovati e sempre inediti percorsi. L'iniziativa che presentiamo è stata realizzata grazie anche al contributo di alcune associazioni come La Rotta dei Fenici - Itinerario Culturale del Consiglio d'Europa - e il Gruppo Archeologico Selinunte. L'idea inoltre costituisce un modo nuovo anche per raggiungere i newcomers, cioè le persone che nei nostri siti museali non sono mai entrate ponendo come altro importante obiettivo far tornare loro e gli altri, facendo diventare il Parco come una realtà presente nella vita delle persone".
    Per tornare alla città di Selinunte, costruita in riva al mare tra due fiumi, indagini geofisiche preliminari hanno evidenziato le tracce di una strada già parzialmente scavata dall'archeologo Dieter Mertens e indizi dell'esistenza di grandi strutture rettangolari che, per dimensioni e posizione, potrebbero essere riconducibili al porto. Gli scavi archeologici ancora in corso, supportati dalle prospezioni geologiche, hanno consentito l'identificazione di un ulteriore tratto della massiccia strada che conduce alla piccola porta est e dei resti di un grande edificio più a sud. Le indagini geologiche hanno inoltre rilevato la presenza, di materiale marittimo a una profondità di 4,60 metri. "Ci auguriamo adesso - conclude Agrò - che il prosieguo delle indagini possa contribuire ulteriormente alla conoscenza di una delle più importanti colonie greche d'Occidente disegnando una nuova museografia con rinnovati percorsi all'interno del Parco".
   

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Appello dell'Oms, servono dati sulla microplastica nell'acqua da bere

Urgenti per stimare rischi su salute

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Presenti ovunque, anche nell'acqua del rubinetto, in quella acquistata in bottiglia e in quella di sorgente, le microplastiche sono ancora poco studiate e abbiamo "urgente bisogno di sapere di più sul loro impatto sulla salute". A lanciare l'appello è l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che ha pubblicato il rapporto "Microplastics in Drinking Water", in cui chiede un'ulteriore valutazione della presenza di queste sostanze nelle acque che beviamo e delle loro conseguenze sul nostro organismo.

I potenziali pericoli associati alle microplastiche presenti nell'acqua potabile, osserva l'Oms, sono di tipo fisico (collegato al loro accumulo) e chimico (collegato alla loro tossicità), ma vi è anche la possibilità che possano essere veicolo per l'ingestione di microbi patogeni. Dall'esame della letteratura scientifica disponibile, sono stati identificati solo nove studi che hanno misurato le microplastiche nell'acqua potabile e, nei singoli campioni, sono stati riportate da 0 a 10.000 particelle/L. "In base alle informazioni limitate che abbiamo - afferma Maria Neira, direttore del Dipartimento di sanità pubblica e ambiente presso l'Oms - le microplastiche nell'acqua potabile non sembrano rappresentare un rischio per la salute ai livelli attuali. Ma abbiamo urgentemente bisogno di saperne di più". I dati oggi disponibili, secondo il rapporto, sono infatti "estremamente limitati", "con pochi studi completamente affidabili", spesso realizzati utilizzando "metodi e strumenti diversi per campionare e analizzare particelle di plastica". E' necessario quindi, chiedono gli esperti dell'Oms, sviluppare "metodi standard per misurare la presenza e per studiarne le fonti, così come per valutarne le conseguenze sull'organismo.

Le microplastiche provengono dalla degradazione di oggetti e tessuti sintetici che entrano nel ciclo dell'acqua potabile, ad esempio attraverso le acque reflue o scarichi industriali, ma "anche le stesse bottiglie di plastica e i tappi possono esserne fonte". Comprendono una vasta gamma di materiali, con diverse composizioni chimiche (come polietilentereftalato e polipropilene), diverse forme (fibre o frammenti) e diverse dimensioni (da 5mm a meno di 1 micrometro). Si ritiene che le microplastiche superiori a 150 micrometri vengano espulse dall'organismo con la digestione e "che anche l'assorbimento di particelle più piccole sia limitato". Tuttavia, "l'assorbimento di nanoparticelle, può essere più elevato", perché attraverso il sistema linfatico e il sangue possono raggiungere organi, come fegato e reni. I sistemi di trattamento delle acque reflue e potabili sono efficaci anche nella rimozione del 90% delle microplastiche ma una parte significativa della popolazione mondiale "attualmente non ne beneficia". Oltre a favorirne quanto più possibile l'utilizzo, conclude l'Oms, è urgente "fermare l'aumento dell'inquinamento da plastica in tutto il mondo", diminuendone l'uso e migliorandone il riciclo. 

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Trump attacca case auto, critica accordo con California

Nel mirino tycoon Ford e Gm, è scontro su standard emissioni

Motori Industria
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L'industria dell'auto finisce nel mirino di Donald Trump. Il presidente americano attacca i "manager deboli" di Ford e General Motors, accusati di piegarsi alla California invece che schierarsi con la Casa Bianca sui target per le emissioni. Target in via di definizione ma che segneranno un deciso allentamento delle norme dell'era Obama, inizialmente criticate dall'industria delle quattro ruote perché troppo stringenti. Per andare incontro all'esigenza dei big dell'auto Trump ha da subito iniziato a lavorare a norme più rilassate. Il passo indietro rispetto a Obama sarebbe però talmente forte da preoccupare i vertici della case automobilistiche, che temono un possibile scontro con la California, uno dei maggiori mercati automobilistici americani. Per evitare di restare vittima dello scontro, Ford insieme a Bmw North America, Volkswagen America e Honda ha siglato nelle scorse settimane un accordo con la California per la produzione di auto meno inquinanti.

I requisiti stabiliti sono meno rigidi quelli dell'era Obama ma decisamente più stringenti di quelli per i quali spinge Trump. L'intesa al presidente americano non è andata giù, e ha aperto la strada a una serie di tweet infuocati di accuse per convincere le case che non hanno finora aderito a restare alla larga dall'accordo con la California. Trump - secondo indiscrezioni - ha convocato alla Casa Bianca il mese scorso Toyota, Fca e Gm per fare pressione. Ma il pressing sarebbe stato accolto con freddezza, con le case automobilistiche scettiche sui nuovi limiti spinti da Trump e soprattutto preoccupate dalla possibilità di due standard sulle emissioni negli Stati Uniti. Timori e preoccupazioni infondati secondo Trump, che ha dato degli "sciocchi" ai manager dei costruttori per la loro freddezza su una proposta che "ridurrebbe i prezzi delle auto per i consumatori di 3.000 dollari, oltre a rendere le vetture più sicure. L'impatto sull'ambiente sarebbe limitato".

Trump se la prende soprattutto con Ford e Gm. "I leggendari Henry Ford e Alfred Sloane si stanno rigirando nella tomba di fronte alla debolezza dei manager delle loro società che vogliono spendere di più su auto non sicure" attacca il tycoon mettendo in evidenza come la scelta inoculata punta solo a evitare di combattere con la California. Ford e Gm non stanno comunque a guardare e replicano agli attacchi. "Sosteniamo una soluzione unica per tutti e 50 gli stati e l'accorso con la California di offre stabilità delle regole, riducendo allo stesso tempo le emissioni piuttosto che adattarsi a due diversi standard" dice Ford. Dello stesso tenore la replica di Gm: "lavoriamo con tutti per una soluzione che riguardi tutti e 50 gli stati". I costruttori stranieri mantengono un atteggiamento più cauto nel timore che una loro presa di posizione possa scatenare l'ira di Trump e l'imposizione di dazi.

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