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Libri: la rivolta di Paskedda, eroina dimentica dalla storia

Gianluca Medas racconta la storia di una donna emblematica

(ANSA) - CAGLIARI, 28 GEN - GIANLUCA MEDAS, PASKEDDA, TORRAMUS A SU CONNOTTU (Edizioni Abbà, 2021, pp 116, 15 euro).
    La rivolta popolare del 26 aprile 1868 a Nuoro è una pagina emblematica della storia della Sardegna. Al grido di "Torramusu a su connottu" (Ritorniamo alla consuetudine), storico motto diventato simbolo della ribellione contro la privatizzazione delle terre, Pasqua Selis Zau, nota Paskedda, guidò l'assalto al Municipio. Incitò una piccola folla esasperata, che si opponeva alla decisione di mettere all'asta le terre ad uso comunitario, necessarie alla sopravvivenza di pastori e contadini.
    Sessant'anni, vedova, dieci figli da sfamare, si racconta che, afferrati i documenti catastali, dati poi alle fiamme nella piazza, lanciò il suo urlo di rabbia e disperazione: "Ecco su sambene de su poveru" (Ecco il sangue del povero). La sua storia, documentata dal poeta Salvatore Rubeddu che assistette all'evento, rivive ora tra le pagine di un libro di Gianluca Medas: "Paskedda, Torramus a su connottu", edizioni Abbà.
    Attore, regista, erede della celebre famiglia d' arte, incastona questo atto di ribellione popolare e la figura di Pasqua Selis Zau "nel grande mosaico della storia".
    Medas dà poi voce ai poeti, cantori di ingiustizie e soprusi.
    Rievoca le proteste contro la privatizzazione delle terre con esclusione dei poveri, che hanno origini lontane. Le tensioni sociali si riaccesero con l' Editto delle Chiudende nel 1820: negava ai pastori e ai contadini la possibilità di poter usufruire di spazi comunitari dove coltivare o far pascolare le greggi. Il fuoco della rivolta nell'Isola ha trovato un nuovo capitolo con la sollevazione contro l'abolizione degli ademprivi, nel 1865. Atti che "mutarono tragicamente delicati e secolari equilibri fra contadini e pastori".
    Attraverso documenti d'archivio e pubblicazioni storiografiche, Medas, con il piglio da cantastorie e una sensibilità teatrale, riaccende i riflettori su questa coraggiosa e dimenticata figura, portata in scena nel 1975 dalla Cooperativa Teatro di Sardegna nella pièce scritta dal drammaturgo nuorese Romano Ruju, regia di Gianfranco Mazzoni.
    "Quella di Paskedda Zau - sottolinea l'autore - è la storia di un'assenza, quella delle donne escluse dalla storia, ma è una storia universale, dietro la sua ribellione c'è il grido di un popolo, ancora inascoltato". I resti di Pasqua Selis Zau riposano in una tomba comune. Due targhe sono dedicate alla sua figura. Una è a Nuoro, di fronte a Palazzo Martone, il vecchio Municipio sede della rivolta. L' altra è a Guspini, nella zona industriale dedicata, con delibera comunale, alla toponomastica femminile.
    Accanto ai nomi di altre 49 donne pioniere, innovatrici di tutto il mondo, c'è quello di Pasqua Selis Zau "popolana coraggiosa". Due importanti riconoscimenti, perché "parlare di donne e non solo di uomini che hanno fatto la storia - scrive la giornalista Susi Ronchi nella postfazione - è la chiave che apre le porte per quel lungo cammino verso la parità". (ANSA).
   

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