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Zuzu, vi racconto la catarsi di 'Giorni felici'

A Più Libri con graphic novel diventato anche canzone di Poi

 ZUZU, GIORNI FELICI (COCONINO PRESS-FANDANGO, PP 458, EURO 25). E' una creatura umana e bestiale, dolce e selvaggia, con la coda, gli artigli, le zanne e le ali d'angelo, Claudia, la ragazza fragile e smarrita, che vede il suo corpo trasformarsi continuamente della quale ci racconta la storia nel suo nuovo graphic novel, 'Giorni felici' Zuzu. Nome d'arte di Giulia Spagnuolo che il padre chiamava così da bambina, giovane talento del fumetto italiano, apprezzata da Gipi, suo grande primo punto di riferimento, Zuzu, 25 anni, di Salerno, a due anni dal fortunato Cheese, nelle 450 pagine di 'Giorni Felici', pubblicato da Coconino Press-Fandango, mette in scena un dialogo su cos'è l'amore, mai interrotto tra passato e presente. Da quando la giovane Claudia, aspirante attrice, stava con Giorgio, bassista in una cover band dei Radiohead alla relazione con Piero che la ama per quello che è. Ma in realtà il doloroso percorso che compie Claudia è un percorso di liberazione.
    "Volevo raccontare il liberarsi da se stessi e poi da ciò che ti fa male. Un processo catartico dove l'amore è forse l'unica cosa che non può far male mai. Lei scappa da tutto ma non da quello" dice all'ANSA Zuzu che sarà tra i protagonisti, in due attesi appuntamenti, il 7 dicembre con Luca Valtorta e l'8 dicembre con Giorgio Poi, di 'Più libri più liberi', dedicato nell'edizione 2021, dal 4 all'8 dicembre, proprio al tema della Libertà.
    "Giorgio Poi ha fatto una canzone molto bella ispirata al libro, il singolo 'Giorni felici'. E' un esperimento più unico che raro. Di solito accade il contrario nel mondo del fumetto" racconta Zuzu. E c'è un libro che ti ha liberata? "L'ombra dello scorpione' di Stephen King che sto leggendo in questo momento. Non ha nulla a che vedere con 'Giorni felici' però è un libro molto catartico".
    Nel suo percorso Claudia si libera "dalla paura di non essere giusta. Lei è convinta che la sua natura istintiva sia sbagliata. Ci mette un libro intero a liberarsi. All'inizio passa da sembianze umane a feline, mutazioni che sono più un adattamento agli altri. Poi non le avrà più, resta bestia".
    Nel prologo la troviamo, in una scena spiazzante, camminare tra le rocce mentre le scende tra le gambe il sangue delle mestruazioni. "E' stata la prima volta che ho disegnato Claudia, che le ho dato vita su carta e avevo la frenesia di vedere chi era. Ho disegnato questa scena dove lei si presenta nella sua istintività, nel suo essere naturale. E' se stessa. Mi piace la sua fragilità, la concepisco come un potere che permette di vedere e accettare di più" spiega Zuzu.
    E alla fine saranno le pietre a raccontarci cos'è l'amore. Ma perchè le pietre? "Perchè le pietre sono del mondo non artificiale la cosa più inanimata. Claudia ha il potere di vedere la vita dove gli altri non la vedono e quindi le fa parlare. Imprime vita in tutto, anche negli oggetti inanimati". 'Giorni felici' fa riferimento a Samuel Beckett? "Si, ho letto il monologo di Beckett prima di scrivere il fumetto e sapevo che Claudia voleva fare l'attrice.
    E' stata una folgorazione perchè è come se Winnie, la protagonista, fosse un po' la versione di Claudia adulta. E' come se leggendo quel monologo avessi scoperto Claudia. Allo stesso tempo sono due personaggi molto diversi. Winnie è una donna adulta, bloccata nella sabbia fino a metà busto, immobile.
    Invece Claudia è una ragazza che ha tutta la vita davanti, può fare molte scelte, però ci mette molto a capirlo e in questo è simile a Winnie. Anche se non ha la sabbia fino a metà busto si sente bloccata, tirata verso l'alto e trattenuta verso il basso". Nel graphic novel Claudia fa fatica a chiudere con il passato, l'amore che provava per Giorgio non si estingue. C'è qualcosa di autobiografico? "Anche la mia esperienza di vita è simile, tendo a non dimenticare nessuno. Anche quando qualcosa non va più l'amore non può mai finire del tutto, qualcosa rimane. Uno dei miei film preferiti è 'La notte' di Antonioni che racconta proprio questo" dice Zuzu che pagina dopo pagina ci porta verso la gioia.
    Il modo in cui è disegnato il libro è delicato, colorato, "è diverso dalla storia. Mi piaceva creare un contrasto perchè lo sguardo di Claudia è quello di una persona viva, curiosa. Volevo che l'estetica del libro fosse accogliente anche se la storia non lo è completamente". Esplicite le scene di sesso e questo "fa parte - dice Zuzu - del mio modo di raccontare. Faccio fatica a essere discreta, anche nella vita sono una persona poco riservata". Il primo fumetto che Zuzu ha letto era di Gipi. "E' stato un imprinting. E' il fumettista più talentuoso e potente che abbiamo. La sua unicità non è replicabile, ma mi ha dato la forza di riconoscere la mia unicità e questo è stato il suo ruolo. Mi costringe a farmi tante domande, cosa voglio raccontare, perchè, ad avere una intenzione ben solida prima di raccontare una storia. Questo libro lo ha letto già finito e gli è piaciuto" spiega Zuzu alla quale piace, quando scrive immaginare "un unico lettore, un'unica persona. Così viene tutto più naturale" racconta. (ANSA).
   

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