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La nuova difesa europea, la sfida che attende l'Ue

I diplomatici Peronaci-Palma alla prese col 'sogno' comunitario

(di Mattia Bernardo Bagnoli) (ANSA) - BRUXELLES, 07 OTT - MARCO PERONACI E ROCCO PALMA, IL SOGNO EUROPEO DALLA CECA ALL'UNIONE ATTRAVERSO LE CRISI: LA NUOVA DIFESA EUROPEA, CACUCCI, 2022, PP. 152, € 15,00 Le crisi sono sempre state una catalizzatore di riforme per il progetto europeo, che evidentemente nel 'business as usual' non trova sufficienti motivazioni per progredire e, anzi, spesso si avvita in liti da condominio. Da qui l'adagio, rilanciato ultimamente dal politologo americano Ian Bremmer, "non si deve mai sprecare una crisi". Ecco, l'Unione Europea non ha fatto tempo a metabolizzare l'impatto del Covid che subito si trova a gestire il pantano ucraino, con gli addentellati sulla sicurezza, tradizionale alimentare ed energetica, che questa comporta.
    Il saggio di Peronaci e Palma, diplomatici di carriera, cade dunque a pennello e prova a mettere a fuoco le sfide che l'Ue si trova davanti, partendo dalla metafora dei tre sogni. Ovvero ciò che già è stato realizzato (forse contro ogni pronostico), ciò che invece è fallito miseramente e ciò che si deve attuare. Il testo infatti racconta il processo d'integrazione europea fino ai giorni nostri, soffermandosi sui successi ((la CECA e l'EURATOM, le Comunità Europee) così come le battute d'arresto (la Costituzione Europea e l'Europa federale) per poi individuare nei più recenti sviluppi in materia di sicurezza e difesa - facilitati dagli attuali radicali cambiamenti del contesto geopolitico - il perno di una possibile, futura trasformazione dell'Europa in senso politico, naturalmente tutta da costruire.
    Gli autori - Peronaci è attualmente rappresentante italiano nel Comitato Politico e di Sicurezza dell'Unione Europea a Bruxelles, mentre Palma è primo segretario presso l'Ambasciata d'Italia a Tel Aviv - avvalendosi di un metodo d'indagine interdisciplinare ricostruiscono il passaggio dall'UEO a un primo abbozzo di politica di sicurezza e difesa in concomitanza con le vicende della guerra dei Balcani, per in seguito delineare, a partire dagli interventi in Afghanistan e in Iraq, il progressivo radicarsi nell'assetto istituzionale dell'UE dei diversi tasselli di quel complesso mosaico che viene definita come la "nuova difesa europea".
    La realizzazione di un'autentica difesa europea, articolata e completa in tutte le sue componenti, costituisce una sfida ben lungi dall'essere vinta. Eppure, in uno scenario geopolitico marcato da teatri di crisi sempre più vicini (in Ucraina, ma anche nei Balcani e in Africa), essa è voluta e perseguita con sempre maggiore decisione da tutti gli Stati membri. Oggi, sostengono Peronaci e Palma, la difesa europea ha tutte le carte in regola per crescere secondo le linee tracciate nella recente 'Bussola Strategica' e per dotarsi del necessario, adeguato livello di "autonomia". Solo allora, l'Unione e i suoi Stati Membri potranno "prevenire, affrontare e rispondere alle incombenti minacce, sempre in coerenza con i princìpi posti nel quadro NATO, ma con un crescente, solido sguardo al preminente interesse europeo". (ANSA).
   

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