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Tibor Fischer, l'ironia di Come governare il mondo

Scrittore, Covid agita consensi politici

TIBOR FISCHER, COME GOVERNARE IL MONDO (MARCOS Y MARCOS, PP 312, EURO 18,00). L'ironia vince su tutto. Sembra proprio dirci questo Tibor Fischer, scrittore culto britannico di origini ungheresi, conosciuto per il suo black humor, nell'ultimo romanzo uscito in Italia, 'Come governare il mondo', pubblicato da Marcos y Marcos.
    Già il titolo del libro che vede protagonista uno sfortunato film-maker, Baxter Stone, al quale affidano solo documentari impossibili, ma alla fine riesce a cavarsela sempre, potrebbe trarre in inganno.
    "'Come governare il mondo' è una delle domande più importanti da sempre, su cui si interroga la filosofia. Ci si è sempre chiesti qual è il modo migliore di progredire, di evolversi, di andare avanti. L'idea è cercare di fare questo. Ma c'è anche qui dell'ironia: magari qualcuno compra il libro pensando di scoprire davvero come governare il mondo e ci rimarrebbe male.
    Non è di questo che si parla" dice all'ANSA Fischer, che ha sempre vissuto tra Londra e Budapest, ora è più stabile nella capitale dell'Ungheria dove insegna letteratura e scrittura creativa, ed è venuto in Italia per l'ultima edizione della fiera 'Più libri più liberi'.
    "Sono un autore di libri comici. Non riesco a non mettere dello humor all'interno dei mie romanzi. La mia parte ungherese è più legata al black humor, dove si scherza su cose su cui non si dovrebbe scherzare. E poi c'è la parte inglese che ha un humor molto veloce, molto witty. L'humor è molto importante nella vita perché per tutti è difficile cavarsela ed è importante ridere e saper scherzare. L'Accademia crede che l'ironia debba essere collocata più in basso rispetto alla grande letteratura, ma in realtà quelli che per me, e non solo, sono i più grandi autori: Moliere, Aristofane, Cervantes, sono stati e sono tutt'ora molto divertenti" spiega l'autore di libri come 'Sotto il culo della rana', con cui è arrivato in finale al Booker Prize, de 'La Gang del pensiero' e de 'Il collezionista'.
    Ambientato nei bassifondi del docu-film, ''Come governare il mondo' che vede Baxter compiere un viaggio tragicomico, in compagnia di un cameramen vegano, Semtex, che nei ristoranti aggredisce i camerieri e falsifica i menù togliendo i piatti di carne, ci racconta in fondo come le cose possano cambiare molto velocemente.
    "Negli anni Ottanta ho lavorato in tv, nel mondo dei documentari. Era un lavoro ben pagato, non diventavi ricchissimo però avevi tutte le garanzie e coperture. Nel giro di pochi anni è tutto cambiato. I lavoratori sono principalmente free lance.
    Non si può più dare quello che si dava un tempo. Se hai un iPhone puoi fare un documentario, puoi essere un regista, e alcuni lo fanno anche molto bene. Prima c'era una squadra intera di persone, cameraman, regista, direttore della fotografia. Tutte quelle figure si sono perse. La tecnologia ha i suoi pro e i suoi contro. Con Internet puoi lavorare molto meglio con tutti nel mondo, ma è più difficile guadagnare per chi lavora. Adesso, a 60 anni, ho capito quanto le cose possano cambiare in fretta e anche in modo radicale" dice Fischer. Baxter per salvarsi naviga nel disastro, schiva un'autobomba a Baghdad, riesce a filarsela in taxi da un sequestro di jihadisti in Siria. L'inferno per lui è piuttosto la festa a Londra di un produttore cinematografico. Ad aiutarlo a superare i suoi ripetuti fallimenti è il cinismo. Sogna una vita tranquilla e invece si tuffa in ogni avventura. Certo, con lui non ti annoi mai.
    "Difronte alla storia con la S maiuscola non hai potere e quindi l'unica cosa che possiamo fare nel mondo che cambia molto in fretta è una risata" racconta.
    In tutti i libri che ha scritto c'è sempre una sorta di fil rouge che lega tutto. Però i personaggi sono diversi. Ne 'La Gang del pensiero' il protagonista, Eddie Coffin, è un filosofo allo sbando, per niente organizzato, amico di un rapinatore. In 'Come governare il mondo' Baxter Stone "per quanto sia sfortunato è comunque una persona che viaggia, che va in giro, è molto più pratica" dice lo scrittore.
    L'ironia può aiutare a superare anche la paura che viviamo nei giorni della pandemia? "Spero finisca tutto molto presto. Il problema principale ora è che i governi sono molto impauriti dal fatto che se muore anche una sola persona le conseguenze potrebbero essere gravi dal punto di vista elettorale. L'opposizione potrebbe aver da ridire sul fatto che si poteva fare di più. Non è più una cosa per salvare le vite, ma politica. Anche prima del Covid era impensabile avere 90 anni di salute perfetta. Adesso è tutto molto ingigantito. Speriamo che Omicron sia l'ultima variante, l'ultimo panico generale che si scatena" dice Fischer. (ANSA).
   

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