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Anna Frank, l'amica Kitty e quel Diario per i ragazzi di oggi

In sala dal 29 settembre il film d'animazione di Ari Folman

Una volta si diceva cartone animato e si pensava subito a un film solo per bambini; poi si è cominciato a parlare di graphic novel e tutto è cambiato, sintonizzando il mondo degli adulti su temi e storie che hanno a che fare più con la realtà che con la favola. E poi arrivò l'israeliano Ari Folman con il bellissimo e premiato Valzer con Bashir. Ora arriva in sala, dal 29 settembre con Lucky Red, il suo nuovo lavoro ANNA FRANK E IL DIARIO SEGRETO, frutto di otto anni di lavoro, presentato fuori concorso e accolto con 10 minuti di ovazione al Festival di Cannes, applaudito dai ragazzi di Alice nella Città a Roma.
    La prima sorpresa, mentre sullo schermo scorrono le immagini, pulite e levigate da un tratto lieve proprio come in un'antica favola, viene dalla scelta di spostare l'obiettivo sull'amica del cuore, l'immaginaria Kitty a cui Anna Frank indirizzava le lettere raccolte nel celebre diario scritto durante l'occupazione nazista dell'Olanda. Nel film Kitty si ritrova trasportata nel tempo all'Amsterdam di oggi, proprio nella casa abitata oltre 70 anni fa dalla sua coetanea. Se Kitty è viva e vegeta - pensa lei stessa - la stessa sorte deve essere toccata ad Anna, nonostante le paure, la caccia nazista agli ebrei, i bombardamenti e la guerra ancora non decisa. Così Kitty esce di casa, incontra un ragazzo, Peter, che si batte per portare in salvo irregolari, immigrati, perseguitati, e con lui va alla ricerca dell'amica più cara. A guidarla e' il prezioso diario che il papà di Anna, Otto, le aveva regalato e che ora è fitto di ricordi, speranze, storie quotidiane. Ma ciò che Kitty trova fuori dalle mura della vecchia casa non è il sogno di pace e libertà che ha diviso con l'amica: brutalità, polizia, indifferenza, paura del diverso stanno ancora lì e salvare anche un solo perseguitato sembra un'impresa. Il giovane Peter (lo stesso nome dell'unico ragazzo che Anna ha amato) sa cosa deve fare, Kitty scopre che oggi la sua amica vive ovunque e da nessuna parte perché dove un solo individuo è in pericolo, lì c'è anche lei.
    A raccontarlo così Anna Frank e il Diario Segreto può sembrare tante cose: un racconto fin troppo semplice, una metafora dei nostri tempi bui, un grido d'allarme sulla recente politica del suo paese. Ma la risposta del regista, che già aveva realizzato la graphic novel su carta avendo accesso agli archivi privati della fondazione creata da Otto Frank è (all'apparenza) molto più semplice: "Creare un film per famiglie che aggiorni e perpetui il ricordo di qualcosa che non dovrebbe accadere mai più". Proiettato però tra i fantasmi del presente e costruito per guardare il presente attraverso il passato, il film sembra invece un coerente sviluppo di una poetica che non si allontana dal folgorante esordio di "Valzer con Bashir". Da allora Folman è diventato una vera star nel cinema israeliano, ha costruito serie di successo come "In Treatment", è tornato a Cannes con "Il congresso", ma qui sfida un mito per costruirne un altro, aggiornato. C'è il desiderio di costruire un racconto adatto a tutte le età (ma specie ai giovanissimi) affiancato dalla disegnatrice Lena Guberman e dall'animazione di Andy Gent (l'animatore di pupazzi preferito da Tim Burton e Wes Anderson).
    Niente può scalfire la potenza delle pagine scritte da Anna Frank e oggi rilette per noi dalla sua amica immaginaria Kitty.
    Sicché quando i bambini di ieri vedono nel cielo i bombardieri alleati e vogliono credere siano angeli in terra, è impossibile rimanere indifferenti; proprio come accade a Kitty quando vede portar via un ragazzino immigrato e capisce che Anna, in quel momento, è ritornata per stare al fianco di un bambino smarrito, un bambino a cui ridare l'innocenza. (ANSA).
   

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